Roma: lo strano caso del risarcimento chiesto da Sicurezza e Ambiente

Dopo l'articolo di La Repubblica che parla di una richiesta di risarcimento piuttosto anomala, nella capitale infuria la polemica

9 gennaio 2013 - 12:50

A Roma c'è un business degli incidenti? È questa la domanda che agita le notti della capitale,e  nelle scorse ore è intevenuto perfino il sindaco per cercare di calmare le acque. Tutto è nato dopo due articoli di repubblica.it: nel primo c'è la deuncia di una donna che ha perso il figlio in un incidente a Roma ma alla quale sarebbero stati chiesti 700 euro per ripulire la zona dell'incidente; mentre il secondo annuncia che c'è un'inchiesta sull'appalto per la bonifica delle strade dopo gli scontri (il servizio affidato dal Comune alla società Sicurezza e Ambiente); è stato anche perquisito il comando della Polizia municipale e ora sta indagando la Procura.

STRANEZZA – Secondo il quotidiano, ci sarebbe qualcosa di strano nell'appalto che il Comune di Roma ha assegnato a Sicurezza e Ambiente, società che ha il compito di ripulire e risanare la viabilità capitolina dopo gli incidenti stradali: la Procura indaga per abuso d'ufficio. I Carabinieri sono andati al comando generale della Polizia municipale per acquisire i documenti su quel contratto. Stando a Repubblica, SeA. spa che all'epoca dell'assegnazione (correva l'anno 2008) aveva un fatturato così esiguo da poter ottenere il contratto con assegnazione diretta, oggi fattura cinquanta milioni di euro. Per far “sparire” i danni collaterali degli incidenti – dice il giornale – il tariffario è dai 900 ai 5.000 euro a intervento, soldi di cui devono rispondere le Compagnie di assicurazione prima, e il responsabile dell'incidente poi. Senza alcun costo per il Comune. E così, come si legge in una direttiva inviata a tutti i comandi, l'ordine è tassativo: la centrale operativa, non appena riceve la segnalazione di un sinistro, deve inviare la richiesta di intervento alla Sicurezza e Ambiente. Quando parte la segnalazione di un incidente dalla centrale operativa, una squadra della Sea arriva sul posto, ripulisce l'asfalto e stende un verbale in cui viene indicato il tipo di intervento e le modalità, i veicoli coinvolti e il materiale rimosso. Il modulo viene quindi consegnato ai Vigili, che intervengono a loro volta sull'incidente, e poi trasmesso al gruppo di competenza. Spiega Repubblica che l'Autorità di vigilanza è stata chiamata in causa e ha bocciato quel contratto sostenendo che “non si sia tenuto conto, nel tariffario per gli interventi, del rispetto della giusta concorrenza”. Tra le altre cose, ricordiamo, su questi servizi si era espresso negativamente il Generale Garofano, ex comandante dei RIS, che in una nostra intervista aveva ricordato che tali servizi possono incidere negativamente sulla giusta attribuzione delle colpe (leggi il perchè).

LA DENUNCIA DI UNA MAMMA – Sempre su repubblica.it, come dicevama, c'è la deuncia di una donna che ha perso il filgio in un incidente a Roma. Il 30 agosto 2009 Valerio Leprini, 15 anni, morì in un incidente stradale, dopo essere caduto dal suo scooter in via del Fontanile Anagnino, colpendo con la testa un palo dell'illuminazione pubblica che non doveva esserci. Morì per colpe non sue. E per il suo decesso sono imputati per omicidio colposo tre vigili e un funzionario del X municipio. La mamma, Alessandra Mezzetti, ricevette una lettera di Sicurezza e Ambiente nei giorni successivi alla morte del ragazzo: “Settecento euro per ripulire la strada dal sangue di mio figlio”. “Allora – racconta la donna al quotidiano – non ebbi la forza di reagire, il dolore era troppo forte: pagare per lavare la strada dal sangue di mio figlio per 'questioni di sicurezza' perché la carreggiata poteva essere scivolosa. Valerio morì sbattendo la testa su un palo dell'illuminazione pubblica fuorilegge, e venivano a chiedere a me del denaro per 'questioni di sicurezza'? Dovevano utilizzare un macchinario particolare per ripulire il tratto stradale, così c'era scritto nella lettera che mi inviarono e per questo veniva giustificata una simile spesa. Dov'è la sensibilità da utilizzare in simili circostanze? Sapevano ciò che era successo, tanto vale che mi piantassero un coltello sul petto”.

IL SINDACO: “PRONTI A ELIMINARLO” – L'eco della notizia è stata tale che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, con un tweet ha provato a rimediare in parte al problema: “Pagherò i 700 euro chiesti alla madre del ragazzo morto in moto”. La donna: “No grazie, poteva pensarci prima. Dov'erano le istituzioni quando il palo era piantato sulla strada e non sul marciapiede? E il sindaco, quando il Campidoglio ha firmato l'accordo con Sicurezza e Ambiente, cosa stava facendo? Cadono tutti dalle nuvole”. Alemanno “non esclude di revocare il contratto tra Sicurezza e Ambiente e il comune di Roma nel caso venissero accertate delle irregolarità”.

