Sicurezza stradale: è polemica sul progetto DAVID di Firenze

C'è chi critica il progetto sulla sicurezza stradale ideato a Firenze

18 febbraio 2013 - 6:00

È polemica attorno al progetto DAVID di Firenze, il nuovo Piano strategico per la sicurezza stradale che mira a fare di Firenze un caso nazionale perché si propone, come obiettivo principale, quello di salvare 58 vite umane nei prossimi dieci anni (fra l'altro, c'è stata anche una marcia indietro in tema di autovelox illegittimi). Le critiche arrivano dall'Associazione nazionale coordinamento camperisti (siti viverelacitta.it e perlasicurezzastradale.org).

DI CHE SI TRATTA – DAVID sta per Dati e analisi; Aderenza alle regole; Vita ed educazione; Ingegneria; Dopo la violenza. In pratica si comincia mettere insieme i dati dell'incidentalità del Comune (quanti incidenti, dove avvengono, le cause, quali controlli e dove vengono fatti, quanti e quali corsi vengono fatti nelle scuole per la formazione, quale assistenza viene fornita alle famiglie che hanno subito un lutto, qual è lo stato delle strade ecc), per arrivare a un profilo degli scontri che avvengono nella città toscana. A tale proposito, è stato presentato a Palazzo Vecchio il progetto “Insieme per la sicurezza”: ciclo d'incontri nelle scuole superiori organizzato dal Comune di Firenze assieme alla Polizia municipale. L'iniziativa è rivolta ai ragazzi del secondo e terzo anno di studi con l'obiettivo di sensibilizzare alla sicurezza stradale e alla legalità intesa come rispetto delle regole. Gli incontri, rivolti a gruppi di circa 50 studenti per ciascuna scuola, sono articolati in tre moduli di due ore ciascuno. Sarà poi lanciato un concorso per un elaborato scritto, un video o un'immagine fotografica, sul tema “la vita e la sicurezza stradale”.

PARADOSSI E COSTI IN EVIDENZA – Ma l'Associazione nazionale coordinamento camperisti mette in risalto anzitutto un paradosso: gli studenti, di ogni ordine e grado, ogni sacrosanto giorno sia all'entrata sia all'uscita, ricevono una controinformazione proprio davanti alla scuola, visto che numerosi sono i genitori, accompagnatori e studenti che parcheggiano in doppia fila e sui marciapiedi, e scendono dal veicolo lasciando il motore acceso. “Abbiamo visto – dice l'Associazione camperisti – negli anni che le infinite campagne di comunicazione per la sicurezza stradale, espletate nelle aule delle scuole e con l'informazione radiotelevisiva (campagne costate migliaia e migliaia di euro), non hanno modificato questo micidiale andazzo”. Quindi, la stoccata al Comune: “Quanto costerà – dice l'Associazione – il Progetto DAVID visto che impegna così tante autorevoli persone? Non vi è menzione nel comunicato”. E ancora, stando all'Associazione, il rischio è che le lezioni in aula sulla sicurezza stradale vadano deserte: “Se si vuole cambiare occorre che le lezioni siano svolte sul campo, davanti ai portoni delle scuole, nell'ora precedente l'entrata e nell'ora susseguente l'uscita”.

PROPOSTE CONCRETE – Ecco allora le idee dell'Associazione: “Alle istituzioni chiediamo di intervenire con istanze scritte affinché l'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) provveda a georeferenziare gli incidenti stradali mettendoli in rete a disposizione di tutti i cittadini. Inoltre, chiediamo alle istituzioni e associazioni d'intervenire fattivamente affinché il nuovo Governo obblighi coloro che accertano un sinistro stradale a inviare in via informatica al ministero i dati relativi a: veicoli coinvolti (solo targa, tipo, ultima revisione, stato del veicolo), persone coinvolte (solo il sesso, l'età, l'eventuale disabilità), coordinate GPS del luogo del sinistro, stato della strada e della segnaletica stradale verticale e orizzontale, i certificati sanitari emessi (la loro durata, l'eventuale successiva invalidità, l'eventuale successiva morte). Solo attivando detti flussi d'informazione avremo dati certi sui quali lavorare per creare la vera prevenzione, evitando al Paese migliaia di morti e invalidi”. E in effetti, le critiche dell'Associazione camperisti relative al Progetto David ci paiono condivisibili, specie lì dove si parla di concrete azioni a favore della sicurezza stradale, che siano più coinvolgenti nei confronti dei giovani: le lezioni di teoria, fatte a ragazzi magari già stressati da altre materie e altri impegni, rischiano di essere un buco nell'acqua. Per non parlare della insicurezza stradale creata fuori dalle scuole, con le vetture in seconda fila: servono esempi pratici per far capire ai ragazzi che si può davvero fare qualcosa contro gli incidenti. La critica al Progetto David è poi estendibile a tutti i progetti di sicurezza stradale in Italia, perché a questi non viene fatta seguire una corretta educazione civica costante da parte delle Polizie municipali su strada.

