Scioperi Linate e Malpensa: sarà inferno in autostrada

Si inasprisce la vertenza Sea Handling: scioperi in vista a Linate e Malpensa

4 luglio 2014 - 9:00

Sea Handling, la situazione è precipitata: non c'è accordo sindacati-azienda. “Se non succederà nulla siamo pronti a nuove mobilitazioni”, avverte Renzo Canavesi, segretario lombardo Cub. È già pronto uno sciopero di 24 ore a Malpensa e Linate, da fissare entro luglio, probabilmente domenica 20 o 27. E le prossime due settimane sono quelle decisive per portare a casa un nuovo accordo prima delle lettere di licenziamento. Così, racconta repubblica.it, non sono bastati la mediazione del sindaco Giuliano Pisapia, la disponibilità di molti a riaprire la trattativa. Ricordiamo che sulla Sea Handling, la controllata di Sea che si occupa dei servizi di terra negli scali milanesi, pende una maximulta europea da 452 milioni di euro. È da anni in perdita fissa. E la maggioranza dei lavoratori ha bocciato l'intesa per il trapasso concordato dalla stessa Sea Handling, in liquidazione da due giorni, alla nuova società Airport Handling, operativa ormai non prima di settembre. Un no che ha impantanato il piano, alternativo a un maxi assegno che sarebbe equivalso al fallimento, per azzerare la sanzione per presunti aiuti di Stato comminata da Bruxelles.

PALAZZO MARIMO MEDIA? – Il sindaco di Milano, Pisapia, rappresentante del Comune, primo azionista, ha tentato la mediazione. Una settimana fa i dirigenti di Sea, diffusamente sollecitati, avevano difatti accettato di contribuire alla causa, dicendosi pronti al taglio delle retribuzioni. Ad accettare cioè nel 2014 un mese in meno di stipendio (sono cinquantasette) e un dimezzamento del bonus per i dieci manager al vertice. Una mossa che per il 2014 porterà almeno un milione, stimano i sindacati, come risorse tampone per compensare la perdita di parte di stipendio dei 1.700 lavoratori che saranno riassorbiti, se vorranno, nella newco. Ma da giorni gli autonomi chiedono incontri, per riaprire la trattativa e limare quell'intesa da sottoporre nuovamente al parere dei 2.200 dipendenti. Nulla. “Noi vogliamo solo parlare di alcune modifiche per andare avanti con il piano – dice Canavesi -, ma non abbiamo alcun riscontro. Per questo useremo questa settimana per parlare con i nostri iscritti. Ma se non succederà nulla partiremo con iniziative e presidi”. Pare che il cuore della questione sia la mancanza di veri sacrifici da parte dei dirigenti.

GUAIO TRAFFICO TERRIBILE – Occorre davvero stare informati sugli scioperi negli aeroporti di Linate e Malpensa: in passato, quando uno scalo per un qualsiasi motivo è rimasto bloccato, la conseguenza è stata la paralisi del traffico in autostrada e in tangenziale. Code lunghissime, addirittura auto in retromarcia dopo aver imboccato gli svincoli. Verranno messi in grave difficoltà i tanti che in quei giorni partiranno per le vacanze, con le prenotazioni dei voli già pagati. Ci sarà magari una migrazione in altri aeroporti, ma le maggiori arterie saranno intasatissime. E anche la sicurezza stradale viene messa a repentaglio: sotto il Solleone, con la gran voglia di partire, l'investimento già fatto per le vacanze, ci saranno molti automobilisti che si ritrovano a dover macinare chilometri in coda per trovare un'altra soluzione (un altro aeroporto, per esempio). Una situazione stressante che può avere ripercussioni sulla performance di guida del conducente.

MILANO, SCENARIO DA INCUBO – Certo che, con l'Expo in avvicinamento, Milano e la Lombardia non stanno certo lustrando la propria immagine. C'è in ballo lo sciopero di Linate e Malpensa, i cantieri sono aperti e non si sa quando e come chiuderanno, la metropoli deve ospitare 20 milioni di visitatori con strade strangolate dal traffico e tangenziali impercorribili, non tutto quadra a livello di spazzatura (servizi non sempre garantiti) e di intrattenimento culturale (qualche museo chiuso a sorpresa), i tassisti sono imbestialiti contro Uber. È vero che i sindacati potrebbero anche approfittare della situazione per premere sull'acceleratore e ottenere qualche bonus in più, ma è anche vero che la nostra politica locale e centrale non ha organizzato tutto per il meglio per l'appuntamento dell'Expo 2015.

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