Se il giudice di pace diventa un salasso

GIUDICE DI PACE, ma quanto mi costi? E' la domanda che cittadini e amministrazioni hanno iniziato a porsi dal 1° di gennaio, quando è entrata in vigore una delle norme più discusse dell'ultima...

23 febbraio 2010 - 15:53

GIUDICE DI PACE, ma quanto mi costi? E' la domanda che cittadini e amministrazioni hanno iniziato a porsi dal 1° di gennaio, quando è entrata in vigore una delle norme più discusse dell'ultima Finanziaria: la tassa di 38 euro per ogni ricorso presentato.

Addio Giudice di pace gratuito per tutti, perchè da quest'anno impugnare una semplice multa per violazione del codice della strada – ma in generale anche tutte le ordinanze-ingiunzioni di pagamento di sanzioni amministrative – ha un costo: 30 euro di contributo unificato e 8 di spese processuali.

LA NUOVA norma non ha fermato però i cittadini imolesi, come conferma il giudice Giuseppe Mazzacurati. «Da gennaio sono comunque stati depositati diversi ricorsi – dice -, che comunque non potranno essere discussi prima del 2011. Ma tutti hanno pagato la somma richiesta». Il vero problema però lo si avrà quando questi ricorsi (se accolti) verranno discussi in aula, con relativa sentenza. «La giurisprudenza è chiara – continua Mazzacurati -: se la norma rimane così il processo da gratuito diventa oneroso, cambia natura e viene equiparato a qualsiasi altro procedimento giudiziario, spese legali incluse». Per intenderci, nel caso un ricorso contro una multa venga accolto e il cittadino vinca, il giudice può condannare l'ente che ha erogato la sanzione (ad esempio il Comune) al risarcimento dei 38 euro. «Perché ciò avvenga però – precisa -, nel ricorso il cittadino deve esplicitamente richiedere il rimborso della spesa sostenuta».

Ma il problema aperto da questa norma non sta solo nei 38 euro. «Fino a oggi – racconta Mazzacuratai -, col fatto che il processo era un procedimento sostanzialmente gratuito, quasi tutti i giudici sentenziavano la compensazione delle spese». Tradotto, ognuno si pagava il proprio avvocato che aveva curato il ricorso, cittadini e amministrazioni comprese. «Cambiando la natura del processo – continua -, adesso verrà addebitato anche il rimborso totale delle spese legali sostenute».

UN VERO e proprio salasso per le casse di molti enti pubblici che potrebbero quindi trovarsi a rimborsare avvocati a ogni ricorso perso. Ad esempio, la parcella di un ricorso per una sospensione di patente può facilmenete arrivare a 1.500 euro. «E' una norma che crea notevoli difficoltà – conclude il giudice -, sia agli enti locali che devono prevedere specifici capitoli a bilancio, che per noi che dobbiamo sobbarcarci il costo delle notifiche a tutti i soggetti coinvolti». Al momento pare che si stia lavorando per stralciare la norma, ma rimarrà aperta la partita per tutti quelli che da gennaio hanno già presentato ricorso.

fonte – ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com

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