Self service: e i portatori di handicap?

Disabili e anziani costretti a pagare il prezzo "normale" per le difficoltà connesse al rifornimento automatico

17 novembre 2012 - 6:00

Va di moda il rifornimento self service, per evitare che il pieno svuoti ancora di più il portafogli, messo sotto stress soprattutto dalle accise sulla benzina. Però non tutti possono accedere a questa modalità automatica: disabili e anziani sono costretti a pagare il prezzo “normale” per le difficoltà connesse al self service.

DISCRIMINATORIO – La denuncia arriva da Giovanni D'Agata, dello Sportello dei diritti: “Il self service carburante è discriminatorio, ed è necessario quindi che intervengano Governo e Antitrust per correggere questa distorsione del mercato dei prodotti petroliferi”. Infatti, con la manovra estiva 2011 (Decreto 98/11 convertito in Legge 111 del 15 luglio 2011), si spinge per il self service, al fine di aumentare l'efficienza del mercato e della concorrenza, la qualità dei servizi, il corretto e uniforme funzionamento della rete distributiva. Ma, come fa notare D'Agata, nessuno ha pensato a tutte quelle persone che – per disabilità o difficoltà di deambulazione – non hanno potuto usufruire degli effetti sperati, ossia una riduzione dei costi.  Questa discriminazione evidente è stata segnalata da numerosi automobilisti allo Sportello dei diritti, il che ha indotto D'Agata a chiedere che Governo e Antitrust adottino provvedimenti urgenti.

PROBLEMI PER TUTTI – Comunque, se la questione per persone di una certa età e per portatori di disabilità è più che reale, va anche ricordato che – in generale – non tutti sanno sfruttare a dovere il self service. A far emergere il caso è stato Maurizio Caprino, sul suo blog Strade sicure: “I maxisconti attirano anche gente che col self service proprio non ha nulla a che vedere. Gente impacciata, che nel migliore dei casi perde tempo facendo allungare le code (che quindi non sono dovute solo alla grande affluenza). Quando va male, mettono i soldi e non riescono a selezionare la colonnina giusta, restando senza rifornimento; poi iniziano la caccia allo scontrino che consente quantomeno di presentarsi l'indomani dal gestore a reclamare un rimborso per il combustibile pagato e non erogato”. Ma il guaio vero è se ci si rende conto di aver sbagliato colonnina e ci si precipita a spostare l'auto vicino a quella giusta, dimenticandosi di aver già messo la pistola nel bocchettone. Risultato: la pistola strappata dal tubo vola per aria, il bocchettone dell'auto si rompe. Un bel danno e il rischio che qualcuno si faccia male. Pericolo e perdite di denaro.   

INTANTO, I GESTORI… – Nel frattempo, la Figisc (sindacato gestori) denuncia le condizioni di gravissima difficoltà economica in cui versa il comparto: vendite dimezzate in due anni. Nel mirino, Governo e Compagnie, contro cui i gestori stanno organizzando una serie di proteste, fra cui la chiusura degli impianti durante il servizio notturno, e la riduzione al minimo essenziale dei servizi, compresa la pulizia dei bagni e dei piazzali, oltre alla compensazione sul prezzo praticato delle perdite di bilancio, nonché loscuramento effettivo dei “benzacartelloni”. Insomma, altri grattacapi per l'automobilista, per il quale andare a fare il pieno è sempre più un incubo.

1 commento

Gennaro
21:57, 17 novembre 2012

Mi sn trovato svariate volte nella stessa situazione di nn riuscire per le difficolta motorie ho dovuto cedere al prezzo più alto rimando ammareggiato di come uno stato e per chi ci governa non importarsi minimante delle diffioltà che ogni giorno e quotidianamente ci ritroviamo. Anke nel caro benzina

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