Sottopassaggio allagato: il comune paga i danni al veicolo danneggiato

Sottopassaggio allagato: il comune paga i danni al veicolo danneggiato La spunta in appello una società proprietaria di un furgone che si era impantanato in un sottopassaggio del tarantino. La colpa è del Comune

La spunta in appello una società proprietaria di un furgone che si era impantanato in un sottopassaggio del tarantino. La colpa è del Comune

13 Settembre 2012 - 10:09

La Corte d'Appello di Taranto, con una sentenza depositata il 4 giugno 2012, ribalta il verdetto di primo grado che aveva visto il Comune di Castellaneta vittorioso contro una società che l'aveva portato in giudizio per vedersi riconosciuto il risarcimento per danni da allagamento della strada, subiti da un furgone di sua proprietà. In primo grado si era data importanza alla scelta del conducente di affrontare, in condizioni atmosferiche proibitive, un sottopassaggio visibilmente pericoloso. I Giudici di secondo grado accolgono però l'appello della società danneggiata, richiamando noti principi giuridici che impongono al gestore della strada di non consentire la circolazione laddove essa possa essere pericolosa per gli utenti.

UN “LAGO URBANO” NON SEGNALATO – L'attività istruttoria espletata in primo e in secondo grado ha chiarito molti aspetti dell'episodio “apocalittico” che aveva coinvolto il povero autista di furgone in quel di Castellaneta. Nel tratto in cui il Furgone era rimasto intrappolato, non solo l'acqua arrivava a circa un metro di profondità ed era entrata fin nell'abitacolo, ma mancava persino l'illuminazione, tanto che i Vigili del Fuoco dovettero utilizzare fari portatili per soccorrere il malcapitato autista. Così non si capisce perchè l'autista, che era di altra zona d'Italia, avrebbe dovuto essere più prudente, come ritenuto dal Tribunale di Taranto, sez. distaccata di Ginosa, in primo grado. Senza segnalazione di sorta, senza illuminazione, chi poteva immaginare di trovarsi a guadare un vero e proprio “lago urbano”?

LA CORTE RICHIAMA IL CUSTODE AI SUOI DOVERI – Con un ragionamento giuridico stringato ma chiarissimo, la Corte d'Appello di Taranto espone i noti principi che stanno alla base dell'attuale interpretazione dell'art. 2051 c.c., sulla responsabilità per le cose in custodia. In particolare, ricorda che quando un ente pubblico ha un potere di gestione e controllo su un bene demaniale, a tale potere corrisponde il dovere di garantirne la non pericolosità per gli utenti. Ad abundantiam, i Giudici evidenziano la natura di insidia imprevedibile del tratto allagato, giustificando così la responsabilità del comune anche ai sensi della regola generale sul danno aquiliano, che impone di non cagionare danni ingiusti ad alcuno. Proprio la mancanza di illuminazione e di segnalazione del pericolo, rende infatti configurabile tale responsabilità in capo al comune, che avrebbe dovuto tutelare gli eventuali ignari utenti della strada da una situazione piuttosto pericolosa come quella sopra descritta.

di Antonio Benevento

Commenta con la tua opinione

X