Roma – Il flop delle auto ibride del Comune Niente gpl, meglio il pieno di benzina

Sono 300 le macchine "verdi" di cui il Campidoglio dispone. Potrebbero andare sia a Gpl che a benzina, ma funzionano solo con il carburante inquinante, per un motivo semplicissimo: l'unico...

10 febbraio 2010 - 0:00

Sono 300 le macchine “verdi” di cui il Campidoglio dispone. Potrebbero andare sia a Gpl che a benzina, ma funzionano solo con il carburante inquinante, per un motivo semplicissimo: l'unico distributore Gpl in cui possono fare rifornimento si trova sulla Roma Fiumicino

Parco auto del Comune di Roma. Ecologico sì, ma solo sulla carta. O meglio, con un attestato di “energia pulita” scritto solo sul libretto di circolazione. Sono 300 le macchine “verdi” di cui il Campidoglio dispone, più o meno la metà del totale. Potrebbero andare sia a Gpl che a benzina. Ma il condizionale è d´obbligo perché in realtà funzionano solo con il carburante inquinante, per un motivo semplicissimo: l´unico distributore Gpl in cui possono fare rifornimento si trova sulla Roma Fiumicino. E non perché quella sia l´unica stazione di servizio che ha una pompa Gpl in tutta la città, ma perché è l´unica dell´azienda con cui il Comune di Roma ha, ormai da anni, una convenzione che impone alle auto dell´amministrazione di fornirsi solo presso le pompe di questa società.

Una svolta ecologica importante che, nella realtà, si è rivelata un flop. Le auto del Comune, infatti, come spiegano gli stessi dipendenti, nonostante la modalità duale viaggiano sempre solo a benzina. Troppo lontana quella stazione di servizio per la maggioranza dei dipendenti del comune di Roma. Basti pensare che dal Campidoglio all´area di servizio Magliana ci sono 15 chilometri di distanza. Per un percorso che, senza traffico, è di 23 minuti.

Insomma, tra andata e ritorno, se non si resta imbottigliati nel traffico, ci si mette un´ora. Nella migliore delle ipotesi. Un disagio che, nella pratica, si traduce in un solo modo: le auto di servizio non arrivano fino alla Roma Fiumicino per fare rifornimento. Si perde troppo tempo, non si ha voglia, di certo non c´è nessun obbligo.

E non c´erano soltanto motivazioni ambientaliste dietro a quella eco-scelta sprecata. Comprare o prendere in leasing macchine che potevano andare anche a Gpl avrebbe garantito, nel lungo periodo, anche un risparmio considerevole sul rifornimento alle malandate casse capitoline. Ma, anche in questo caso, oltre al danno, la beffa. Non solo le macchine continuano ad andare a benzina, ma il loro acquisto, o noleggio che sia, costa al Comune più caro proprio perché i mezzi hanno questa doppia modalità.

E anche se l´amministrazione potrà certamente contare su diverse agevolazioni, qualsiasi sito di società di noleggio o di aziende produttrici di auto non lascia dubbi sul fatto che le macchine che possono viaggiare anche a Gpl costano di più di una tradizionale. Una spesa maggiore che avrebbe dovuto essere ammortizzata grazie al risparmio sul pieno carburante. Già. Se però la stazione di rifornimento non fosse a 15 chilometri dal colle più alto della città.

 

fonte – roma.repubblica.it

1 commento

Giancarlo
15:45, 3 settembre 2010

avrei bisogno di qualche chiarimento.Sto terminando la realizzazione di un impianto di carburante, gas e metano,e vorrei sapere a chi potrei rivolgermi per poter predisporre nel mio impianto un punto di carica per auto elettriche.
grazie

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