Roma, nuova strategia anti-rattoppi dell'asfalto: servirà?

Nuove regole per le aziende di pubblici servizi che operano sulle strade di Roma. Obiettivo: contrastare i ripristini fatti male

2 dicembre 2014 - 9:00

Vista dall'alto, Roma è un gruviera. Magari anche per colpa del maltempo, o della crisi che impone al Comune di investire meno risorse per rifare l'asfalto, ma la realtà è drammatica per chi va in auto, in moto e in bici, e sovente pure per i pedoni. Adesso, arriva un nuovo sistema di regole per le aziende di pubblici servizi che operano sulle strade di Roma. Obiettivo: contrastare i ripristini fatti male e responsabilizzare privati e amministrazione ad un uso più sostenibile del suolo e del sottosuolo capitolino.

DI CHE SI TRATTA – In Campidoglio, è stato appena presentato dal sindaco di Roma Ignazio Marino e dall'assessore allo Sviluppo delle pPeriferie, infrastrutture e manutenzione urbana Paolo Masini, il nuovo regolamento scavi approvato dalla Giunta capitolina. Le disposizioni, che sostituiscono il regolamento del 2009, si applicano a tutte le aziende di pubblici servizi (telefonia, internet, elettricità, gas, servizi idrici) che effettuano interventi sulle strade del territorio comunale. Alla base del nuovo testo, l'esigenza di rivoluzionare l'approccio al tema degli scavi. Il nuovo regolamento introduce il divieto di effettuare lavori non programmati, con l'obbligo per le aziende di pubblici servizi di presentare piani annuali e triennali degli scavi. Lavorazioni urgenti sono ammesse solo per motivi di sicurezza, igiene pubblica e interruzione di servizi essenziali, con la possibilità per il Comune di esigere sanzioni nel caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero. Il nuovo testo introduce anche il deposito cauzionale obbligatorio, a copertura della regolare esecuzione dei lavori, possibili danni a beni capitolini e del mancato pagamento delle penali.

NON RESTA CHE ATTENDERE – Tutto questo servirà realmente a preservare lo stato delle strade? È fondamentale un punto: l'asfalto che si spacca per il gelo e la pioggia non deve essere rattoppato sempre alla vecchia maniera per tirare avanti fino al successivo rifacimento totale della strada. Forse ne guadagna più il decoro urbano, senza scavi improvvisati, ma per contrastare i ripristini fatti male ci vorrebbe più sorveglianza. Chissà potrebbe essere questo lo scopo della calendarizzazione degli interventi. A Roma si stanno dando da fare, come testimoniano i recenti provvedimenti. In particolare, il Pavement Management System (PMS),il Sistema di manutenzione programmata delle strade della grande viabilità cittadina, consente, intervenendo nelle fasi iniziali del degrado, di ridurre i costi fino a 3 volte sul lungo periodo. Masini ha di recente presentato alla stampa il progetto, avviato in collaborazione con il dipartimento ingegneria civile area strade di Roma tre e con l'azienda Dynatest, impresa leader del settore dell'analisi delle condizioni dell'asfalto. Le strade di Roma “sono in tutto circa 5.500 km – ha affermato Masini – pari alla lunghezza di tutte le strade della Lombardia. Per intervenire servono gli strumenti adatti. Stiamo comunque lavorando con rigore, e una volta approvato il piano di rientro e ottenuto l'allentamento del patto di stabilità potremo intervenire anche sulle emergenze”.

ALTRI PROGETTI – A Roma, è anche in ballo una sperimentazione avviata a febbraio. Un nuovo particolare asfalto utilizza il polverino di gomma derivante da pneumatici fuori uso (Pfu), che viene sfruttato come additivo al bitume. Oltre a garantire un minore impatto ambientale, anche il coefficiente di aderenza dovrebbe essere maggiore rispetto a quello dell'asfalto tradizionale, mentre il livello di rumore calerebbe fino a 5 decibel. Inoltre, la pavimentazione dovrebbe avere una durata superiore alla media. La procedura prevede che, dopo la posa dell'asfalto, dei tecnici specializzati effettuino alcune verifiche sulla fonoassorbenza attraverso microfoni posizionati al lato della strada, per valutare l'effettivo livello di riduzione dei rumori. Non ultimo, “Ecophalt”: è un asfalto a freddo che dura quattro volte il normale, efficace anche in caso di pioggia. Lo ha adottato in via sperimentale il Dipartimento Simu (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) di Roma. Almeno secondo chi lo produce, oltre a una durata fino a quattro volte i materiali convenzionali, “Ecophalt” garantisce maggiore elasticità, resistenza all'acqua anche durante la messa in opera, possibilità di riaprire la strada appena 6 minuti dopo la stesura. Costo, 400 euro per tonnellata. Assieme all'asfalto speciale, sperimentato un mastice bituminoso che penetra negli interstizi colmando le fessure e risanando le fratture a “pelle di coccodrillo”. Tanto pericolose per la sicurezza stradale, quanto difficili da eliminare. Idee buone, progetti validi, ma alla fine le strade ne beneficeranno?

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