Si distrae col navigatore e va a sbattere. No alla revisione della patente

Si distrae col navigatore e va a sbattere. No alla revisione della patente La Motorizzazione aveva richiesto la revisione della patente

La Motorizzazione aveva richiesto la revisione della patente, ma il TAR della Liguria ha accolto il ricorso della guidatrice

30 Gennaio 2014 - 02:01

Il 14 agosto 2012, la polizia stradale di Imperia aveva verbalizzato un incidente, in cui era rimasta coinvolta una guidatrice che “mentre percorreva un tratto rettilineo dell'autostrada A10, essa aveva perso il controllo della propria autovettura e urtato violentemente i guard-rail posti su entrambi i lati della carreggiata”. Il rapporto della polizia stradale specifica che l'incidente, era stato causato da una distrazione provocata “dalle manovre attuate per impostare il navigatore di bordo“. Nel sinistro non erano state comunque coinvolte altre automobili.

IL CODICE DELLA STRADA – A questo punto, il 24 ottobre 2012, la Motorizzazione civile di Savona aveva richiesto la revisione della patente per la conducente distratta. Secondo il codice della strada (art. 128 comma 1) la revisione della patente si può disporre in caso sorgano dubbi sul conducente e in particolare sulla persistenza, dei requisiti fisici e psichici o sull'idoneità tecnica alla guida. Ci sono diverse situazioni in cui ricorre questa ipotesi, per esempio in caso di incidente grave. Inoltre, il provvedimento con cui la motorizzazione civile ordina la revisione della patente, deve contenere una valutazione complessiva dei fatti, una motivazione adeguata sulla la gravità del comportamento dell'interessato e considerazioni specifiche in base a cui è scaturito il dubbio sulle capacità del conducente.

IL RICORSO – Con ricorso giurisdizionale notificato il 4 marzo 2013 e depositato il successivo 6 marzo, l'esponente ha impugnato il provvedimento di revisione della patente di guida (mediante nuovo esame di idoneità) adottato dall'Ufficio della Motorizzazione civile di Savona in data 13 dicembre 2012 e poi notificato all'interessata. Il provvedimento impugnato recitava: “Considerato che il suddetto comportamento di guida fa sorgere dubbi sulla persistenza dei requisiti psicofisici e di idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente di guida”. Il ricorso si è basato su tre capisaldi: i vizi di incompetenza territoriale, l'eccesso di potere per erronea valutazione dei fatti e l'insufficienza della motivazione.

LA SENTENZA – Ecco il testo della sentenza: “La revisione della patente di guida comporta verifiche, talora impegnative, circa l'idoneità alla guida dell'interessato e incide notevolmente sulle abitudini di vita del destinatario dell'atto, particolarmente di coloro che, come l'odierna ricorrente, hanno necessità di utilizzare l'autoveicolo per raggiungere il luogo di lavoro. Ne deriva che i dubbi sottesi all'adozione del provvedimento devono essere seri e collegati ad elementi che, anche secondo i dati di esperienza, possano essere ritenuti ragionevole espressione delle capacità di guida del soggetto”.  Ecco, ora le motivazioni della decisione: “Al contrario di una condotta di guida gravemente imprudente, ovvero di una clamorosa violazione delle regole di circolazione stradale, una distrazione momentanea e occasionale non costituisce di per sé, a prescindere dalle conseguenze, inequivoco elemento rilevatore di perdita dell'idoneità tecnica alla guida, in difetto di precedenti analoghi o di altri elementi di giudizio che valgano a rendere conto della prognosi sottesa all'adozione del provvedimento”.

Voi che cosa ne pensate? Siete d'accordo con quanto espresso dal Giudice del TAR di Savona oppure avreste fatto revisionare la patente alla guidatrice disratta?

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