Semaforo giallo per Abarth: blocca una strada per “esercitazioni”

Semaforo giallo per Abarth: blocca una strada per “esercitazioni” Si può bloccare per due giorni una strada provinciale per effettuare il test di una vettura? C'è da chiederselo. La Abarth

Si può bloccare per due giorni una strada provinciale per effettuare il test di una vettura? C'è da chiederselo. La Abarth, in ogni caso, l'ha chiesto alla provincia di Cuneo. E l'ha ottenuto

10 Giugno 2010 - 08:06

Il 27 e 28 maggio scorso tre chilometri della strada provinciale 240 (dal km 3+370 al km 6+370) nel tronco Valmala-Santuario-Pian Pietro sono rimasti interdetti alla circolazione dalle 14 alle 19.

Motivo: la Abarth, marchio sportivo del gruppo Fiat, ha chiesto e ottenuto di poter effettuare un'”esercitazione” con una Grande Punto Abarth. La richiesta dell'azienda è giunta l'11 maggio scorso all'Area Funzionale Lavori Pubblici della provincia di Cuneo che, con l'ordinanza n° 140 del 17 maggio, ha informato del blocco il minuscolo comune di Valmala (63 abitanti) e le altre amministrazioni interessate (Polizia Stradale, Carabinieri, Vigili del Fuoco e così via).

Certo, attività del genere costituiscono talvolta un interessante fuoriprogramma per i cittadini dei comuni interessati e di quelli limitrofi, ma sono legali?

No, se si interpreta alla lettera il Codice della Strada il quale, all'art. 6, prevede che la circolazione stradale possa essere bloccata solo per motivi di pubblica sicurezza o della circolazione stessa, oppure legati alla salute pubblica o per esigenze militari, ma non per “esercitazioni”.

Per fortuna, per la manifestazione si è scelta una strada secondaria a bassa frequentazione che attraversa un comune di piccole dimensioni. Inoltre, l'Abarth ha fornito anche il personale di vigilanza accollandosi tutti i costi, che quindi non hanno gravato sulla comunità.

Tuttavia, manifestazioni del genere non interessano certamente tutti i residenti, né tutti coloro che si trovano a transitare sulle strade interessata, e causano in ogni caso diversi disagi alla circolazione che chi non è un appassionato d'auto può non gradire.

Domande: con tutte le piste e i circuiti a loro disposizione per provare le vetture, è proprio necessario che le case automobilistiche si servano di strade pubbliche per effettuare i loro test?

Ed è proprio necessario che le amministrazioni pubbliche interpretino il Codice della Strada in modo così esteso da concedere con facilità i permessi per tali manifestazioni anche quando esistono valide alternative che non provocherebbero alcun disagio agli automobilisti?

1 Commento

Mauri
13:45, 10 Giugno 2010

Creano molto più disagio le competizioni ciclistiche!Anch'esse illegali per quanto detto nell'articolo!Basta al giro d'Italia dei doppati!Vergogna!

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