Scontro frontale: anche chi subisce l'invasione di corsia può avere colpa

Scontro frontale: anche chi subisce l'invasione di corsia può avere colpa La Cassazione: quando c'è uno scontro frontale bisogna accertare se chi non ha invaso l'altra corsia era vicino al margine destro

La Cassazione: quando c'è uno scontro frontale bisogna accertare se chi non ha invaso l'altra corsia era vicino al margine destro

26 Aprile 2012 - 10:04

La Corte di Cassazione, sezione quarta penale, con la sentenza n. 14461/12, depositata il 16 aprile 2012, accoglie il ricorso del Procuratore della Repubblica contro una sentenza di assoluzione del G.U.P. del Tribunale di Varese. Non basta accertare che il conducente coinvolto in un incidente frontale mortale aveva subito lo scontro all'interno della propria corsia, ma va accertato anche se procedeva secondo i dettami dell'art.143 C.d.S., che impone di viaggiare sempre accosti al margine destro della carreggiata, essendo astrattamente possibile che non rispettare il 143 C.d.S. concorra a provocare lo scontro.

UN SORPASSO AZZARDATO FINITO IN TRAGEDIA – La dinamica dell'incidente per il quale si è aperto il processo penale è di quelle che mettono i brividi: un sorpasso azzardato in curva, violando la doppia striscia continua. Con l'auto per metà nella corsia opposta, il conducente responsabile della manovra pericolosa subisce un primo urto, che gli causa la perdita di controllo del veicolo, l'invasione totale della corsia di senso opposto e quindi un secondo urto. A causa dei due violenti scontri il conducente che stava effettuando il sorpasso azzardato è deceduto. Viene indagato per omicidio colposo il conducente coinvolto nel primo urto, il quale viene inizialmente assolto perché era nella propria corsia e “non era esigibile da lui una condotta diversa”. Il Procuratore Generale della Repubblica impugna la sentenza di assoluzione davanti alla Suprema Corte, asserendo che invece una condotta diversa era esigibile: il conducente coinvolto nel primo urto, a prescindere dalla colpa di chi stava sorpassando un illegittimo sorpasso, non aveva rispettato l'art. 143 C.d.S., probabilmente perchè viaggiava vicino alla striscia continua. La Suprema Corte accoglie il ricorso e rimanda al Tribunale di Varese perché emetta una nuova decisione.

UN OBBLIGO MISCONOSCIUTO, CHE PUO' PORTARE ALL'OMICIDIO COLPOSO – La situazione appare francamente paradossale agli occhi dei non addetti ai lavori. Ma come? Io sto circolando nella mia corsia di marcia, un guidatore imprudente tenta un sorpasso vietato, mi urta, si schianta e io sarei passibile di omicidio colposo? Questo sarà, immaginiamo, il pensiero del malcapitato automobilista indagato. In effetti non si pensa mai che se si viene coinvolti in un incidente, e in questo incidente qualcuno trova la morte, possiamo stare certi di non incorrere nell'accusa di omicidio colposo solo se la nostra condotta alla guida non è in alcun modo macchiata da una colpa che incide direttamente sulla produzione dell'urto. A ciò si aggiunga che l'obbligo di cui all'art. 143 C.d.S., ovvero l'imposizione di circolare al margine destro della carreggiata, non è un concetto ben introiettato nella mentalità dell'automobilista medio. Comunque finirà questa vicenda, se ne può certo trarre un monito: alla guida non si è mai abbastanza prudenti e bisogna quasi prevedere l'imprevedibile…

di Antonio Benevento

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