Riforma Rc auto: l'Antitrust si allinea all'Ania

Il Garante della concorrenza dice la sua sul decreto Destinazione Italia, che riformerà la Rca

23 dicembre 2013 - 6:00

Salvo imprevisti dell'ultima ora, il decreto Destinazione Italia, fortemente voluto dal Governo Letta, entrerà in vigore nei prossimi giorni. Introduce numerose novità, fra cui parecchie norme che riformano il settore Rc auto: in merito a questo, c'è appena stata un'audizione informale di Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla sesta commissione Finanze della Camera. Il Garante, per quanto riguarda i punti chiave del decreto, si è sostanzialmente allineato a quanto espresso a più riprese dall'Ania, l'Associazione delle Assicurazioni. Infatti, ha detto Pitruzzella, “la recente bozza di decreto concernente disposizioni urgenti per lo sviluppo economico e per l'avvio del piano ‘destinazione Italia', approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 13 dicembre, sembrerebbe aver dato forma legislativa ad alcuni dei suggerimenti proposti dall'Autorità, con l'obiettivo di garantire che le maggiori efficienze conseguibili dalle imprese siano trasferite ai consumatori in termini di sconti sui premi assicurativi“. E di quali suggerimenti si tratta? Grosso modo, di quelli che la stessa Ania ha già fornito in passato ai vari Governi che si sono succeduti negli anni.

RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA – Il Garante dice che, “quanto agli aspetti legati alla ricerca di una maggiore efficienza delle Compagnie e alla compressione dei costi, anche attraverso un più attento controllo sui fenomeni fraudolenti, l'Autorità, nella sua indagine conoscitiva, ha individuato alcuni aspetti su cui sarebbe stato necessario intervenire, con riferimento, in particolare, agli incentivi alla diffusione della scatola nera, alla previsione di strumenti atti a garantire efficacia e certezza alla fase liquidativa dei danni, alla rapida diffusione di forme di risarcimento dei danni in forma specifica”. Quindi, aggiunge Pitruzzella, “le disposizioni in materia di assicurazione Rc Auto contenute nella bozza di decreto Destinazione Italia appaiono coerenti con i suggerimenti espressi dall'Autorità, in quanto finalizzate a introdurre meccanismi tesi a consentire alle imprese di assicurazione una razionalizzazione dei propri costi, prevedendo altresì il trasferimento di tali efficienze in termini di minori prezzi per i consumatori”. Insomma, c'è l'ok, già ribadito più volte, al risarcimento in forma specifica, come chiede da tempo l'Ania. Così, con il risarcimento specifico sostanzialmente obbligatorio (se il cliente rifiuta, rischia di rimetterci del denaro in caso di danni alla macchina, perché la Compagnia rimborsa solo quanto risarcirebbe se il danneggiato si rivolgesse al carrozziere fiduciario), l'assicurato (in cambio di uno sconto sulla Rca) viene dirottato verso il carrozziere convenzionato con l'Assicurazione, che impone la manodopera, a discapito della libera concorrenza e dei carrozzieri indipendenti, i quali vengono tagliati fuori. C'è anche da chiedersi quali saranno i riflessi sulla qualità delle riparazioni delle auto (visto che i carrozzieri fiduciari dovranno sottostare a un certo tempario imposto dalle Compagnie) e sulla sicurezza stradale.

TRUFFE, UN ASPETTO CHE NON CONVINCE – Sulla questione truffe (le Compagnie sostengono che, per via delle frodi, le tariffe più di tanto non possono scendere) Pitruzzella spiega “che spesso le Compagnie trovano conveniente liquidare anziché investigare approfonditamente se i danni lamentati, e di conseguenza i risarcimenti vantati, si siano effettivamente prodotti o meno”. Un'analisi lucida e condivisibile. “A tale riguardo, l'analisi delle politiche di contrasto delle frodi in ambito Rc auto – spiega il Garante – adottate dalle Compagnie ha evidenziato come tali politiche siano per lo più basate su controlli formali della documentazione e non risultino essere volte ad aggredire tale fenomeno in maniera efficace. La conseguenza di ciò è che il numero di frodi accertate dalle Compagnie in Italia appare piuttosto esiguo ed inferiore a quello accertato nei principali Paesi europei”. In definitiva, Pitruzzella bacchetta le Assicurazioni. E infatti prosegue: “L'interesse non prioritario delle Compagnie a contrastare efficacemente il fenomeno delle frodi emerge, inoltre, dall'uso piuttosto limitato degli strumenti utilizzabili a tale fine, come nel caso dei contratti con la clausola di ‘risarcimento in forma specifica' o di quelli che prevedono l'installazione della scatola nera. In entrambi i casi le compagnie hanno adottato forme di incentivazione basate su scontistiche piuttosto contenute o addirittura inferiori agli oneri (addizionali) contrattuali a carico degli assicurati”. Non convince allora che Pitruzzella alla fine si allinei all'Ania, in merito alla richiesta della Confindustria delle Assicurazioni di rendere obbligatoria la Rca in forma specifica. Sarebbe stato più opportuno, di fronte all'inerzia delle Compagnie, spingere per qualche provvedimento al fine di combattere le frodi. Qualche norma – magari concepita con l'Ivass, l'Istituto di vigilanza sulle Compagnie – che induca le Assicurazioni a fare davvero la guerra alle truffe, anziché a usarle come arma micidiale per alzare costantemente le tariffe, sulla pelle anche degli assicurati in prima classe di merito, che non causano mai incidenti.

ASSICURATI POCO MOBILI – Ma, se le Rca schizzano alle stelle, la colpa è anche degli assicurati stessi, un po' pigri. Il Garante dice che “le offerte più vantaggiose sono limitate, di fatto, solo a quelle tipologie di consumatori molto mobili, dotati di strumenti e conoscenze necessarie per effettuare comparazioni efficaci e quindi non ‘catturati' da forme di fidelizzazione”. Secondo Pitruzzella, “considerando i problemi informativi per il consumatore, si osserva come, allo stato, non siano ancora sufficientemente sviluppati motori di ricerca o servizi di preventivazione in grado di supportare efficacemente il consumatore nell'individuazione della polizza Rca più conveniente. Alcuni dei servizi disponibili via Internet appaiono di non agevole utilizzo da parte della generalità della clientela; gli esiti della ricerca, e quindi l'ordine delle Compagnie in funzione del premio, possono, inoltre, risultare alquanto incerti, comprimendone notevolmente l'utilità. Altri servizi disponibili via Internet, come quelli offerti dai broker assicurativi, non sembrano presentare le limitazioni appena menzionate, ma consentono di effettuare la ricerca soltanto su un numero piuttosto limitato di Compagnie. A ciò si aggiunga che la diffusione di agenti plurimandatari, che possono fornire assistenza agli assicurati nella scelta della polizza, risulta ad oggi ancora scarsa”.

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