'Siamo vicini ai familiari di Marco. E aggiustiamo le strade neretine'. Lettera aperta di Gabellone

NARDÓ - Walter Gabellone, presidente dell'Associazione "Alla conquista della vita", esprime il suo cordoglio per la morte del giovane Marco Rizzo, mettendosi in prima linea nell'aiuto dei ...

5 marzo 2010 - 7:56

NARDÓ – Walter Gabellone, presidente dell'Associazione “Alla conquista della vita”, esprime il suo cordoglio per la morte del giovane Marco Rizzo, mettendosi in prima linea nell'aiuto dei familiari del ragazzo. Con l'occasione però, punzecchia l'Amministrazione Comunale per migliorare le strade neretine, potenziali cause di altri incidenti,viste alcune promesse disattese.

Oggi per la nostra città è un giorno di tristezza. La nostra città perde un altro figlio a causa di un incidente stradale. Un figlio che nessuno di noi dovrebbe e dovrà dimenticare. Questa perdita dovrebbe ricordare a tutti che sulla strada le insidie sono sempre in agguato e la prudenza non dovrebbe mai abbandonare il nostro pensiero.

Il mio appello è rivolto ai tanti giovani che non curanti dei pericoli, a volte, si fanno sfuggire di mano la situazione, pigiando sull'acceleratore. Forse non sarà il caso del nostro Marco, ma un dato resta certo: la prima causa di morte tra i giovani sono proprio gli incidenti stradali. Questo dato dovrebbe far riflettere tutti.

Oggi piangiamo il nostro amico, e proprio da qui deve partire una forte riflessione per tutti, altrimenti, la morte di Marco non sarà servita a niente. Tutto ritornerà come se niente fosse successo. Non deve essere così!

Se veramente ci sono persone che hanno voluto bene a Marco lo devono dimostrare con i fatti e subito senza perdere altro tempo. Se veramente vogliono che il ricordo del loro amico resti impresso nella mente di tante persone, devono lavorare tanto, come volontari, portando nel cuore il loro amico, diffondendo messaggi d'amore per la vita, come facciamo noi, da sette anni a questa parte, portando il nostro triste dolore nelle scuole inculcandolo nelle coscienze di chi ci ascolta. Non devono restare chiusi nel proprio io.

Non va bene così, noi tutti insieme, forse, lavorando, sensibilizzando la gente nel ricordo di chi non c'è più. Noi genitori, parenti e amici di persone care scomparse a causa di incidenti stradali, dobbiamo parlare, parlare, parlare sempre, ma prima di ogni altra cosa bisogna stare accanto ai parenti di Marco che in questo momento non si rendeno conto di quello che gli sta accadendo e cosa gli aspetta per il resto dei loro giorni.

Solo chi ci è passato sa e non farà certo mancare l'affetto e l'amore di cui i genitori di Marco hanno bisogno in questo momento. Colgo l'occasione di questa mia triste riflessione per parlare ai nostri cari amministratori, chiedendo loro cosa avrebbero detto, in questa circostanza, se a far morire il giovane fosse stata una delle migliaia di buche presenti nella nostra città.

Eppure è da tanti giorni, troppi a mio parere, che invito telefonicamente e verbalmente, incontrandolo di persona, il responsabile dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, dott. Gustavo Petolicchio ad intervenire, ricevendo in cambio la promessa che si sarebbe attivato subito per risolvere i problemi esposti dalla nostra Associazione, a tutela dell'utenza stradale, ma soprattutto dei tanti ragazzi che circolano in città.

Egregio Signor Sindaco e cari Amministratori, voi che spesso e volentieri vi recate in visita ad altre località sia nazionali che estere non avete mai notato nulla? Non vi siete mai chiesti come mai quelle città non hanno nemmeno una buca? Perché la nostra Città deve sempre essere notata in NEGATIVO per ciò riguarda la sicurezza stradale?

Illustre Signor Sindaco, noi vogliamo continuare a prendere ancora per gli anni a venire l'onorata Targa Blu, che sino ad ora abbiamo ricevuto grazie all'attento e professionale lavoro del Prestigioso Corpo dei Vigili Urbani e, permettetemi, anche grazie lavoro svolto dai Volontari della mia associazione. Signor Sindaco non me ne voglia, ma troppe volte ho spronato l'amministrazione, soprattutto verbalmente, a che si decidesse a darci una città più sicura.

Ma questo non è avvenuto. Sono passati tanti giorni dal taglio dei vecchi pini, ma le radici sono ancora la, creando dossi molto pericolosi soprattutto per i ragazzi che circolano con gli scooter. Per non parlare, poi, delle pericolose buche, che si, vengono tappate, ma con la polvere di colore nero che tutto è tranne che bitume.

Continuando con le barriere architettoniche. Se un disabile sale su di un marciapiede, non sa da dove scendere, a meno che non torni da dove è salito. Per non parlare della segnaletica orizzontale che sparisce dopo due giorni: pare fatte con acqua colorata! Basta prenderci in giro.

Le strade della nostra città dovevano essere asfaltate nel giugno scorso, almeno così riferì il precedente Assessore ai Lavori Pubblici Dott. Cosimo Caputo, in una riunione nella nostra sede, alla presenza di autorevoli rappresentanti di altrettante importanti Associazioni Cittadine.

Caro signor sindaco ed illustri amministratori delle nostre tasse noi dell'Associazione Alla conquista della vita – per le vittime della strada vi invitiamo ad intervenire con urgenza e senza a spettare altro tempo. Nel ricordo che un'altra mamma piange suo figlio a causa di una strada maledetta.

Con l'affetto di sempre, inteso come sprono a far presto, Vi saluto Cordialmente.

Walter Gabellone

Presidente Ass. Alla conquista della vita per le vittime della strada.

fonte – portadimare.it

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