Sequestro auto: cambiano le regole

Le auto sottoposte a fermo e sequestro devono essere affidate al proprietario. Ma attenzione alla sicurezza stradale...

28 settembre 2014 - 12:00

Torniamo sul problema “sequestro auto”, di cui abbiamo già detto qui: una direttiva ministeriale d'agosto ha cambiato le regole del fermo (una misura provvisoria) e del sequestro del mezzo (una misura provvisoria, in previsione della confisca, che è una misura definitiva, per cui il mezzo si perde per sempre). Come stabilisce la circolare del ministero dell'Interno numero 300/A/5721/14/101/20/21/4, del 1° agosto 2014, i veicoli sottoposti a sequestro e a fermo amministrativo (esclusi i ciclomotori e i motocicli per i quali sono previste disposizioni diverse) devono essere affidati al proprietario. Se questi non è presente al momento dell'accertamento (né alla guida dell'auto né come passeggero) o non è prontamente reperibile, la vettura va al conducente o a uno degli altri soggetti obbligati in solido eventualmente rintracciato (usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, utilizzatore a titolo di locazione finanziaria cioè in regime di leasing). L'agente di Polizia deve richiedere al conducente del veicolo che venga contattato il proprietario, o altro obbligato in solido, perché sia messo a conoscenza della sanzione, e abbia la possibilità di presentarsi sul posto, per prendere in custodia il veicolo. Comunque, la persona che si deve prendere in carico l'auto sequestrata può delegare (con uno scritto, da allegare al verbale di fermo o sequestro amministrativo, unitamente al documento di identità di delegante e delegato) un terzo soggetto disponibile ad assumere la custodia. Qual è il senso della circolare? Evitare che l'automobilista sborsi somme importanti alla depositeria autorizzata: potrà farlo nel proprio box privato, senza scucire un euro. Ovviamente, se l'incaricato della custodia non dispone di un box o di un altro luogo cui provvedere a proprie spese, allora dovrà pagare la depositeria autorizzata. Con contestuale avviso al proprietario che la mancata assunzione della custodia produrrà l'immediato trasferimento della proprietà al custode incaricato.

NIENTE CUSTODIA A CHI HA ALZATO IL GOMITO – Per una questione di sicurezza stradale, trasgressore, proprietario o altro obbligato in solido hanno l'obbligo di assumere la custodia, salvo trovarsi in palese stato di ubriachezza, di intossicazione da sostanze stupefacenti o infermità mentale. La presenza di misure di sicurezza detentive o di misure di prevenzione in atto a suo carico, risultanti dagli schedari di Polizia al momento dell'affidamento, rappresenta motivo ostativo all'affidamento del veicolo stesso. L'interessato deve avere la disponibilità di un luogo idoneo, non soggetto a pubblico passaggio dove custodire il veicolo: l'ideale è un box privato. L'indicazione del luogo, qualora non immediatamente noto all'interessato, potrà essere data anche successivamente, entro tre giorni, con intimazione ai sensi dell'articolo 180, comma 8, Codice della strada. Occhio: non solo la circolazione ma anche la sola sosta in luogo pubblico costituirà violazione delle norme, fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali per la eventuale violazione degli obblighi di custodia. L'omessa comunicazione del luogo dove custodire il veicolo nel termine stabilito dei tre giorni e l'irrintracciabilità dell'affidatario integra la volontà di sottrarre il bene sottoposto a sequestro e quindi il reato di cui all'articolo 334, codice penale. Il veicolo sottoposto a sequestro o a fermo amministrativo può essere condotto nel luogo di custodia, che il privato ha dichiarato o che si è riservato di dichiarare, direttamente dalla persona alla quale è stato affidato, salvo che ostino motivi di sicurezza ovvero che la circolazione non sia consentita, per esempio per mancanza di copertura assicurativa o della patente di guida. In tali casi, il veicolo vi deve essere trasportato (con carro attrezzi) a spese e cura del custode.

OCCHIO ALLA SICUREZZA – Certo che il mancato sequestro immediato dell'auto può anche risultare pericoloso per la sicurezza stradale: se è previsto il sequestro, in genere è perché l'automobilista ha commesso una grave infrazione al Codice della strada. Senza considerare i rischi e costi sociali che sono conseguenti al mancato affidamento del veicolo al custode acquirente. Linea portante della circolare in esame è quella di affidare in ogni caso il veicolo al trasgressore o al proprietario anche quando questi non sia in grado di indicare immediatamente il luogo di deposito e non intenda incaricare, a sue spese, un operatore del soccorso per il trasporto in condizioni di sicurezza. La circolare riconosce agli stessi operatori di Polizia la possibilità di allontanarsi quando concorrono contestuali esigenze di servizio. Come dire che le forze dell'ordine dovranno redigere il verbale di sequestro, affidare il veicolo al trasgressore, allontanarsi e attendere che gli venga comunicato il luogo di deposito. Non è scritto che gli agenti debbano scortare l'auto al box privato, o il carro attrezzi. C'è un pericolo: il trasgressore, soggetto peraltro sul quale grava un pregiudizio di inaffidabilità dato che non è in grado di indicare il luogo di deposito e non intende sostenere le spese di trasporto del veicolo, può essere tentato di abbandonare il veicolo sul suolo pubblico, in una discarica non autorizzata o disperderne le tracce oppure, cosa ancora più grave, rimetterlo in circolazione. Pesantissimo il giudizio di Giuseppe Altieri, del centro studi Ancsa (Associazione nazionale centri soccorso autoveicoli): “Con questa circolare, si raggiunge il solo risparmio economico, a costo però di creare pericolo per la circolazione stradale, aumento di rischio ambientale, una generalizzata percezione di impunità”. Più la “definitiva perdita di opportunità di lavoro per le imprese operanti nel settore del recupero e custodia dei veicoli, che già sono provate per il mancato pagamento dei crediti vantati verso la pubblica amministrazione e che hanno affrontato costi rilevanti per ottenere l'assegnazione del servizio”.

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