Sicilia, bus e treni tagliati: in queste condizioni, come fare a meno dell'auto?

Altro che mobilità sostenibile: bus e treni vengono tagliati in Sicilia

8 marzo 2013 - 8:00

Parlare di mobilità sostenibile è facile: basta elencare i vantaggi del trasporto pubblico, a livello di smog e traffico, mettendo in evidenza tutte le criticità che invece accompagnano l'auto. Ma passare dalla parole ai fatti è un'impresa, come dimostra il caso-Sicilia di queste ore, che fa seguito alla nostra denuncia su quanto accaduto a Napoli così come a Milano (la paralisi dei treni di fine 2012).

SFORBICIATE CONTINUE – Il guaio è che, in Sicilia, i bus sono fermi perché mancano i soldi per pagare la benzina, mentre intere zone dell'entroterra diventano irraggiungibili in quanto non ci sono treni che le servano, e pure le isole minori sono abbandonate a se stesse, con la probabile cancellazione dell'aliscafo sullo Stretto di Messina. La Fit Cisl Sicilia evidenzia che c'è “un sistema infrastrutturale non degno di una regione europea”, e che ogni giorno l'Ast, l'azienda regionale di trasporti, taglia 70 corse in tutta la Sicilia. “La società – dice la Fit Cisl – da mesi non paga gli stipendi ai dipendenti e non riesce nemmeno a pareggiare i conti con i fornitori che, intanto, hanno bloccato le manutenzioni. Questo perché la Regione e i Comuni non versano all'Ast quanto le spetta”. Risultato: ogni giorno, almeno 500 pendolari di tutta l'isola scelgono di non affidarsi ai bus pubblici per gli spostamenti. Pessime news pure per le 120 ditte che gestiscono il grosso business del trasporto privato su ruote, che dall'anno scorso hanno visto i finanziamenti che arrivano dalla Regione tagliati del 20 per cento.

TRENI, È UN DRAMMA – “Su quasi 500 treni regionali ogni giorno Ferrovie dello Stato sopprime quindici treni – spiega ancora la Fit Cisl – e spesso lo fa all'ultimo minuto, rendendo quindi il servizio inaffidabile. Senza contare che in molte stazioni le macchine per l'emissione sono guaste e non ci sono biglietterie. Prendere un treno diventa un'odissea”. Le tratte cancellate sono la Palermo-Agrigento, Catania-Messina, Palermo-Trapani, Agrigento-Catania, anche tratte metropolitane come Siracusa-Taormina, Siracusa-Modica, Taormina-Catania, stazione Giachery-Palermo Notarbartolo, Palermo-Cefalù, Caltanissetta-Roccapalumba, Messina-Milazzo, Catania-Caltagirone, Siracusa-Rosolini e Siracusa-Pozzallo, Fiumefreddo-Catania, Catania-Caltanissetta. Le soppressioni riguarderanno alcune fasce orarie e capiterà, per esempio, di dovere aspettare fino a tre ore tra un treno e l'altro.

QUALE SOLUZIONE – Così, diventa altrettanto difficile invogliare ad abbandonare la macchina privata a favore di servizi di trasporto pubblico che non forniscono alcuna garanzia in termini di efficienza e puntualità. La Fit Cisl propone un'Agenzia di programmazione per lo sviluppo di un programma decennale sugli investimenti per la realizzazione delle opere infrastrutturali attese come la Tangenziale di Palermo, la chiusura dell'anello di Palermo, il completamento della Palermo-Agrigento, l'accelerazione delle grosse infrastrutture già appaltate come la Nord-Sud (S. Stefano di Camastra-Gela), la velocizzazione dell'iter burocratico per il completamento della Rosolini-Modica, e dell'Agrigento-Caltanissetta SS 640.

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