Roma, disastro buche

Roma, disastro buche Dopo la pioggia

Dopo la pioggia, la capitale pare essere stata bombardata

6 Febbraio 2014 - 07:02

La Città Eterna, una meraviglia sulla Terra, che profuma di storia, arte e cultura, ridotta come un gruviera: le condizioni di Roma, oggi, rattristano. Per via della pioggia, ci sono crateri sparsi ovunque, con gravi problemi anche per la sicurezza stradale: il pericolo è che le macchine vengano danneggiate, e che motociclisti e ciclisti vengano coinvolti in incidenti, sprofondando in quelle voragini. I cittadini sono furiosi, intanto sul web gli internauti sono rabbiosi e ironici, con il romanissimo attore Carlo Verdone che arriva a dire: “In Kenya strade migliori”.

LE PAROLE DEL SINDACO – Marino ha assicurato che entro l'anno il manto stradale verrà rinnovato completamente: “In questo 2014 vogliamo investire moltissimo sulla manutenzione. Ci stiamo già occupando di modifiche all'asfalto e vogliamo contratti di garanzia con società appaltatrici. Basta pensare alla collina di piazza dei Giochi Delfici, che in parte è franata sull'Olimpica, e da domenica è chiusa parzialmente al traffico. Servono interventi di consolidamento strutturale, come nella zona di Prima Porta dove probabilmente devono essere installate nuove strutture di idrovore oltre a quelle che già ci sono, e interventi di risanamento urgenti del manto stradale in tutta la città”. Intanto, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha firmato la “richiesta di stato di emergenza per le province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo a seguito degli eventi atmosferici avversi del 31 gennaio 2014 e giorni seguenti”. Sul tema è intervenuto anche l'assessore ai Lavori pubblici, Paolo Masini: “Il nostro bilancio ci permette di fare una strada nuova ogni 48 anni. Servono 100 milioni per mettere la situazione in normalità”. Gli fa eco l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Basta scaricare sempre la colpa sui sindaci. Dietro le buche a Roma c'è un problema di risorse. Per metterle a posto ci vogliono circa 200 milioni l'anno per tre anni. Una cifra enorme. È un problema strutturale del Paese”.

QUALI NUMERI – “Decine di idrovore di varia capacità – ha detto Marino – sono state impiegate nei territori più colpiti e sono stati aspirati oltre 500 milioni litri di acqua piovana. A oggi sono stati completati 700 interventi di Protezione civile, 200 sono stati gli interventi per la rimozione di alberi caduti e la messa in sicurezza di quelli fonte di potenziali pericoli, con centinaia di operatori distribuiti su tutto il territorio; sono stati distribuiti complessivamente 6.000 pasti, di cui 900 in strutture di ricovero approntate per l'emergenza. Molti pasti sono stati distribuiti a domicilio dai volontari a chi, pur avendo la propria casa agibile, è rimasto senza corrente elettrica o gas: solo il primo febbraio sono stati forniti 300 pasti a Prima Porta, per lo più ad anziani e famiglie che non hanno voluto abbandonare le proprie abitazioni. Abbiamo prestato assistenza alloggiativa a circa 300 persone presso strutture comunali, alberghi, residence e in una struttura parrocchiale”. Infine, “a ciò si aggiunge l'assistenza a 160 persone, evacuate da pericolosissimi insediamenti abusivi in cui dimoravano da anni lungo la foce dell'Aniene”.

DISAGI ENORMI – Intanto dalla Panoramica alla Cassia, passando per via del Corso, circonvallazione Ostiense e via Trionfale sono ancora diverse le strade della Capitale chiuse al traffico all'indomani della violenta ondata di maltempo che ha investito la città. La Panoramica in direzione piazzale Clodio è chiusa al traffico, idem il tratto di via Cassia tra piazza dei Giuochi Delfici e via Vilfredo Pareto. Sull'Olimpica, tra Tor di Quinto e la galleria Giovanni XXIII, il transito dei veicoli avviene sempre su una sola carreggiata (quella in direzione San Giovanni), che è stata resa percorribile in entrambe le direzioni. Chiusa pure circonvallazione Ostiense all'altezza del sottovia in direzione Cristoforo Colombo, a causa di un allagamento. Su via Trionfale, riduzione di carreggiata all'altezza di via Carlo Evangelisti in direzione Villa Miani. Chiusa via Frassineto tra via delle Galline Bianche e via Dalmine. Voragine in viale di Tor Marancia, con la strada chiusa al traffico da via Annio Felice in direzione Colombo, mentre via di Malagrotta è interdetta per il cedimento del ponte di collegamento da Ponte Galeria all'ingresso della raffineria. Via dei Corazzieri è chiusa per dissesto del manto stradale tra via Giuseppe Armellini e via di Vigna Murata, mentre sul viadotto Giubileo del 2000 è chiuso per allagamento il sottovia de La Celsa.

EMERGENZA FIUMICINO – Resta difficile la situazione a Fiumicino dove diversi ristoratori e commercianti lanciano un appello ai romani a non abbandonare l'economia locale, che rischia un crack totale: “Oltre al danno la beffa. In questi giorni tutti, senza distinzioni di ordine e ruolo, ci siamo messi a disposizione di amici e parenti rimasti coinvolti negli allagamenti di una parte di Isola Sacra. Una bomba d'acqua che avrà pesanti ripercussioni sull'economia locale e che rischia di prolungarsi. L'economia di Fiumicino si basa anche sulle tante attività di ristorazione e commerciali delle vie dello shopping e del Lungomare della Salute che sono agibili. Vorremmo far sapere ai tanti romani che nel fine settimana vengono a passare una giornata qui nel nostro Comune che siamo aperti. Che le attività commerciali sono aperte. Dopo essere rimasti in ginocchio per questa bomba d'acqua, non possiamo permetterci di cadere definitivamente”.

1 Commento

Paoblog
11:14, 6 Febbraio 2014

Non che a Milano le cose siano migliori. Abbiamo buche nuove, ma inspiegabile il fatto che, ad esempio, la solita buca decennale nella vicinanze di Piazzale Lotto, continui ad essere rattoppata, per poi ritornare a formarsi, ogni volta un poco più grande e/o profonda. Vedi: http://paoblog.net/2010/12/28/quindicimila-buche-sulle-strade-di-milano/*Alla fine anche il più ottuso responsabile dovrebbe capire che è necessario un intervento di manutenzione radicale. *Qui non c'entra la mancanza di fondi, che 10 anni fa la crisi non c'era. Servono persone che sappiano FARE. *D'altro canto l'altro giorno a Rai Ambiente facevano notare che per non spendere 1,5 miliardi all'anno per contrastare il rischio idrogeolico, ne spendono poi 3 per tappare le emergenze.Se questo è il modo di risanare i conti…

X