Roma – Moto su marciapiedi, serve buonsenso

L'invasione del centro tra macchine in sosta e strisce pedonali tra manifesta inciviltà e disperata necessità

28 settembre 2010 - 11:12

L'invasione del centro tra macchine in sosta e strisce pedonali tra manifesta inciviltà e disperata necessità

Federico Fellini lo aveva previsto nella meravigliosa, onirica sequenza finale di «Roma»: uno sciame di motociclette che illuminano i monumenti antichi della città, dal Colosseo ai Fori. Infatti è successo: la Capitale è invasa da moto e motorini di varia cilindrata e potenza. Perché? La domanda è la fiera dell'ovvio. Perché nessun adulto tra i trenta e i sessant'anni, cioè nel pieno della propria vita lavorativa e familiare, riuscirebbe mai ad affrontare i mille impegni quotidiani (lavoro, appuntamenti, scuola dei figli, magari la spesa per casa) affidandosi ai mezzi pubblici capitolini. Meno che mai alla propria automobile. Spostarsi su moto e motorini significa abbattere la spesa del tempo. Anche a costo di spaccarsi la schiena, di viaggiare sotto la pioggia, sfidare il gelo di certe notti romane.

È vero. Noi del popolo su due ruote spesso e volentieri dimentichiamo il codice della strada e parcheggiamo dove capita. Tra le macchine in sosta. Accanto ai cassoni delle immondizie, nelle ore in cui non c'è il servizio dell'Ama. Soprattutto sui marciapiedi. Non è una scelta precisa, quasi sempre è la conseguenza di una ricerca disperata di uno spazio vitale. Nessuna assoluzione, sia chiaro. Ma provateci voi a trovare una fetta «ufficiale» tra le strisce bianche tra piazza Venezia, il Collegio Romano, i Santi Apostoli, piazzetta San Marco, il Gesù. A quel punto ti affidi alla tua creatività personale e ti «inventi» un posto qualsiasi, ma che sia un posto. Naturalmente l'universo dei proprietari di moto e motorini (come avviene in qualsiasi categoria) si divide tra mentecatti incivili e persone di buonsenso, attente alle necessità degli altri. I mentecatti incivili piazzano la moto dove capita, magari impedendo il passaggio sulle strisce o addirittura chiudendo qualsiasi varco alle altre motociclette disperatamente naufragate sul marciapiedi. Gli altri riflettono molto di più e tentano la strada del minor danno possibile, vergognandosi sempre un po'.

Detto questo, forse è arrivato il tempo per il Campidoglio di prendere atto della realtà e di immaginare nuove soluzioni di parcheggio per i motorini. Anche sfruttando spazi proprio sui marciapiedi più larghi. Basterebbe un minimo di creativa intelligenza e non di semplice repressione: troppo spesso i vigili romani (è l'attività più semplice e redditizia: blocchetto alla mano, nel «colpisci» decine in un quarto d'ora) puniscono la sosta delle due ruote anche quando non ledono articoli fondamentali del codice della strada. Basterebbe immaginare cosa potrebbe accadere se tutti i proprietari di scooter, aderendo a una immaginaria giornata di protesta per le condizioni di vita e di movimento, per ventiquattr'ore usassero macchine private e mezzi pubblici. Roma collasserebbe. Non odiate i motorini, signori del Campidoglio. In fondo, sono la vostra salvezza.

fonte – roma.corriere.it

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