Sicurezza gallerie: solo il 22% di quelle italiane è a norma

Entro il 2019 l'Italia dovrà adeguare le 275 gallerie che non rispettano gli standard di sicurezza europei

29 novembre 2012 - 7:00

L'Italia è il Paese dell'Unione Europea con la maggiore presenza di fornici (gallerie realizzate senza forare la montagna e costruite con archi di calcestruzzo) e gallerie interessate da flussi di traffico internazionale ma questo tesoro infrastrutturale si scopre poco scintillante se si considera che gran parte di esso non rispetta gli standard di sicurezza definiti da alcune direttive comunitarie e dev'essere ammodernato.

2 SU 10 SICURE – La relazione presentata al Parlamento dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera sull'adeguamento delle gallerie italiane, stabilito dal D. Lgs 264/2006, presenta un quadro del livello di sicurezza delle gallerie situate lungo la rete autostradale TERN (Trans European Road Network) piuttosto preoccupate. Nonostante siano stati investiti fino ad oggi 700 milioni di euro in impianti elettrici, piazzole di sosta, uscite di emergenza, ecc. solo 2 gallerie su 10 offrono agli utenti strumenti e servizi adeguati a fronteggiare situazioni di pericolo in caso d'incidente o incendio. Il rapporto aggiornato tiene conto dell'attività ispettiva svolta della Commissione Permanente per le Gallerie fino al 30 giugno 2012, che ha realizzato un nuovo censimento delle gallerie, suddividendole in fornici e distinguendole tra quelle in esercizio, in ammodernamento (aperte o meno al traffico), quelle in costruzione e in progettazione.

NON TUTTE APERTE AL TRAFFICO – La distribuzione nazionale delle gallerie vede il Nord con il 44,9% e 293 fornici, il Sud con 34,20% e 223 fornici e il centro con il 20,86% e 136 fornici sul totale di 652 fornici esistenti, di competenza perlopiù di Autostrade per l'Italia S.p.A. (210 fornici di 210,64 km) e ANAS S.p.A. (185 fornici di 179,64 km). A livello regionale, invece, la Liguria guida la classifica con 155 fornici, davanti a Sicilia (91), Calabria (73) e Abruzzo (63) dove si trova il 60% dei trafori.  Tre le categorie di gallerie analizzate: gallerie con progetto preliminare non approvato entro l'1 maggio 2006 (54 con 103 fornici), gallerie con progetto preliminare approvato ma non aperte al traffico entro l'1 maggio 2006 (71 con 134 fornici) e gallerie aperte al traffico entro il 30 aprile 2006 (275 con 518 fornici). Secondo i dati comunicati dai gestori della Rete autostradale nel 2012, sono state individuate, su 400 gallerie con 755 fornici esistenti, solo 346 gallerie aperte al traffico al 30 giugno 2012 per un'estensione di circa 754 km.

UN PIANO AMBIZIOSO – Delle 346 gallerie aperte al traffico solo il 22% si presenta conforme alle direttive europee, mentre del 78% ancora da adeguare, su un totale di 271, ben 233 sono a doppio fornice, uno per ciascun senso di marcia. L'importo speso dal 2007 al 30 giugno 2012 per la messa in sicurezza delle gallerie italiane ammonta a 704 milioni di euro che corrispondono a circa 1 milione di euro/fornice e 1,8 milioni di euro/km di galleria, ma per porre in atto i piani di ammodernamento previsti entro il 2019 sono necessari altri 2.020 milioni di euro. I lavori di adeguamento tecnico daranno priorità alle misure dal minore impatto economico-realizzativo ma con una maggiore efficacia per il raggiungimento di un buon livello di sicurezza per gli utenti. Già si prospetta però che, in assenza di percorsi alternativi da destinare ai veicoli, potrebbero nascere nuovi costi diretti soprattutto per i tratti stradali percorsi da mezzi pesanti.

COSA PENSA L'EUROPA – Il quadro legislativo sulla sicurezza delle gallerie è delineato dalla Direttiva Europea 2004/54/CEE, che specifica i requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete autostradale TERN di lunghezza superiore a 500 metri già aperte al traffico o in fase di progettazione: “Le misure di sicurezza dovrebbero permettere alle persone coinvolte in incidenti di mettersi in salvo, consentire agli utenti della strada di reagire immediatamente per evitare conseguenze più gravi, garantire l'azione efficace dei servizi di pronto intervento e proteggere l'ambiente, nonché limitare i danni materiali”. La Direttiva Europea 2008/96/CE definisce, invece, un sistema integrato di gestione della sicurezza (Road Safety Management) per l'intero ciclo di vita dell'infrastruttura: dal progetto, all'apertura al traffico fino alle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. La valutazione dell'impatto sulla sicurezza stradale serve a realizzare, con un'analisi comparativa, la valutazione dell'impatto di una nuova strada o la modifica della rete stradale già esistente; il controllo sulla sicurezza stradale garantisce un controllo di sicurezza tecnico sistematico e indipendente delle diverse fasi di realizzazione dell'impianto infrastrutturale; l'ispezione di sicurezza consiste invece nella verifica ordinaria periodica delle caratteristiche e dei difetti che richiedono interventi di manutenzione.

E COME STA MESSA – L'Italia presenta il maggior numero di gallerie appartenenti alla rete TERN rispetto agli altri Stati Membri, quindi è molto più rilevante l'impatto della normativa europea sulla nostra rete autostradale. In Italia, infatti, c'è il 50% delle gallerie mentre la restante quota è suddivisa tra Spagna (16%), Austria (9%), Grecia (7%), Francia (5%) e Germania (4%), con una minoranza del 9% suddivisa tra altri Paesi. Di conseguenza mentre Spagna, Austria e Grecia dovranno tenere il ritmo di 5, 4 e 5 gallerie da adeguare ogni anno per mettere in sicurezza le circa 60 entro il 2019, a Germania e Francia basterà adeguare 4 e 3 gallerie ogni anno per potenziare le circa 30 che non rispettano le normative entro la fine del 2014. Per l'Italia il ritmo si prospetta più frenetico: se non riuscirà a regolarizzare 21 gallerie ogni anno, potrebbe sbriciolarsi l'obiettivo di vedere le 275 gallerie difformi, più sicure entro il 2019.

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