Sistemi di assistenza alla guida: efficaci ma non infallibili

Il TCS ha confrontato i sistemi di sicurezza attiva di una nuova Volvo V40 con quelli di una Honda Accord di 5 anni fa: tutti efficaci ma migliorabili

19 aprile 2013 - 7:00

Il Touring Club Svizzero ha messo a confronto l'evoluzione tecnologica che caratterizza i sistemi di sicurezza attiva negli anni. Il test ha messo alla prova i dispositivi di una nuova Volvo V40 (la nostra prova su strada) e di una Honda Accord di alcuni anni fa confrontandoli con un sistema aftermarket in parte valido che non interagisce nella guida.

SICUREZZA DI SERIE – Sebbene le due auto appartengano a generazioni diverse, l'Honda Accord 2.2i ha un equipaggiamento tecnologico di tutto rispetto. Come la Volvo V40 T4, la berlina giapponese ha una telecamera dietro al parabrezza e sensori radar che possono intervenire attivamente nella guida. In caso di pericolo, Honda e Volvo frenano e correggono la traiettoria dello sterzo da sole se il guidatore è svenuto o distratto. Per le auto più datate il TCS ha testato un accessorio, il Mobileye 560, che consente di integrare alcuni dispositivi di assistenza alla guida molto utili ma che non interagiscono con l'auto che si sta guidando. L'Honda Accord è stata tra le prime auto a proporre nel 2008 dei sistemi altamente innovativi per la sicurezza di guida pur mantenendo un prezzo di listino inferiore a circa 41 mila euro. I sistemi di assistenza per il mantenimento della corsia, di segnalazione della distanza di sicurezza e di frenata di emergenza sono presenti su entrambi i modelli ma la Volvo ha dalla sua quanto di più sofisticato (del valore di 2058 euro) possa offrire la ricerca della Casa svedese.

E QUELLA AFTERMARKET – Tra le due auto cerca d'insidiarsi il Mobileye 560, un sistema universale di sicurezza che il TCS ha testato installandolo a bordo di una Hyundai i40 1.7 CRDi. Il Mobileye è formato da una videocamera che si monta dietro al parabrezza del tutto simile ai sistemi di serie e s'interfaccia via Bluetooth allo smartphone del guidatore per mostrare le indicazioni di rischio e gli allarmi. Al prezzo di 1317 euro qualsiasi auto può essere equipaggiata di Lane Departure Warning (LDW), Forward Collision Warning (FCW), Headway Monitoring Warning (HMW), Pedestrian Collision Warning (PCW), Intelligent High Beam (IHC) e Traffic Sign Recognition (TSR). Nonostante sia piuttosto caro, Mobileye si rende utile dove la tecnologia Honda (del valore di 2880 euro) non riesce a fare molto. Ad esempio riconosce i segnali stradali (TSR), avverte se c'è il rischio d'investire un pedone (PCW) e controlla la distanza di sicurezza dall'auto che precede (HMW). Il suo funzionamento, a differenza dei sistemi di sicurezza di serie, è basato solo sulla videocamera frontale e l'assenza di sensori radar rallenta notevolmente le funzioni aggiuntive. Il sistema Mobileye 560 incassa più punti dell'Honda Accord sulla carta ma su strada i tempi di reazione e il tasso di efficacia lo penalizzano molto.

MOBILEYE NON ALL'ALTEZZA – Durante le prove del TCS è emerso che i dispositivi dell'Honda Accord sentono il peso degli anni ma anche che la Volvo V40 non è sempre rapida e precisa nel riconoscere pedoni e segnali stradali. La Volvo V40 è più efficace delle altre nel mantenere la giusta distanza di sicurezza e intuisce prima alcune manovre (come il sorpasso in autostrada) che invece l'Honda Accord potrebbe disturbare reagendo con ritardo. L'allarme di superamento della corsia dell'Honda Accord funziona bene solo se le linee sull'asfalto sono ben evidenti ma la berlina giapponese ottiene la massima valutazione (insieme alla V40) nell'avvertimento di una collisione frontale. Il Mobileye 560 ha il controllo attivo degli abbaglianti come le più recenti auto intelligenti e nonostante faccia affidamento sulla sola telecamera, tiene il passo della Volvo nell'avviso di superamento della corsia. Tuttavia il dispositivo aftermarket universale soffre l'assenza di un sistema radar che aiuti a individuare le auto, i segnali e i pedoni con poca luce.

VOLVO V40 PIU' SICURA – Inoltre in caso di pericolo il sistema Mobileye non applica alcun intervento sullo sterzo o sui freni, e per questo convince i tecnici svizzeri meno della Honda Accord e della Volvo V40 che invece si colloca in testa con il miglior punteggio. Per quanto l'installazione di un accessorio aftermarket come il Mobileye possa rendere la guida più serena, gli standard di sicurezza passiva e attiva con cui è stata concepita un'auto di 10 anni fa restano sempre gli stessi, a causa delle difficoltà che comporta l'integrazione di sistemi complessi (vedi ABS, ESP, Airbag) installati sulla linea di assemblaggio. Il TCS ribadisce quanto da sempre sostiene SicurAUTO.it: tutti i sistemi di sicurezza intelligenti aiutano notevolmente a migliorare la sicurezza stradale ma non possono sostituirsi alla responsabilità di chi si mette al volante.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Green NCAP, il tool per misurare l’efficienza auto: come funziona

Test e-Fuel e Biodiesel: quanto diminuiscono le emissioni auto?

Eccesso di velocità: in Austria confisca del veicolo per chi corre