Smog a Milano: la sconfitta di Pisapia

Milano sommersa dalle polveri sottili: fallisce la politica anti-smog del sindaco Pisapia

18 marzo 2014 - 6:00

A Milano non si respira. “In questi giorni i valori del Pm10 sono tornati a salire e a essere sopra la soglia dei 50 micron grammi per metrocubo. Se non ci sarà un'inversione di tendenza, mercoledì scatteranno le misure previste dalla cabina di regia tra cui il blocco per i diesel euro 3 e sarà attivato come previsto il protocollo provinciale contro i picchi di inquinamento – lo ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, rivolgendo un appello ai milanesi affinché abbassino il riscaldamento nelle abitazioni -. È una situazione che altre grandi capitali europee stanno vivendo in questo periodo, come Parigi. Dato l'innalzamento di qualche grado delle temperature in questi ultimi giorni, ora decisamente più miti, il Comune ha deciso, proprio per dare un segnale, di abbassare il riscaldamento degli uffici pubblici da lunedì 17 marzo, fatta eccezione per asili, centri di assistenza per persone con disabilità e scuole. Chiedo ai cittadini di essere a fianco del Comune nella lotta contro l'inquinamento e quindi di abbassare anche i riscaldamenti nelle abitazioni e negli uffici privati, almeno di un grado, contribuendo in questo modo al risparmio energetico e a una minore emissione di inquinanti nell'ambiente, responsabili insieme ad altri fattori, dell'innalzamento del Pm10. Se ci sarà il perdurare di questa situazione, saranno comunicate ulteriori iniziative come l'utilizzo gratuito del bike sharing”.

IL CAOS DELLE COMPETENZE – “A Milano stiamo mettendo in atto diverse misure, anche strutturali – ha spiegato l'assessore all'Ambiente Pierfrancesco Maran -, ma in mancanza di provvedimenti regionali su ampia scala restiamo troppo spesso soli in questa battaglia. Anche il protocollo di misure che abbiamo messo in campo insieme alla Provincia di Milano e agli altri Comuni paga l'assenza di Regione Lombardia, che potrebbe con una sua decisione renderlo automatico e non ad adesione volontaria”. Gli fa eco Cristina Stancari, assessore provinciale all'Ambiente: “Tutti i sindaci dell'area metropolitana sono stati preallertati. Ora dovremo verificare quali enti locali approveranno l'ordinanza”. Il fatto è che la regia delle politiche antismog è in capo a Palazzo Isimbardi (Provincia) fino al prossimo 30 giugno: il mandato è in scadenza. Il coordinamento sarà assunto dalla Regione, ma solo alla fine del 2015.

CI MANCAVANO GLI SCIOPERI – Neanche la domenica ha concesso una pausa nella serie negativa di giorni di cattiva qualità dell'aria. Si è registrato un nuovo sforamento da parte delle Pm10 dei limiti consentiti dalla legge di 50 milligrammi per metrocubo: una concentrazione di 54 milligrammi dalla centralina di Città Studi, 62 da quella di Senato e 63 in Verziere. Anche in pieno centro, dunque, nonostante la festività, le polveri sottili continuano a destare allarme. Ad aggravare le cose, ci sarà per lo sciopero del trasporto pubblico locale mercoledì 19, e quello dei taxi giovedì 20 marzo.

IL FLOP AREA C – È vero: la pianura Padana, orograficamente, a Nord e Ovest chiusa dalle Alpi, a Sud dagli Appennini, ha solo uno sbocco al suo estremo Est: una conca che pare fatta apposta per essere imbottita di smog. Pur tuttavia, l'Area C, il ticket d'ingresso per il centro di Milano, cuore della politica anti-polveri sottili di Pisapia, s'è rivelata un flop. Almeno sotto il profilo dell'aria. Invece, in quanto a incassi, Palazzo Marino non ha di che lementarsi: 25 milioni di euro in un anno di Area C, più 50 milioni di multe. Senza contare gli incassi grazie alle strisce blu, piazzate pure in periferia, che devono pagare anche i pendolari non residenti: un bel modo di incentivare la mobilità sostenibile, visto che le aree di sosta vicino alle stazioni delle metropolitane costano come il fuoco. Così, il Comune incassa denaro da chi abita fuori, senza perdere consenso elettorale: a votare sono solo i residenti. Meglio stendere poi un velo pietoso sul coordinamento fra i Comuni all'interno della Provincia e della Regione: in questo momento, nessuno sa che provvedimenti organici prendere, se non i soliti blocchi del traffico, misure spot totalmente inutili. Fa un po' sorridere anche il bike sharing gratuito in caso di smog: a Parigi (la metropoli citata da Pisapia), per diversi giorni, sui mezzi pubblici s'è potuto viaggiare gratuitamente, e volendo si poteva anche avere car sharing elettrico e bike sharing gratuiti. Misure intelligenti. Va ricordato che Pisapia, appena insediatosi, ha aumentato il prezzo del biglietto Atm… In ultimo, nelle scorse ore, a Milano, in molti ambienti si soffocava di caldo: ma a che serve abbassare di solamente un grado la temperatura dei termosifoni nelle giornate primaverili?

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