Sgominate tre bande del colpo di frusta

Ad Ancona, Brindisi, Caserta e Napoli, maxi retate contro i furbetti del colpo di frusta: organizzavano incidenti falsi, ottenendo i risarcimenti

1 marzo 2012 - 8:00

Sarà la crisi, che spinge a cercare scorciatoie per guadagnare denaro; oppure è solo una coincidenza: sta di fatto che, nelle scorse ore, le Forze dell'ordine hanno sgominato ben tre bande di furbetti del colpo di frusta. Il trucco era semplice: falsi tamponamenti con diversi passeggeri a bordo, cartelle cliniche fasulle, e rimborsi per centinaia di migliaia di euro, con gli indennizzi che schizzavano all'insù grazie alla presenza di lesioni fisiche.

ANCONA – Nel capoluogo delle Marche, simulando 136 sinistri mai avvenuti, sette medici, sette avvocati, quattro carrozzieri, due medici legali assicurativi, due periti assicurativi, un investigatore assicurativo, un operaio, un rappresentante di commercio e quattro impiegati di banca (tra cui un direttore di filiale) hanno incassato in modo fraudolento 850.000 euro in tre anni. Coinvolgendo 946 persone. A far sentire puzza di bruciato, il fatto che in diversi casi la stessa persona che aveva subìto lesioni fisiche in un incidente risultava coinvolta in più sinistri, anche nello stesso giorno. L'accusa per i furbetti è ora di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

BRINDISI – Maxi operazione della Guardia di finanza di Brindisi, con 250 persone indagate, 17 ordinanze di custodia cautelare, sequestri preventivi di beni per 220.000 euro. Gli arrestati si servivano di parenti e minorenni che si prestavano a figurare da passeggeri delle auto coinvolte i falsi incidenti. A casa di uno dei capi banda è stata perfino sequestrata la strumentazione utilizzata per falsificare certificati medici e fatture relative a prestazioni sanitarie di riabilitazione: con 81 incidenti falsi, sono stati intascati 300.000 euro.

CASERTA E NAPOLI – Roba pesante al Sud: c'è anche un camorrista del clan dei casalesi tra i 31 indagati che hanno ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare. L'operazione, denominata “Crash”, vede nel mirino avvocati, medici, tecnici radiologi, titolari di officine meccaniche e di agenzie di pratiche automobilistiche. Un giro d'affari di almeno un milione di euro per 76 di tamponamenti falsi, con colpi di frusta inventati. Nel gruppo criminale anche l'ex cognato di Francesco Bidognetti, capo storico del gruppo criminale dei Casalesi.

BATTAGLIA IN PARLAMENTO – Intanto, in Parlamento, prosegue la battaglia del colpo di frusta. Sono stati approvati gli emendamenti al Decreto liberalizzazioni: serviranno accertamenti clinico-strumentali per valutare se il danno fisico sia permanente o no. L'obiettivo è far calare le truffe dovute ai colpi di frusta fasulli (ora, in teoria, basta lamentare il dolore per ottenere il risarcimento). Anche se i medici legali sono scettici, reputando che possa così solo salire il costo a carico del Sistema sanitario nazionale: saranno molto più numerosi gli automobilisti che, per farsi diagnosticare la lesione, ricorreranno inutilmente a esami clinici.

1 commento

Paolo
14:26, 1 marzo 2012

La famosa “scatola nera” ci dovrebbe proteggere da questi imbrogli… attendo la sua obbligatorietà ma al tempo stesso invito le forze dell'ordine a vigilare sui fraudolenti che cercano solo di FREGARE l'onesto cittadino. Grazie a Polizia, Carabinieri e Finanza

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto nuove, prezzi sino a +24% rispetto al listino negli USA

Trasporto auto elettriche: servono navi speciali “antincendio”

Auto nuove: i sistemi di sicurezza fondamentali per Global NCAP