Roseto: lo scandalo delle multe scontate agli amici

Aiutati dai vigili, centinaia di automobilisti indisciplinati avrebbero pagato la metà della sanzione dovuta

14 maggio 2014 - 10:00

Ogni tanto, salta fuori uno scandalo legato alle multe stradali. Protagonista, stavolta, è Roseto degli Abruzzi, un Comune di circa 25.000 abitanti della provincia di Teramo: una perla affacciata sul mare Adriatico. E proprio qui, come scrive iltempo.it, centinaia di automobilisti multati avrebbero pagato in la metà della sanzione dovuta. Grazie all'aiuto di alcuni vigili, che avrebbero modificato i verbali. Queste le accuse che hanno preso forma nel voluminoso fascicolo a firma del pm Laura Colica e che hanno appena portato davanti ai giudici del Tribunale di Teramo ben 16 vigili. Quasi l'intero corpo di polizia municipale di Roseto in servizio all'epoca dei fatti con l'impianto accusatorio della Procura che deve essere provato: il dibattimento conta un esercito di testimoni. Oltre 100 solo quelli citati dall'avvocato Lino Nisii, che difende la maggior parte degli imputati, con la prossima udienza del processo già fissata per il 3 luglio per ascoltare i testi dell'accusa.

ECCO I NOMI – Alla sbarra, con accuse che vanno dall'abuso d'ufficio al falso in atto pubblico fino alla truffa, l'ex comandante del corpo di polizia municipale Tarcisio Cava, Gabriele Lamolinara, Domenico Paris (oggi in pensione), Dante Di Giacinto (oggi in pensione), Mario Macieri, Mauro Della Loggia, Berardo D'Emilio, Concetto Frattari, Nino Mantovani, Giuseppe Giorgini, Tiziana Gimminiani, Edoardo Felicioni, Corrado Di Marco, Paolo D'Andrea, Ivan Di Sante e Anna Vaccari. Le accuse della Procura, tutte da dimostrare, dicono che gli agenti dal 2007 al 2008 in un centinaio di casi avrebbero formato false quietanze di pagamento per contravvenzioni e sanzioni diverse e inferiori rispetto a quelle indicate nei verbali di accertamento. Modificando il preavviso di accertamento e applicando a favore dei multati sanzioni inferiori al dovuto, in molti casi pari alla metà di quello che avrebbero dovuto realmente pagare.

COM'È NATO TUTTO – A far scattare le indagini, è stata una segnalazione dell'allora comandante del corpo Emiliano Laraia, che aveva sostituito Cava e che denunciò tutti i suoi sottoposti. Successivamente la posizione dei 142 automobilisti è stata stralciata ed archiviata mentre i vigili sono finiti a processo. Ma quello arrivato davanti ai giudici non è l'unico fascicolo d'indagine che interessa il corpo dei vigili urbani di Roseto ed in particolare l'ex comandante Tarcisio Cava, sul quale si è appena abbattuta un'altra grana giudiziaria. Sotto la lente d'ingrandimento le oltre mille multe elevate da Cava negli ultimi due mesi del 2013. Qual è il guaio? L'apparecchiatura usata per rilevare l'infrazione non sarebbe stata omologata. E così, molti cittadini prima hanno vinto il normale ricorso che si fa al Giudice di pace o al Prefetto per la cancellazione della multa. E poi, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica: si entra nel penale. Con richieste di risarcimento per truffa.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Guida con occhiali: i consigli per farlo in sicurezza

Multe autovelox Ciampino

Multe autovelox: annullate 42 mila sanzioni a Ciampino?

10 errori da non fare con il noleggio auto