Sesto: Eccesso di velocità, multa annullata: interviene il sindaco.

di Fulvio Stumpo SESTO — La guerra di Troia durò meno: 10 anni contro 30, perchè è da tanto che si trascina la lotta degli automobilisti con l'autovelox. Le prime proteste iniziano 30 anni fa...

12 Marzo 2004 - 08:03

di Fulvio Stumpo SESTO — La guerra di Troia durò meno: 10 anni contro 30, perchè è da tanto che si trascina la lotta degli automobilisti con l'autovelox. Le prime proteste iniziano 30 anni fa con i ‘radar', poi sotto tiro finisce il multanova (fine anni '80), poi l'autovelox (metà anni '90) e infine i telelaser più o meno avveniristici. L'ultimo clamoroso duello è di qualche giorno fa: il giudice di pace dà ragione a Erminio Mola, avvocato pizzighettonese, e revoca la multa per eccesso di velocità che il professionista aveva beccato dal vigile di Sesto al Baracchino. Una sentenza che ha fatto scalpore, sulla quale interviene il sindaco Eddy Caccialanza.

Mola di fronte al giudice di pace Maurizio Albertazzi ha ammesso la sua colpa, ma ha sostenuto che il vigile non avrebbe utilizzato l'autovelox secondo quanto previsto dalla legge: il giudice gli ha dato ragione, e ha annullato la sanzione. Una decisione che ha fatto rizzar le orecchie a una nutrita schiera di automobilisti. Ma sulla vicenda interviene il sindaco di Sesto, Eddy Caccialanza, lo fa con una lettera molto pacata, che non entra nella polemica trentennale e spiega alcune questioni «…Per evitare atti emulativi di altri utenti della strada che potrebbero concludersi invece con il raddoppio della sanzione…

La sua difesa (di Mola, ndr) è basata su fatti contestabili: nella zona non sono infatti allocati alberi ad alto fusto, per cui l'automezzo utilizzato dall'agente non ha trovato artificiosamente alcun riparo; inoltre ritengo opportuno sottolineare il fatto che l'operatore ha il generico obbligo di fermare l'automobilista solo quando le condizioni glielo consentono; dimostrare, nel caso in specie, che sussisteva tale possibilità è una ‘probatio-diabolica'. Il ricorso è stato accolto per vizio di forma, in quanto il verbale del rilevatore non riportava la prova dell'avvenuta taratura dell'autovelox, elemento questo, non necessario per la validità dell'uso».

Il sindaco sottolinea inoltre che …«l'automobilista, peraltro esperto di materia di diritto, percorreva la provinciale a velocità non consentita». Ed ecco la ciliegina (senza nessuna ironia) di Caccialanza: «…i proventi derivanti dalle sanzioni per infrazione del codice della strada vengono da questo Comune reimpiegati in progetti che riguardano la sicurezza, come quello che riguarda la scuola dell'obbligo. Agli automobilisti rivolgo pertanto l'invito a rispettare i limiti di velocità e a non temere l'agente di polizia locale nè gli strumenti in sua dotazione». Come a dire: i cavilli legali-burocratici sono una cosa, la sicurezza vera è quella che conta.

Fonte: www.laprovinciadicremona.it

Commenta con la tua opinione

X