Sicurezza stradale sulla rete Anas: basteranno 3,3 miliardi di euro?

L'Anas vuole portare la mortalità a zero sulle strade italiane: per questo, verranno investiti 3,3 miliardi di euro

17 settembre 2014 - 11:00

L'obiettivo di Ciucci, presidente Anas, è ambizioso: “Portare la mortalità a zero sulle strade italiane”. Attraverso massicci investimenti. Infatti, per la manutenzione della rete esistente, tra gli interventi infrastrutturali in corso per l'innalzamento della sicurezza rientrano: la risoluzione dei “punti neri” (aree particolarmente a rischio sinistro), che richiede un investimento nel tempo di oltre 500 milioni di euro; l'adeguamento di tutte le gallerie ai requisiti previsti dalla Direttiva europea del 2004, che richiede un impegno economico di oltre 2 miliardi di euro; la manutenzione straordinaria, con 507 interventi attivi o in fase di attivazione per un importo di oltre 820 milioni di euro. La somma fa più di 3,3 miliardi di euro. Non resta che vedere se saranno sufficienti a eliminare le numerose e gravi pecche delle nostre strade: guai che ci trasciniamo da anni.

CIUCCI PUNTA IN ALTO – Il presidente Anas non ha dubbi: “L'innalzamento dei livelli di sicurezza della rete stradale è una delle principali missioni istituzionali dell'Anas. È certo che nel nostro Paese in questi anni si è lavorato molto e bene e che, accanto all'inasprimento delle norme e all'introduzione della patente a punti, è cresciuta una cultura nazionale della cooperazione per la sicurezza che considera le attività di ciascun soggetto come tasselli di una stessa strategia condivisa, da mettere a fattor comune”. Ed ecco i dati: “I numeri forniti dall'ultima stima pubblicata dall'Istat e dall'ACI – ha ricordato Ciucci – attestano che l'obiettivo europeo di ridurre il numero dei morti del 50% è stato raggiunto. Infatti, rispetto al 2001, il numero di morti è diminuito nel 2013 del 52,1%”. In realtà, il target andava raggiunto nel 2010, e quindi l'Italia sconta un forte ritardo, di ben tre anni. Comunque, il trend positivo prosegue nel 2014, visto che secondo i dati della Stradale e dei Carabinieri, sulle autostrade dell'Anas (tra gennaio e maggio di quest'anno) si è registrata un'ulteriore riduzione degli incidenti mortali del 42%”. Ovviamente, con l'aiuto della crisi, che fa diminuire il traffico: gli italiani si spostano meno per risparmiare, specie sul carburante.

QUALI PROVVEDIMENTI DAL 2006 – Ciucci ha infine ricordaro che, per migliorare la sicurezza stradale, dal 2006 l'Anas ha aperto al traffico oltre 1.380 km di strade e autostrade per un investimento di quasi 15 miliardi di euro. Solo nel 2013 gli investimenti in nuove costruzioni e manutenzione straordinaria sono stati pari a circa 2,2 miliardi di euro. Relativamente alle nuove opere, nel corso del 2013 l'Anas ha realizzato su tutto il territorio nazionale circa 140 nuovi km di strade e autostrade, ha avviato lavori per oltre un miliardo di euro e ultimato interventi per quasi 2,8 miliardi di euro. L'Anas si è inoltre dotata di una rete di 20 sale operative compartimentali, coordinate dalla sala nazionale, e di sistemi tecnologici all'avanguardia che attraverso 3.800 telecamere fisse e mobili, sensori di traffico, centraline meteo, 300 pannelli a messaggio variabile, hanno consentito di acquisire informazioni e dati in tempo reale per la gestione del traffico e l'informazione all'utenza. A partire da quest'estate, è diventato pienamente operativo il sistema dei sensori Panama, una piattaforma innovativa per il rilevamento, il monitoraggio e l'analisi della mobilità sulla rete stradale nazionale e per lo studio dell'incidentalità e l'individuazione dei tratti a pericolosità più elevata: con 1.030 postazioni installate lungo tutta la rete Anas, ha consentito di rilevare puntualmente il numero dei transiti su singole tratte stradali o autostradali, confrontandoli con i dati dello scorso anno.

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