Sicurezza stradale: in Europa si investe sempre meno

Il numero dei morti sulle strade europee scende, ma non abbastanza da poter sperare di raggiungere gli obiettivi del 2020

26 giugno 2012 - 11:45

L'ETSC, European Transport Safety Council, segnala, attraverso il suo 6° report sulla sicurezza stradale in Europa, che nel 2011 il numero delle morti causate da incidenti stradali ha subito una riduzione che risulta essere minore rispetto a quella registrata negli anni precedenti. Segno evidente che a Bruxelles la sicurezza stradale conta sempre meno, come evidenziato dal collega Maurizio Caprino sul suo blog qualche giorno fa

UNA LIEVE RIDUZIONE – I risultati del PIN Report, riguardante la sicurezza delle strade europee, sono stati presentati in occasione della conferenza che si tiene annualmente e sono stati commentati dai principali leader dell'ETSC che considerano la lieve riduzione di morti sulle strade un passo indietro verso l'obiettivo del 2020. Rispetto al 2011 infatti il calo è stato pari al 3%, meno di un terzo in confronto all'anno precedente, il 2010, quando era stata calcolata una riduzione del 10%.

LE MOTIVAZIONI DI QUESTO CALO – Secondo l'ETSC, responsabili di questo calo sono stati diversi fattori, per esempio gli scarsi investimenti in materia di sicurezza stradale, soprattutto in Paesi come Austria, Belgio, Finlandia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Gli unici Paesi che hanno dimostrato di aver investito particolarmente in sicurezza stradale sono stati Cipro, Irlanda, Lituania, Norvegia e Slovenia.

COSA COMBINA L'ITALIA? – Per quanto riguarda l'Italia, la riduzione del numero di morti per incidenti stradali è pari al 7%, nel 2011 sono infatti morte 3.800 persone, 290 in meno rispetto ai 4.090 del 2010 (ma sui dati è già polemica). Nel 2001, i morti erano 7.096 e da allora il numero ha continuato a scendere costantemente. Così in 10 anni vi è stata una riduzione del 46%. Positiva è la situazione per i giovani tra i 15 e i 30 anni che ogni anno muoiono sulle strade. In Italia, pur rimanendo consistente il numero di giovani morti, la riduzione è stata dell'8,3%, un ottimo risultato dunque che supera le aspettative (-7%) dell'ETSC a livello Europeo per il periodo 2001-2010. Il numero è sceso da 2.226 morti, nel 2001, a 1.078 nel 2010. Questo miglioramento, secondo l'ETSC, è stato possibile grazie anche alla riduzione dei limiti imposti nel nostro Paese ai neopatentati, tra i quali il tasso alcolemico zero e la guida di auto poco potenti.

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