Sanzioni ai ciclisti: ''Un parto giuridicamente insensato''

La Fiaib pronta a scomodare il Giudice di Pace per arrivare alla Corte CostituzionaleCome presumibile, l'ultima modifica al Codice della Strada nonmancherà di suscitare lunghe polemiche, con...

7 luglio 2009 - 13:22

La Fiaib pronta a scomodare il Giudice di Pace per arrivare alla Corte Costituzionale

Come presumibile, l'ultima modifica al Codice della Strada nonmancherà di suscitare lunghe polemiche, con ricorsi che potrebberofinire anche nelle aule di un tribunale.

Intanto, gli Amici della Bicicletta di Ferrara scandiscono achiare lettere dal loro sito (http://amicibicife.blogspot.com/) dipoter ricorrere in un futuro prossimo all'intervento del Giudice diPace per un provvedimento ritenuto “illegittimo e anticostituzionale”.

In sostanza, il disegno di legge sicurezza recentementediventato legge, comporta infatti in caso di non osservanza del codicedella strada sulle due ruote a pedali, la possibilità di perdere puntidella patente automobilistica, naturalmente se il ciclista ne è inpossesso.

Vediamo alcuni stralci del post pubblicato in home page delsito degli Amici della Biciletta estensi. E' riportato l'interventoufficiale del presidente della Fiab (Federazione Italiana Amici dellaBicicletta), Antonio Dalla Venezia: “Attenderemo la primacontravvenzione ad un ciclistica, con decurtazione di punti dallapatente, per fare ricorso al giudice di pace e chiedere che la normavenga rimessa alla corte costituzionale perchè illegittima. Nonvogliamo promuovere la difesa di un interesse meramente corporativo deiciclisti che offrirebbe solo un comodo sotterfugio a chi vorrebbeliquidare sbrigativamente le nostre obiezioni. Ci sembra invece chequesta norma – che non risulta avere uguali in Europa – sia portatricedi sostanziali violazioni al principio di eguaglianza, che riguardanotutti i cittadini, indistintamente”.

“Contradditorio ed immotivato” è ritenuto il decurtare puntialla patente automobilistica oper infrazioni non commesse alla guida diuna vettura, e discriminante nei confronti del ciclista patentatorispetto a chi non lo è, a parità di infrazione.

Dalla Venezia non risparmia certo ficcanti critiche alprovvedimento descrivendolo come “un parto giuridicamente insensato.Per questo la Fiab farà ricorso al giudice di pace per chiederel'intervento della Corte Costituzionale”.

“In Italia il problema della endemica insicurezza delle nostrestrade, anche urbane, è certamente serio e grave, e non da oggi: ma nonci risulta che esso sia causato dai ciclisti i quali semmai, insieme aipedoni, sono tra le vittime più numerose. Rispetto alla normacommentata, sfugge dunque persino quale sia l'obiettivo perseguito dalLegislatore”.

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