LA DIFESA DELL'AZIENDA – SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, indagando sulla vicenda. Per correttezza d'informazione, è giusto dare spazio anche alla difesa di Sicurezza e Ambiente che replica a quelle che definisce “gravi inesattezze riportate negli articoli pubblicati su repubblica.it, il 4 gennaio 2013”. In particolare, l'azienda dice al quotidiano: “Nel vostro articolo si legge: 'assegnazione diretta e fiumi di soldi che oggi continuano a entrare'. La modalità di selezione ed affidamento del servizio in oggetto, scelta dal Comune di Roma, è la più ampia e concorrenziale: il mercato elettronico della Pubblica amministrazione (procedura telematica Consip). Sicurezza e Ambiente S.p.A. partecipa legittimamente alla gara, aggiudicandosi il servizio. Tale specifica procedura di gara viene sottoposta al vaglio del Tribunale amministrativo della Regione Lazio, per ben due volte, in quanto impugnata dalla ditta Viaggia Sicuro, presentatasi tardivamente, oltre i termini previsti dal bando. I consiglieri del Tribunale amministrativo capitolino appurano ed acclarano la piena legittimità della gara bandita ed espletata nel pieno rispetto della normativa vigente (condannando finanche alle spese la ricorrente Viaggia Sicuro). A oggi, Sicurezza e Ambiente S.p.A. opera sulle strade di Roma Capitale in forza di un affidamento legittimo conseguito attraverso una procedura di gara pubblica e trasparente. Si precisa infine che l'Autorità di vigilanza per i contratti pubblici non ha assolutamente bocciato il contratto in essere con il Comune di Roma, ma ha semplicemente precisato in un parere diversi aspetti dì questo innovativo servizio, ratificando la legittimità della posizione di Sicurezza e Ambiente”. Nel servizio del quotidiano, si legge: “il tariffario è dai 900 ai 5.000 euro a intervento, soldi di cui devono rispondere le Compagnie dì assicurazione prima e il responsabile dell'incidente poi”. Sicurezza e Ambiente replica che non ha mai e in nessun caso presentato richiesta di risarcimento danni ai cittadini ed alla Pubblica amministrazione. II servizio è interamente sostenuto dalle Compagnie dei responsabili dei sinistri. La società dice di essere titolare di convenzioni con le Compagnie garanti per la RCA. In forza di tali accordi, si è giunti alla quotazione economica degli interventi di ripristino post incidente stradale. L'importo corrisposto oggi dalle Compagnie assicurative, garanti per i responsabili dei sinistri, ammonta a euro 678 IVA inclusa. Sul caso della signora Mezzetti e del figlio Valerio. Sicurezza e Ambiente sostiene che “è intervenuta in emergenza, come quotidianamente accade, per eliminare dalla carreggiata ogni elemento di pericolo presente su strada a seguito di un sinistro (liquidi inquinanti, detriti solidi e non sangue). L'attività di pulitura/bonifica della strada è necessaria a ripristinare le normali condizioni di sicurezza della rete viaria ed evitare che altri cittadini/conducenti possano trovarsi in situazioni di pericolo. Sicurezza e Ambiente da prassi, senza conoscere nemmeno il nominativo e le conseguenze del sinistro (dati sensibili dei quali la scrivente non è mai a conoscenza), ha formulato una richiesta risarcitoria alla Compagnia garante per la RC Auto dei veicoli coinvolti nell'incidente; di conseguenza, la Compagnia (e non la scrivente società) ha scritto al soggetto proprietario del veicolo (quindi assicurato), informandolo della richiesta presentata da Sicurezza e Ambiente e della possibilità di presentare eventuale denuncia di sinistro. Tutto, come da prassi sempre avviene, per ogni sinistro che accade in Italia”. Quindi, il cuore della questione: Sicurezza e Ambiente “non ha richiesto alcuna somma alia signora Mezzetti, sarà eventualmente la sua Compagnia a sostenere interamente tutti i costi dell'intervento, qualora ritenga sussistere un profilo di responsabilità. L'aspetto più rilevante, del tutto trascurato dagli articoli giornalistici citati, è che il servizio è garantito: sia nel caso in cui la pulitura/bonifica stradale viene realizzata in presenza dei dati concernenti la responsabilità civile dell'incidente (causa dello sversamento), sia nel caso di pulitura/bonifica stradale conseguente ad incidenti pirata (numero non irrilevante), i cui oneri restano unicamente a carico di Sicurezza e Ambiente”. Su quest'ultimo punto però Sicurezza e Ambiente dimentica di dire che in caso di pirati o veicoli non assicurati c'è il fondo per le vittime della strada, che paga con molto ritardo, ma prima o poi paga.

DOVE STA IL VERO? – Adesso, non resta che attendere l'estito delle indagini. Risulta davvero difficile capire dove stia la verità ma, rispetto a quanto raccontato da repubblica, la versione di Sicurezza e Ambiente, non pare così pesante. Di certo, serve la massima celerità per capire come stanno le cose. Non vorremmo che con la scusa della sicurezza stradale si sia creato un servizio che interviene anche quando non serve, facendo lievitare ingiustamente i costi delle compagnie assicurative che, come sempre, li scaricheranno su noi automobilisti.

1 commento

Bruno
16:56, 10 gennaio 2013

Storia allucinante di ordinario spreco di denaro e di burocrazia da medioevo. Un tariffario che va da 700 a 5000 euro ad intervento per pulire un piccolo pezzo di strada (perchè di questo si tratta) dopo un incidente!! E chi controllo tutto questo? Chi ha stabilito queste tariffe da nababbi? Serve realmente una società esterna per fare questo? E le nostre tasse previste per la manutenzione stradale che fine fanno? Come mai tutto questo zelo, quando nelle strade delle nostre città esistono pericolose buche non riparate da vari anni? Per queste i sindaci rispondono che non ci sono i fondi. Che strano! Se le compagnie assicurative si assorbono la spesa di ripulitura, perchè poi chiedono i soldi all'assicurato?
Chiunque sia stato ad inviare quella lettera ignobile alla madre dello sventurato ragazzo, dovrebbe vergognarsi. Bene ha fatto Repubblica e le TV che hanno dedicato un servizio a questo episodio non degno di un paese civile.

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