Rimini – Multe bocciate dal giudice di pace

Prime sentenze per quelle inviate per posta senza contestazione immediataRIMINI - Stanno arrivando i primi pronunciamenti del giudice di pace sulle contestate contravvenzioni per divieto di sosta...

25 Novembre 2009 - 12:11

Prime sentenze per quelle inviate per posta senza contestazione immediata

RIMINI – Stanno arrivando i primi pronunciamenti del giudice di pace sulle contestate contravvenzioni per divieto di sosta pervenute ai trasgressori per posta. “Il giudice – dice il consigliere comunale del PdL Pasquale Barone – ha dato ragione agli automobilisti: il verbale è illegittimo perché l’infrazione non è stata contestata in presenza del trasgressore. Nella motivazione risulta compilato in assenza del trasgressore”.

Le sentenze, spiega Barone, riguardano una serie di contravvenzioni elevate in piazzale Vannoni di fronte a un bar. Da quanto ha potuto appurare Barone, sono almeno quattro i punti in cui sono state elevate contravvenzioni
senza la contestazione immediata e spedite per posta con un ulteriore aggravio per i trasgressori. Oltre a quelli già conosciuti della zona del ponte di Tiberio, di viale Vespucci e appunto di piazzale Gramsci, c’è anche la via Sacramora. Barone continua a monitorare la situazione e annuncia che tornerà a porre il problema in Consiglio
comunale.
 
E sempre in tema di contravvenzioni, il consigliere del PdL torna sulla questione dei varchi a tempo del cosiddetto vigile elettronico. “Prendo atto – dice Barone – che l’Amministrazione ha deciso di non installare più gli orologi alle postazioni non operative nell’arco delle 24 ore. La motivazione andrebbe ricercata in ipotetici tagli da parte del Governo. Non sono più disponibili gli 80mila euro necessari per l’acquisto”. Barone sottolinea il notevole incremento registrato in questi ultimi anni degli introiti da contravvenzione e ricorda quanto previsto dal Codice della strada, che all’articolo 208 fissa la destinazione dei proventi.
 
“Tantissime delle contravvenzioni elevate dal vigile elettronico riguardano ingressi avvenuti pochi minuti prima o dopo l’orario interdetto. L’assessore Biagini rispondendo a una mia interrogazione aveva dichiarato di essere d’accordo sulla installazione degli orologi e che avrebbe provveduto assieme alla collega Taddei”. E per concludere Barone accusa l’Amministrazione di pensare solo a fare cassa: “Con gli orologi ai varchi – dice – diminuirebbero sensibilmente le infrazioni e di conseguenza gli introiti”.

fonte

Commenta con la tua opinione

X