Assetto e Stabilità

8 aprile 2011 - 11:03

L’assetto è la posizione della vettura caratterizzata dagli angoli caratteristici attorno ai tre assi baricentrici: longitudinale, trasversale e verticale.

Dicesi anche della corretta preparazione delle sospensioni ai fini della stabilità e della tenuta di strada.

Una buona “regolazione dell’assetto” riduce:
• Il rollio che è l’inclinazione della carrozzeria attorno a un asse longitudinale, l’asse di rollio. E’ il tipico movimento che avviene in curva, quando un lato della carrozzeria (quello esterno) si abbassa e l’altro si alza.
• Il beccheggio che è il movimento della carrozzeria rispetto ad un asse trasversale che avviene in accelerazione e in frenata, provocando, rispettivamente, l’abbassamento della coda e l’innalzamento del muso e viceversa. Le sospensioni con geometria tale da minimizzare il fenomeno sono dette «anti-dive» all’avantreno e «anti-squat» al retrotreno.
• L’imbardata che è la rotazione della vettura attorno a un asse verticale passante per il baricentro. E’ determinata dalle forze centrifughe che nascono in curva e dalle diverse condizioni di aderenza fra avantreno e retrotreno

ATTENZIONE. Un buon assetto del veicolo consente migliori prestazioni in curva e, quindi, di sopportare maggiori accelerazioni laterali. Se viene a mancare l’assetto abbiamo la perdita di stabilità del veicolo che si manifesta come sbandamento, ovvero come una perdita di aderenza in curva a causa di eccesso di “accelerazione laterale”.

STABILITÀ LATERALE – SBANDAMENTO
Quando si parla di “stabilità” di un veicolo s’intende solitamente la “stabilità laterale” che è l’attitudine di una vettura a mantenere un “assetto stabile” quando intervengono variazioni di traiettoria, di spinta del motore, di vento laterale o di pendenza trasversale del fondo stradale, isolatamente o contemporaneamente.

ATTENZIONE. Maggiore è la stabilità del veicolo maggiore sarà la sua capacità di sopportare un eccesso di “accelerazione laterale” in curva e, quindi, garantire migliore aderenza al veicolo.

Naturalmente una stabilità assoluta impedirebbe al veicolo di sterzare, compromettendo la tenuta. Perciò un veicolo stabile si intende che obbedisca solo ai cambi di traiettoria impostati dallo sterzo, ma non quelli provocati da altre cause (quelle sopra, ma anche il vento ecc.). In altri termini immaginiamo una vettura ad una certa velocità costante in una lunga curva a raggio costante: essa si stabilizzerà assumendo un determinato assetto, caratterizzato da angoli di “rollio”, “beccheggio” e “imbardata”. Ripetiamo l’esperimento per molti raggi e varie velocità, ottenendo una descrizione dei vari assetti corrispondenti. Una vettura stabile è capace di fare un percorso ricco di curve, in velocità e in particolare in rallentamento, discostandosi istante per istante di poco e con progressività dai valori di assetto ricavati nelle prove in condizioni stabilizzate.
Elementi che concorrono alla stabilità sono il baricentro basso ed avanzato, le sospensioni rigide (o controllate – livellate – elettronicamente), la convergenza e campanatura negativa al retrotreno, le quattro ruote sterzanti.

STABILITÀ VERTICALE – RIBALTAMENTO
Per un determinato combinarsi sterzata e condizioni di fondo stradale tutti i veicoli vanno al ribaltamento.

ATTENZIONE. I veicoli col baricentro alto e carreggiata ridotta sono i più soggetti a perdere la stabilità verticale.

Meccanicamente la gestione delle barre stabilizzatrici, della rigidità delle molle (in genere pneumatiche) e dell’altezza del veicolo da terra possono attenuare la tendenza al ribaltamento.

ATTENZIONE Oggi il termine “stabilità” è abusato soprattutto quando si parla dei “Sistemi di controllo della stabilità”: in questo caso i dispositivi non agiscono sull’assetto del veicolo ma “stabilizzano la traiettoria dell’auto”.

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