Sicurezza stradale in Calabria: emergenza civilta'

Sono troppi i motivi per cui è ancora impossibile parlare di "civiltà" o "legalità", almeno da quanto mi viene riferito e confermato da tanti calabresi, molto stanchi di assistere ad una ...

11 marzo 2010 - 16:47

Sono troppi i motivi per cui è ancora impossibile parlare di “civiltà” o “legalità”, almeno da quanto mi viene riferito e confermato da tanti calabresi, molto stanchi di assistere ad una strage di vite umane per l'assenza di segnaletica adeguata, di controlli sulla velocità e l'uso del casco sulle due ruote, ma soprattutto di strade sicure e patenti meritate e non regalate.

“Si parla di “grandi opere” quali un ponte che dovrebbe collegare cosa? Le due regioni più disastrate d'Italia? Perché non investire tutto quel denaro in una migliore qualità della vita dei calabresi fino a salvare la vita stessa di ognuno di noi, soprattutto sulle strade? Bisogna cambiare lo stile di vita più che di guida, altrimenti i soldi stanziati per la sicurezza stradale non basteranno mai!” afferma Laura Raffaeli, vittima della strada e per questo motivo cieca da qualche anno, candidata come consigliere regionale per le province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria con la Lista Bonino-Pannella, ma anche molto impegnata per la sicurezza stradale con l'AIFVS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada) di cui ha aperto una sede a Praia a Mare.

“Sono sicura che con una persona come Pippo Callipo molti calabresi avranno la vita salva, ma anche quella civiltà che qui stenta ad arrivare. Sono troppi i motivi per cui è ancora impossibile parlare di “civiltà” o “legalità”, almeno da quanto mi viene riferito e confermato da tanti calabresi, molto stanchi di assistere ad una strage di vite umane per l'assenza di segnaletica adeguata, di controlli sulla velocità e l'uso del casco sulle due ruote, ma soprattutto di strade sicure e patenti meritate e non regalate. La sicurezza stradale non dev'essere qualcosa da nominare per la richiesta di un fondo, spesso utilizzato pure male se si considera che le statistiche dicono di una lieve diminuzione della mortalità e dei feriti su strada, dev'essere invece qualcosa su cui basare la serenità di una regione, meglio dire di una nazione intera, visto che il problema riguarda l'Italia tutta, anche se la situazione delle nostre strade è la più drammatica. Finora non è stato fatto molto, nonostante si dica a volte il contrario, quantomeno non si sono presi provvedimenti giusti affinché molte vite umane rimangano tali e non fantasmi ricordati con qualche mazzo di fiori e relativa fotografia della vittima ad ogni angolo di queste strade dissestate, prive di segnali stradali, e mi riferisco alle poche strade calabresi che rimangono ancora tali, le altre sono sotto il fango di qualche frana.

Queste parole non sono solo le mie, le sto ascoltando da tanti calabresi stanchi e decisi ad ottenere una migliore qualità della vita, persone che di un ponte o una centrale nucleare non se ne faranno nulla se già piangono un figlio morto in un incidente stradale. Bisognerebbe quindi prima puntare il dito su chi da le patenti, mi riferisco alle autoscuole, perché è da lì che esce il futuro guidatore, spesso all'oscuro del codice della strada. L'alcol alla guida, così per ogni sostanza che alteri la lucidità del guidatore, l'alta velocità e l'assenza di casco su due ruote sono elementi importanti da combattere si, ma non sono i soli pericoli in questa regione disperatamente abbandonata anche in questo settore importante e fondamentale se si vuole cominciare a nominare la parola “civiltà”.

La civiltà da sempre arriva con le strade, è la storia di questo pianeta! Non mi importa di sapere di chi è la colpa di questo disastro, non mi soffermo né voglio polemizzare, è tempo perso per me, cominciamo invece insieme a portare civiltà anche in Calabria, sistemando tutte le strade, realizzandone di nuove e al tempo stesso finendo quelle già iniziate e lasciate a metà. E' civiltà anche applicare la legge” aggiunge la Raffaeli “Le forze dell'ordine devono stringersi e unirsi in un unico scopo: fermare la mortalità sulle strade e applicare la legge, al di là di ogni motivo che spinge spesso a non multare i trasgressori, ma vanno supportate da un elemento basilare: le strade sicure. Se poi aggiungiamo che mancano mezzi di trasporto pubblici (es.: negli ultimi mesi sono stati soppressi più di una decina di treni a lunga percorrenza, scollegando ancor di più la Calabria dal resto della nazione), capirete tutti che, su queste pseudo strade i calabresi sono obbligati a transitare quotidianamente e questo non deve più rappresentare una roulette russa ogni qualvolta ci si mette alla guida di un mezzo. Smettiamola di demonizzare quindi solo i giovani alla guida, ma smettiamola anche di rimanere indifferenti di fronte a chi ha voluto tutto questo finora, quindi sarà importante sia andare a votare, che scegliere la persona giusta: consiglio il nuovo e il cambiamento, consiglio di votare Callipo, per chi vorrà anche il mio cognome* accanto nelle province in cui sono candidata. La sicurezza stradale, così come i trasporti pubblici, sia autobus che treni, ma anche via mare (perché no?) sono una vera emergenza, perché il numero degli incidenti e dei morti, anziché dimezzarsi come si doveva entro il 2010, è sceso di pochissimo e chissà se poi sono dati reali, considerando le migliaia di disabili gravi in seguito ad incidente stradale che quasi nessuno mai considera. Riporto di seguito i dati della Calabria che sono particolarmente pesanti, poiché si distaccano molto dai dati che si dovevano conseguire nel 2010.
Nel 2010 con il dimezzamento degli incidenti non si dovevano superare le seguenti cifre: incidenti 1.649; morti 71; feriti 2.673. Nel 2008 le cifre registrate dall'Istat si discostano invece molto da quelle del 2010: incidenti 3.354; morti 120; feriti 5650. Il commento è superfluo, la Calabria dal 2000 al 2010 non si è adeguatamente impegnata a far diminuire l'incidentalità stradale.

La Calabria ha bisogno di ricollegarsi a quella civiltà che finora le è stata a negata, necessita di mobilità sicura e questo dipende anche dai calabresi che si recheranno alle urne, il loro voto segnerà un cambiamento, se questo non avverrà sarà inutile poi parlare di “disgrazia.”

fonte – informazione.it

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