Roma, guerra ai cartelloni abusivi

Approvato a Roma un nuovo piano regolatore sui cartelloni pubblicitari: secondo il Comune, metterà in sicurezza la città

8 maggio 2014 - 11:00

Le intenzioni sono ottime: con il bilancio 2014, la giunta di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore degli impianti pubblicitari, e alcune modifiche al regolamento. Entrambi i documenti dovranno ora essere approvati in via definitiva dall'assemblea capitolina, dopo aver raccolto le osservazioni dei municipi. Il piano definisce come vengono distribuiti, sull'intero territorio cittadino, gli impianti fissi, in quali strade e piazze e quali formati e tipologie sono ammessi nelle diverse zone della città. Obiettivo dell'amministrazione è garantire maggiore decoro, tutela del patrimonio archeologico e ambientale, insieme a una stabile programmazione delle entrate.

PERCORSO VIRTUOSO – Lo scorso dicembre, la giunta aveva già revocato in parte la delibera 116 dell'aprile 2013, cancellando la sanatoria di 5.000 impianti abusivi, cosiddetti “senza scheda”, perché privi di autorizzazione. Gli uffici amministrativi hanno provveduto a inviare diffide e sanzioni ai titolari dei 5.000 impianti e a richiedere la rimozione di questi cartelli abusivi, provvedendo, altresì, alla sanzione dei pubblicizzati. Contro questo atto sono stati presentati diversi ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. Che si è pronunciato più volte, respingendo le richieste delle società di sospendere la delibera impugnata.

IDEE CONDIVISIBILI – Ribadiamo quanto detto in apertura: le intenzioni sono lodevoli. Il piano prevede di dedicare il 10% dell'esposizione pubblicitaria ai mercati rionali e alle edicole, prevede inoltre il divieto di esporre pubblicità con contenuti che incitino al sessismo o alla violenza. Vengono modificate le dimensioni massime degli impianti (da 4×3 a 3×2) e i vincoli su aree tutelate (escluse le strade che circondano aree naturali protette come riserva del Litorale, agro romano e tenuta di Castel Porziano) con l'obbligo di autorizzazione paesaggistica, ottenendo così una riduzione del 38% degli impianti. Nella zona A, sostanzialmente le aree verdi, sarà vietato ogni impianto. La zona B, quella urbanizzata, sarà poi divisa in sottozone. Nel centro storico, entro le mura, saranno ammessi solo cartelloni Spqr e pubblici avvisi. Nelle altre zone saranno permessi cartelloni fino ai 3×2 con la possibilità di cartelloni più grandi solo su pareti cieche. Il piano andrà a cofinanziare il nuovo bike sharing, le pensiline degli autobus e nuove ciclabili. Le entrate per la pubblicità sono ad oggi di 17.700.000 euro, l'obiettivo è arrivare a 32.900.000 euro. I mq.di esposizione pubblicitaria sono oggi 233.000, l'obiettivo è che diminuiscano a 147.000.

MAGGIORE SICUREZZA STRADALE – Il piano metterà in sicurezza la città, vietando quegli impianti agli incroci che sono pericolosi perché distraggono o impediscono la visuale agli automobilisti e farà ordine e decoro, perché di fatto saranno dimezzati i metri quadri totali di pubblicità che, inoltre, saranno assegnati attraverso una gara pubblica, in grande trasparenza e aumentando gli introiti per il Comune. Adesso, non resta che aspettare i risultati. Troppo spesso, alle parole dei politici non seguono fatti concreti.

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