Semaforo verde per le case: si diffonde il cambio a 6 marce

Semaforo verde per le case: si diffonde il cambio a 6 marce Ricordate la Ford Escort del 1982? A quell'epoca

Ricordate la Ford Escort del 1982? A quell'epoca, quasi il medioevo dell'automobile, aveva quattro marce. La quinta era un accessorio da circa 80 mila

29 Marzo 2010 - 07:03

Ricordate la Ford Escort del 1982?

A quell'epoca, quasi il medioevo dell'automobile, aveva quattro marce. La quinta era un accessorio da circa 80 mila lire che divenne di serie solo nel 1983. Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti: il cambio a cinque marce è diventato standard e oggi dilaga quello a sei, presente su un numero sempre maggiore di vetture.

Buona parte della produzione Audi e BMW, per esempio, ne è dotata. Un tempo, un cambio così era abbinato solo ai motori diesel di cilindrata medio-alta (diciamo intorno ai due litri, e la Fiat Punto ES a benzina del 1993 costituì a lungo un'eccezione isolata), ma oggi si va diffondendo anche su quelli più piccoli (per esempio: Kia Venga 1.4 CRDi e Renault Clio 1.5 dCi 85 CV) e ora pure sui 1.2-1.4 a benzina (Alfa Romeo MiTo, Honda Civic e Skoda Yeti).

L'ultima barriera, costituita dalle vetture ibride, è stata abbattuta dalla nuovissima Honda CR-Z, prima ibrida a sei rapporti al mondo. Miracoli dell'elettronica (quella delle centraline motore) e delle “palette” (quelle delle turbine a geometria variabile su alcuni modelli sovralimentati), che permettono (o tentano) di far “reggere” la sesta anche ai propulsori di cilindrata e coppia non elevate.

Ma perché questa corsa al sei marce?

Niente illusioni: le case non sono diventate “tecnologicamente” generose. Piuttosto, sono costrette a battere ogni strada per ridurre i consumi, ai quali sono legati i sempre più stringenti limiti alle emissioni inquinanti imposti dalle leggi comunitarie. E la sesta marcia, insieme a un rapporto di trasmissione allungato, può aiutare a moderare la “sete” di qualsiasi auto durante la marcia extraurbana che, non dimentichiamolo, costituisce una fetta importante del mix di percorrenza teorica sulla quale i costruttori misurano i consumi dichiarati.

Piuttosto, centraline e palette a passo variabile consentono una brillantezza di marcia adeguata anche a un'auto del genere?

Beh, salite su una piccola turbodiesel a sei marce, ingranate la sesta, provate a riprendere, per esempio, dalla velocità di 60 km/h e… avrete la risposta. Però, insomma, in determinate (e non frequentissime) condizioni, la sesta serve davvero a risparmiare, quindi ben venga.

E dopo la sesta, arriverà pure la settima?

Chissà, ma forse è meglio di no. Perché se è vero che sono passati i tempi della Ford Escort a quattro marce, lo sono anche quelli della mitica Bugatti 41 Royale che ne aveva solo tre, ma che, grazie al suo mostruoso motore da 12,8 litri, poteva partire da ferma anche in terza…

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