Salvavita eCall: verso l'obbligo dal 2015

Il Parlamento europeo approva una risoluzione sul salvavita eCall: passo avanti verso l'obbligo dal 2015

21 giugno 2012 - 7:20

Dal 2015 le auto nell'Unione europea dovranno essere dotate di un salvavita eCall (emergency call), sistema in grado di chiamare automaticamente i soccorsi in caso d'incidente grave: lo chiedono gli eurodeputati del Parlamento in una proposta di risoluzione approvata il 19 giugno a larghissima maggioranza (58 voti a favore, 4 contrari e 8 astensioni) dalle commissioni Trasporti e Mercato interno.

UN INVITO – Il via libera del Parlamento europeo all'obbligatorietà dell'eCall dovrebbe arrivare a luglio, ed è probabile che la Commissione europea presenti un progetto di legge entro la fine del 2012. La risoluzione evidenzia che la tecnologia necessaria a far funzionare il salvavita già esiste, e la sua introduzione costerà all'industria automobilistica meno di 100 euro a vettura. Attualmente solo lo 0,7% di tutte le auto nell'UE è dotato di sistemi automatici di chiamata di soccorso. Il suo funzionamento è semplice: quando un incidente è tanto violento da provocare l'apertura degli airbag, l'eCall si attiva chiamando il 112, il numero d'emergenza europeo (e l'Italia dovrà ovviamente adeguarsi in fretta), fornendo la posizione del veicolo, la direzione di marcia e l'ora del sinistro. In questo modo, l'arrivo dei soccorsi viene accelerato del 40% nelle zone urbane e del 50% nelle aree rurali: si stima che l'eCall possa salvare 2.500 vite l'anno, riducendo il numero di feriti gravi del 10-15%. Una chiamata eCall può essere attivata anche manualmente, premendo un pulsante all'interno dell'abitacolo, per esempio da parte di un testimone di un incidente grave.

E DUE – Ricordiamo che l'appello del 2009 era rimasto inascoltato; mentre la Commissione europea, a settembre 2011, aveva adottato la prima misura per garantire che entro il 2015 un'auto sia dotata di eCall: una raccomandazione esortava gli Stati membri ad assicurarsi che gli operatori delle reti di telefonia mobile aggiornassero le proprie infrastrutture in modo che le chiamate eCall siano trasmesse in maniera efficiente ai servizi di soccorso. I Paesi membri erano stati sollecitati a garantire che gli operatori di telefonia mobile trattassero le chiamate provenienti dai dispositivi eCall come le altre chiamate al numero 112, ossia gratuitamente e attribuendole la precedenza.

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