Roma, multe via Twitter?

A Roma, sono partite le multe elevate dopo segnalazioni su Twitter

3 gennaio 2014 - 6:00

Altro che provocazione post-natalizia del comandante dei vigili di Roma, Raffaele Clemente: nella capitale sono state elevate davvero le prime multe “social”, appioppate cioè dopo segnalazioni giunte ai “pizzardoni” via Twitter. Tant'è vero che, sullo stesso sul social network, gli agenti rispondono alle segnalazioni dei privati cittadini, chiedendo informazioni, e poi mandando una pattuglia per elevare la contravvenzione dovuta alla sosta vietata in doppia fila. Il comandante, dopo le critiche da parte dei sindacati, ha precisato che non sarebbero state usate le foto per individuare le targhe dei veicoli dei trasgressori e multarli, ma si sarebbe tenuto conto delle situazioni segnalate per intervenire: non basta la foto, serve constatare la violazione al Codice della strada con l'agente presente. E così è stato, almeno sino a questo momento.

L'OK DEL SINDACO – L'iniziativa è stata gradita anche dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, che spiega come “il comandante sta cercando di rendere molto più efficiente il lavoro della polizia locale, che è una risorsa straordinaria e importantissima per la nostra città”. In effetti, il servizio sembra interessante, ma va auspicato sia usato con giudizio. Anche perché le foto sui social di solito sono pubbliche, e quindi la questione privacy come sarà gestita? Davvero non sfuggirà nessun'informazione riguardo al trasgressore? E diventa davvero importante che ci sia sempre l'agente per verbalizzare. D'altronde, “in questi ultimi cinque anni di amministrazione Alemanno – ha attacca Legambiente nei mesi scorsi – sono mancate del tutto le politiche di limitazione del traffico privato, anzi i pochi provvedimenti presi dalle giunte precedenti sono stati quasi del tutto cancellati”. Secondo Legambiente, strisce pedonali, cassonetti della spazzatura, scivoli per disabili e piazze sono gli spazi che le automobili prediligono per i parcheggi creativi ed illegittimi, in una città ostaggio dei veicoli a motore: “Vetture che sostano direttamente sui marciapiedi, scooter che invadono le fontane, Suv che sostano sulle strisce pedonali o parcheggiate accanto ai cassonetti, le fermate degli autobus e gli spartitraffico occupati dalle auto in sosta”.

UNA MAREA DI CINGUETTII – Proprio Clemente ha di recente portato alla luce il bollettino di questa guerra social: “Questa mattina i vigili su segnalazione dei cittadini hanno sequestrato 3 furgoni e sanzionato 7 auto in via Salaria presso l'ex cartiera”. E ancora. “Su segnalazione dei cittadini in Via Alessandrina, la nostra pattuglia K23 ha sanzionato 17 veicoli in sosta irregolare”. “Su segnalazione dei cittadini la pattuglia K173 ha sanzionato 17 soste iregolari a Borgo Pio”. “Su segnalazione dei cittadini in P.zza Re di Roma la pattuglia G91 ha sanzionato 12 veicoli in sosta irregolare” e “su segnalazione dei cittadini in via Lanciani sono stati sanzionati 5 veicoli in sosta irregolare”. Ribadisce invece la sua contrarietà l'Ospol (Organizzazione sindacale delle Polizie locali) per bocca del presidente Luigi Marucci spiega: “L'iniziativa del comandante Clemente lascia a dir poco sconcertati, perché anche a prescindere dagli aspetti più propriamente professionali del trasformare il cittadino in poliziotto ausiliario, rileva gravi rischi di violazione di legge. Infatti, invitare il privato a pubblicare la targa di un automezzo su un social network egualmente privato com'è Twitter, porta a una violazione della privacy del titolare dell'automezzo fotografato. Ciò si risolve in una gogna mediatica odiosa quanto inutile e illegittima. Da una parte, non può attivare alcun intervento dell'autorità di polizia, potendosi trattare anche di un fotomontaggio e, comunque, non rilevata dal pubblico ufficiale direttamente, e quindi senza alcuna garanzia di autenticità. Dall'altro, espone anche il cittadino segnalatore a querela o denuncia da parte di chi si vede in qualche modo esposto al pubblico ludibrio oltreché a sanzioni pecunarie anche di elevato ammontare”.

POSSIBILI SCENARI – “È evidente che non utilizzeremo le foto che ci arrivano, come non utilizziamo le riprese televisive, tanto meno per fare le multe – ha replicato Clemente -. La targa noi non la guardiamo nemmeno, ma andiamo a cercare i problemi”. Ora non resta che aspettare: i cinguettii online renderanno la metropoli meno caotica? Infatti, le auto in seconda fila illegale ostacolano la circolazione, e sono un pericolo nel caso debba passare un mezzo di soccorso, che potrebbe trovarsi imbottigliato a causa della sosta selvaggia. E se l'esperienza nella Città Eterna avesse successo, altre metropoli copierebbero la capitale? C'è poi da considerare un altro aspetto: a questa stregua, qualcuno potrebbe utilizzare Twitter facendo pervenire al comando le foto e i filmati di tutti quei vigili che non fanno le multe, per esempio alle macchine posteggiate sulle strisce, oppure agli ambulanti in sosta in curva. Sarebbe l'inizio di una “battaglia social”.

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