UN'ALTRA CONTRADDIZIONE – Come se non bastasse, l'Associazione camperisti evidenzia un'altra contraddizione: nonostante gli appelli inviati continuamente dalle associazioni che operano per la sicurezza stradale, il Comune di Firenze prosegue nel concedere l'utilizzo del suolo pubblico e/o edifici (i beni di tutti i cittadini) a soggetti privati che svolgono manifestazioni culturali con l'autorizzazione alla somministrazione di alcolici. In sintesi, la mattina nelle scuole insegnano agli studenti i pericoli dell'alcool per la guida, mentre la sera, gli stessi studenti passano – per esempio dai giardini di Piazza Poggi – e vedono presso il chiosco provvisorio (non quello storico Potenza) autorizzato dal Comune centinaia di giovani con in mano bicchieri pieni d'alcol che poi mettono a rischio la propria e l'altrui vita, partendo guidando un'auto o una moto. “Il sindaco Renzi – attacca l'Associazione -, pronto a partecipare a talk-show e dibattiti nonché a chattare su Facebook, non ha mai risposto alle istanze e segnalazioni che via via gli abbiamo inviato e che sono presenti su viverelacitta.it e perlasicurezzastradale.org: uno strano modo di rapportarsi con i cittadini per uno che vuole 'rottamare' gli altri perché sono fuori dalla realtà civile”.

LA REPLICA DELL'ASSOCIAZIONE GUARNERI – Per dovere di cronaca, diamo spazio anche alla replica dell'Associazione Guarneri (coinvolta nel Progetto DAVID): “A partire dal 2011 Firenze è una delle poche città in Italia ad avere un piano per la sicurezza stradale 2011-2020 (piano DAVID) sviluppato attraverso il lavoro congiunto di 10 fra istituzioni e associazioni fra le quali  Associazioni McKinsey e la Facoltà di Ingegneria università di Firenze. Il progetto DAVID non è costato niente all'amministrazione in quanto regalato 'pro-bono' dall'Associazione Lorenzo Guarnieri (insieme alle altre che hanno partecipato) questo è quanto stato fatto sino a oggi (a memoria) grazie anche all'aiuto di molte associazioni fra le quali la Borgogni. Da un punto di vista organizzativo il piano DAVID rientra nella responsabilità della dottoressa Antonella Manzione nuovo direttore generale del Comune e un'agente della polizia municipale si occupa al 100% del progetto con il coinvolgimento, per la prima volta, di mobilità, statistica, personale e comunicazione e con il nuovo ruolo”. Ed ecco la controreplica dell'Associazione camperisti: “Non comprendiamo come mai di tutte le iniziative che avete elencato non troviamo sul sito del Comune di Firenze le relazioni complete sugli obbiettivi prefissati, sugli obbiettivi conseguiti, sulle persone impegnate in termini di qualifiche e ore, sui costi che ovviamente ci sono. Ci appare incredibile che la vostra Associazione ricordi la dottoressa Antonella Manzione perché quale Comandante della Polizia Municipale ci aspettavamo che gli atti pubblici (ordinanze sul traffico e gli atti che vi sono in esse citati) fossero inviati ai richiedenti via email, con un click o meglio, messi in rete”.

1 commento

Claudio
8:34, 18 febbraio 2013

Polemica….molto sterile, se permettete!! Dal 1998 che lavoro su questi argomenti, nello spirito sopra descritto; non avrei nemmeno fatto l'articolo.

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