Semaforo rosso per le case: troppi segmenti e segmentini

Semaforo rosso per le case: troppi segmenti e segmentini Il blog motori del quotidiano Il Sole 24 ore pubblica un graffiante commento sul recente test del mensile Quattroruote che ha attribuito alla Citroen C5 il giudizio di auto più...

Il blog motori del quotidiano Il Sole 24 ore pubblica un graffiante commento sul recente test del mensile Quattroruote che ha attribuito alla Citroen C5 il giudizio di auto più...

14 Marzo 2010 - 06:03

Il blog motori del quotidiano Il Sole 24 ore pubblica un graffiante commento sul recente test del mensile Quattroruote che ha attribuito alla Citroen C5 il giudizio di auto più comoda della categoria tra sette modelli, ma che dal confronto ne ha esclusi altri che forse avrebbero potuto insidiare il primato francese.

In realtà, le scelte della rivista mostrano una realtà a due facce: in un mercato con migliaia di modelli, versioni e sottoversioni può risultare facile mettere in atto qualche forzatura, ma può essere difficile individuare le caratteristiche utili a determinare con precisione l'appartenenza di ciascuna auto a una categoria ben definita.

Nei listini troviamo bizzarri esempi di auto ibride non certo per l'alimentazione: per esempio, chi acquista una Cadillac BLS S. W. V6 AWD Wagon Sport Luxury è consapevole che la vettura ha una potenza quasi da “muscle car”, ma forse non sa che il suo bagagliaio da giardinetta è più piccolo di quello della versione berlina.

E guardate una BMW X6: un carro armato con linee da sportiva che però svetta alto sui suoi trampoli da Suv. Infine, a Stoccarda definiscono “coupé” la maliziosa utilitaria Mercedes classe A 3 porte, che della coupé ha poco o nulla.

Insomma, c'è da perderci la testa. E se, più o meno consapevolmente, la perdono i giornalisti, figuriamoci gli acquirenti.

Già, perché l'abbondanza di modelli che, magari sulla carta, hanno caratteristiche comuni ad altri apparentemente assai diversi, rende possibile montare o smontare i paragoni più azzardati, e ciò vale sia per chi i confronti li propone, sia per chi li legge per informarsi.

Insomma, se la coperta è elastica, ciascuno può tirarla per coprire l'angolino che preferisce. Citroen, che non nasconde l'ambizione di crescere in immagine, con il test ha messo a segno un doppio colpo: s'è guadagnata l'alloro dell'auto più comoda della categoria e il prestigio del confronto con marchi blasonati come BMW e Mercedes.

Sarà vera gloria? Forse, ma fino a poco tempo fa la sola idea avrebbe suscitato sorrisini di sufficienza tra i clienti delle due case tedesche. Però, in un mercato asmatico dove l'offerta supera largamente la domanda, il vero quesito da porsi non è tanto, o non solo, se i costruttori paghino o meno le riviste per fregiarsi del loro logo nella pubblicità, ma fino a quando potranno permettersi di moltiplicare e gestire un numero già smisurato di modelli, segmenti, sub-segmenti, nicchie e sotto-nicchie che si sovrappongono in un guazzabuglio dove la vera novità, quando c'è, rischia di perdersi.

Certo, ognuno è libero di realizzare e vendere (anche in una manciata di esemplari) ciò che gli pare, ma negli autosaloni ci sono pochi clienti e troppa confusione che li disorienta, complica le loro scelte e dilata i costi delle case proprio quando ci sarebbe bisogno di contenerli.

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