Roma, presunte tangenti per bus e metro: è questa la mobilità sostenibile in Italia?

Con questi intrallazzi, è difficile che il cittadino e l'ambiente siano al centro dei pensieri di chi governa

5 febbraio 2013 - 6:00

Scandalo delle presunte tangenti per i bus di Roma: la notizia numero uno è che i conti non tornano. Sì, l'ex amministratore delegato di Eur Spa Riccardo Mancini, accusato di corruzione, ha ammesso di aver ricevuto 60.000 euro (o 80.000 euro, secondo altre fonti), ma per il resto è nebbia fitta.

CONFUSIONE – Mancini ha aggiunto di non ricordare precisamente le circostanze, spiegando poi che la dazione di denaro gli arrivava per un interessamento a suo dire generico negli appalti provenienti dalle aziende controllate dal comune di Roma. E non per l'appalto per i 45 filobus su cui si indaga, perché i soldi sarebbero arrivati dopo il 2009, quando l'appalto era già concluso e pure il subappalto a Breda Menarinibus. Lui avrebbe accettato il regalo, ma “senza far nulla di particolare”: il regalo ricevuto era legato all'ipotesi che potesse aiutare le aziende, senza una richiesta precisa. Al di là della questione tempi (l'appalto per i 45 filobus è stato bandito a marzo 2008 e aggiudicato a novembre, con Breda Menarinibus subappaltante a febbraio 2009, poco prima che dal circuito Stati uniti Svizzera filtrassero in Italia i soldi per i pagamenti della presunta tangente), tiene banco la questione soldi. Vediamo: Roberto Ceraudo, ex amministratore delegato di Breda Menarinibus, ha leggermente rivisto le ammissioni iniziali: di 850.000 euro fatti transitare all'estero dall'imprenditore italo praghese Edoardo D'Inca Levis, Ceraudo ne ammette 600.000. Invece Mancini parla di 60.000 oppure 80.000 euro. Come minimo balla mezzo milione di euro. Dove sono andati a finire questi quattrini?

PAGA IL CITTADINO – In attesa di capire dove stia la verità (ma con intrallazzi di questo genere diventa difficilissimo avere una foto precisa della situazione), resta davvero l'amaro in bocca al cittadino, al contribuente. Al quale viene sempre raccontato che gli Enti locali e le aziende lavorano a favore della mobilità sostenibile: questa passa per il potenziamento dei mezzi pubblici, che dovrebbero soppiantare i veicoli privati. Ci risulta arduo pensare che, in contesti così sporcati dalla corruzione, il cittadino, l'ambiente e la sicurezza stradale siano al centro dei pensieri di chi governa.

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