Sicurezza stradale ACI al Motor Show: che delusione?

Al Motor Show l'ACI è arrivata con grandi promesse sulla sicurezza stradale che, tuttavia, sono rimaste tali.

5 dicembre 2010 - 17:30

Al Motor Show l'ACI è arrivata con grandi promesse sulla sicurezza stradale che, tuttavia, sono rimaste tali.

Nel comunicato diramato pochi giorni prima dell'evento bolognese (di cui vi avevamo dato notizia qui), si diceva: “con l'aiuto degli istruttori della Scuola di Guida Sicura ACI si sale a bordo di diversi veicoli per una prova pratica di guida sicura”. Peccato che queste prove pratiche non ci siano sono state. O meglio, erano delle dimostrazioni di guida sicura dove il pubblico poteva fare solo da spettatore accanto al pilota. Nessuna prova reale, nessuna “prova pratica” al volante come si poteva intuire dal comunicato. Va bene che un po' di teoria la si può imparare anche stando seduti accanto al pilota ma le prove erano talmente brevi che i ragazzi scendevano più divertirti (per via delle frenate e sbandate) che formati.

I VIDEO QUESTI SCONOSCIUTI – Anche i video sulla sicurezza stradale erano quasi del tutto assenti. Dentro il paddock c'erano solo due TV senza audio di cui una spenta. Sull'unico monitor acceso ruotava un video sulla guida sicura che, visto senza commento, serviva veramente a poco. L'ACI aveva anche promesso video di crash test, ma noi non li abbiamo visti. Così abbiamo chiesto al personale ACI presente (no hostess) che però non ci ha saputo dare informazioni in merito. I due impiegati sapevano tutto sull'abbonamento ACI, ma sulla sicurezza o i video nulla.

IL SIMULATORE-VIDEOGAME – Notando la nostra delusione ci hanno invitato a provare il simulatore di guida che però non era un simulatore di F1 (come inizialmente comunicato) ma un modello da autoscuola. Tuttavia abbiamo preferito rinunciare, i simulatori servono a poco e non sono utili per insegnare l'educazione stradale. La gente li prende come videogame e specialmente durante le fiere il pubblico si diverte più a sbandare ed infrangere il codice della strada che ad imparare le buone norme di comportamento. Colpa anche dello scarso affiancamento che si mette a disposizione dell'”alunno”. Nel caso dello stand ACI c'era solo una hostess che non aveva proprio l'aria di essere un istruttore qualificato. Il risultato? Tutti hanno usato il simulatore come un videogame facendo incidenti e sgommate.

E' un vero peccato che si spendano tanti soldi per promuovere la sicurezza stradale in questo modo, siamo certi che si poteva e doveva fare di meglio, per evitare che la sicurezza diventi uno show più che un momento di sensibilizzazione. Speriamo che l'ACI rimedi in futuro.

2 commenti

Francesco
12:49, 6 dicembre 2010

Sono stato allo stand ACI ed ho fatto sia le prove in macchina che il simulatore didattico. Le prove sulle mini sono interessanti, ed è ovvio, che si tratti di una dimostrazione, ed è comunque interessante. Ho già prenotato per fare un corso completo a Vallelunga .
Provando il simulatore ho trovato professionalità sia delle graziose hostess sia degli istruttori presenti. Trovo il simulatore un ottimo ausilio per le autoscuole, e manderò mia figlia, ormai in età di patente, a fare il corso presso l'autoscuola Ready 2 Go qui a Parma.Non capisco l'accanimento di questa testata , che sempre seguo, verso le iniziative ACI rivolte alla guida sicura e alla formazione dei patentandi . Mi sfugge come può il giornalista che ha scritto questo articolo giudicare qualcosa che non ha neanche provato! La vera delusione adesso la trovo su questa rivista online!

Redazione
18:52, 6 dicembre 2010

Gentili lettori,
quanto abbiamo raccontato è frutto di quello che abbiamo visto e sentito presso lo stand, così come documentato dalle immagini allegate che probabilmente non avrete visto.

Da parte nostra non c'è nessun accanimento ma solo una cronaca di quanto accaduto. A differenza di altre testate che la sicurezza stradale non la conoscono, noi conosciamo abbastanza bene cosa significa insegnare BENE educazione stradale.

Secondo noi un simulatore lasciato nelle mani di ragazzi intenti più a far danni che ad imparare le giuste nozioni di guida ci sembra sbagliato. Non può e non deve essere una hostess ad affiancare chi guida.

Per quanto riguarda le prove nell'area esterna è vero che lo spazio era poco (ma questo è frutto di scelte sbagliate a monte, visto che le aree più grandi non mancavano) ma si poteva lo stesso organizzare due esercizi veri da far provare ai ragazzi, specialmente lo skid che prevede giri a bassa velocità. Invece proprio questo esercizio era più una giostra da 2 minuti (due soli giri) che un momento di educazione.

Ci spiace che in altre aree non propriamente dedicate alla sicurezza ci siano state prove di frenata e skid realmente effettuate dai visitatori, mentre nell'area ACI si è deciso diversamente.

Decisioni sacrosante ma che sono state comunicate in modo sbagliato visto che si parlava di “prove” e non si “dimostrazioni”.

Il nostro articolo (indipendente) nasce per questo. Per il resto quando ACI ha fatto bene ne abbiamo anche parlato abbondantemente.

Cordiali saluti

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