Rinnovi la patente all'estero? Tutto valido

Chi rinnova la patente all'estero è perfettamente in regola: lo ha appena deciso il ministero Trasporti

14 maggio 2013 - 7:00

Con la circolare 1720/23.18.20 del 9 maggio 2013, il ministero dei Trasporti fa chiarezza sul rinnovo delle patenti: chi compie quest'operazione all'estero, è in regola.

COSA DICE LA LEGGE – Tutto ruota attorno all'articolo 126 comma 9 del Codice della strada. Il ministero degli Affari esteri ha evidenziato alcune problematiche connesse con il mancato riconoscimento, in Italia, della conferma di validità della patente di guida italiana effettuata a cura delle autorità diplomatico-consolari italiane. La legge dice: “Per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in un altro Stato per un periodo di almeno sei mesi, la validità della patente è altresì confermata dalle autorità diplomatico-consolari italiane presenti negli Stati medesimi, che rilasciano, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici da parte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati italiani, una specifica attestazione che per il periodo di permanenza all'estero fa fede dell'avvenuta verifica del permanere dei requisiti di idoneità psichica e fisica”.

DOVE NASCE IL PROBLEMA – In particolare, è stato segnalato che qualche ufficio della Motorizzazione, nel caso di patente  italiana rinnovata all'estero, ha emesso un provvedimento di revisione attribuendo al titolare un  lungo periodo di mancato esercizio alla guida. Perché si prendeva a riferimento la scadenza riportata sulla patente, non riconoscendo quindi il rinnovo avvenuto presso le rappresentanze diplomatiche italiane. Il ministero conferma la validità effettuata dalle autorità diplomatico-consolari: quindi, deve essere opportunamente valutata prima di considerare l'eventuale  emissione di un provvedimento di revisione avente come motivazione un mancato esercizio alla guida per lungo periodo che, in genere, viene  individuato in tre anni. Infatti, il periodo definito dalla conferma di validità effettuata dalla Rappresentanza  diplomatica italiana, non può essere considerato come un intervallo di tempo in cui il titolare non ha mantenuto l'esercizio alla guida. Insomma, la patente è valida perché l'automobilista non ha disimparato a guidare.

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