Si può ricorrere contro la decurtazione dei punti patente

Possibile anche se la multa è pagataMentre a Verona imperversa la polemica sulle multe inflitte ai cittadini per gli illegittimi accessi nelle zone a traffico limitato, non va peraltro dimenticato...

13 marzo 2006 - 15:09

Possibile anche se la multa è pagata

Mentre a Verona imperversa la polemica sulle multe inflitte ai cittadini per gli illegittimi accessi nelle zone a traffico limitato, non va peraltro dimenticato che, nonostante le varie modifiche intervenute negli ultimi tempi e che riguardano alcune disposizioni del Codice della strada, ed anche una significativa decisione della Corte costituzionale del 2005, il sistema della patente a punti è tuttora pienamente vigente, e dà luogo anche a questioni di interesse generale ed a ricorsi che sono decisi, in linea di massima, dai Tar (Tribunali amministrativi regionali).

In primo luogo, va tenuto presente in proposito che quasi tutti questi Tribunali hanno espresso, in linea generale, l'avviso che, anche se il proprietario di un veicolo provvede al pagamento di una multa comminatagli per la violazione di una norma del Codice della strada, il trasgressore che sia stato individuato in seguito al quale è stata inflitta la decurtazione dei punti della patente ha sempre la possibilità di presentare ricorso per tale motivo contro il provvedimento prefettizio che abbia respinto l'impugnazione dell'interessato contro una contravvenzione per eccesso di velocità.
In questo senso ha deciso il Tar della Toscana con una sentenza del luglio scorso, con cui è stato affermato il principio che la decurtazione dei punti dalla patente di guida può essere impugnata anche se il pagamento della sanzione è stato effettuato da altri soggetti.

Con un'altra decisione, ancora del luglio 2005, lo stesso Tar della Toscana ha annullato la comunicazione di riduzione dei punti dalla patente, che era stata trasmessa dal Ced nazionale al domicilio del trasgressore, in conseguenza di una contravvenzione, sempre per eccesso di velocità, non contestata immediatamente, ma la cui sanzione era stata pure regolarmente pagata.

Secondo tale pronuncia, infatti, il ricorso doveva essere accolto «tenuto conto che la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma in questione (ad opera della Corte) ha effetto retroattivo, ed inoltre che il rapporto giuridico in esame non può ritenersi esaurito per effetto dell'avvenuto pagamento della sanzione pecuniaria, comunque dovuta del proprietario del veicolo, in quanto debitore solidale, mentre la decurtazione della violazione, è disposta con atto separato, previo accertamento della mancata comunicazione dei dati personali del conducente».
Anche una decisione del Tar della Sardegna, sempre di alcuni mesi or sono, ha annullato un provvedimento di revisione della patente di guida e la decurtazione di punti dalla patente che erano stati comminati nei riguardi di un guidatore nel luglio 2004.

Pure in questo caso, in mancanza della contestazione immediata, la decurtazione era stata applicata nei riguardi del proprietario del veicolo, e pertanto in contrasto con quanto è stato disposto nella già richiamata decisione della Corte Costituzionale del 2005, che ha in concreto modificato in materia il testo originario dell'art. 126 bis del Codice della strada.
Gianluigi Girardi

Fonte: L'AutoAffare.it

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