Riforma del Codice? Macché: in certi posti il Codice non esiste

Benvenuti a Castellaneta Marina, costa jonica del Tarantino orientata verso il Metapontino. Su questa costa si riversano qualche benestante (anche tanto originale da permettersi il Segway) e tanta...

20 agosto 2010 - 14:22


Agli ottimisti diciamo subito che la vigilessa e il Segway che vedete nella foto non si trovano così di fronte perché lei stia contestando un'infrazione al villeggiante che lo guida: la foto l'ho scattata io e posso testimoniare che era stato il villeggiante ad avvicinarsi, per conversare con un certo relax. Alla vigilessa sembra non essere passato nemmeno per un momento in testa che il Segway (il monopattino elettrico a ruote affiancate che si guida inclinando leggermente il corpo dalla parte verso cui di vuole andare) per il Codice della strada non esiste e quindi non dovrebbe circolare. Certo, a New York si vede già da 10 anni. Ma da noi legalmente non esiste. E quindi non si sa nemmeno che regole debba rispettare, posto che il guidatore voglia farlo (e in questo caso non aveva voglia, visto che poco dopo ha ripreso la marcia in mezzo alla folla con un bel telefonino in mano).

Benvenuti a Castellaneta Marina, costa jonica del Tarantino orientata verso il Metapontino. Su questa costa si riversano qualche benestante (anche tanto originale da permettersi il Segway) e tanta gente comune dei paesi interni di Murgia e Basilicata. Paesi e campagne dove la circolazione è spesso ancora quella di una volta: magari si va piano, ma ci si sente autorizzati a fare di tutto sulle strade extraurbane secondarie semideserte e sulle urbane strette che caratterizzano tutta la zona. Quindi vai col contromano, cinture e seggiolini sono una rarità, quasi non si riesce a guidare senza il cellulare, la sosta non è praticata solo sopra gli altri veicoli (con l'aggravante che i Suv sono arrivati anche qui) eccetera. Tutto questo si travasa pari pari nel caos stagionale delle località marine. I cui sindaci sembrano ben diversi da quelle figure arcigne e intente a far cassa con le multe. Quindi lasciano fare e si crea di fatto un'extraterritorialità rispetto a un Codice della strada che è già difficile far rispettare nell'Italia di cui parliamo sempre. Quella che la parte che più conta e parla nella società italiana non riesce a vedere dalle proprie scrivanie romane e milanesi.

Dunque, andiamoci piano quando descriviamo la mobilità italiana vedendo i progressi che si fanno sull'Autosole, la consapevolezza dei pendolari delle grandi città che fare zig zag sulla tangenziale all'ora di punta non fa risparmiare tempo eccetera. L'Italia è varia.

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

13 commenti

stefano
23:59, 25 agosto 2010

Io, come tanti meridionali,sono stufo delle continue generalizzazioni negative quando si parla di Sud Italia…Non esiste una realtà omogenea, ci sono situazioni diversissime ed è arrivato il momento di sfatare alcuni luoghi comuni…se io non avessi reagito in maniera cosi decisa pensa che il giornalista avrebbe in buona parte ammesso di aver esagerato? perchè gli italiani del sud devo sopportare sempre e comunque articoli che li indicano agli altri italiani come il peggio del peggio? è arrivato il momento di chiedere almeno un po' di rispetto..tutto qui..Sui giornali, alla tv non si parla mai bene dei meridionali e delle Regioni del Sud..perchè nessuno dice che in Puglia ci sono buone autostrade e sono state completate delle ottime super strade?perchè nessuno parla del bellissimo e funzionale aeroporto di Bari? perchè nessuno dice che i treni pugliesi sono tra i più puntuali in Italia? semplice…è trendy sempre e comunque dipingere il Sud Italia in maniera folcloristica…grazie per lo spazio che mi ha concesso…Perfino l'esperto di marketing PIEPOLI ammette che il Sud Italia è vittima di troppi luoghi comuni…

ottobre_rosso
23:15, 20 agosto 2010

La redazione di SicurAUTO.it pubblica qui di seguito la replica (che potrete trovare all'indirizzo

ottobre_rosso
23:22, 20 agosto 2010

La redazione di SicurAUTO.it pubblica qui di seguito la replica (che potrete trovare all'indirizzo http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2010/08/riforma-del-codice-macch%C3%A9-in-certi-posti-il-codice-non-esiste.html ) di Maurizio Caprino al commento del signor Tiziano Centulani

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Io faccio invece riferimento a quel che ho documentato e cioè all'utilizzo su carreggiata aperta al traffico (la nota citata parla di aree pedonali, marciapiedi e piste ciclabili, che peraltro non abbondano in Italia e quando ci sono hanno bassa fruibilità), cosa evidentemente vietata. Sarebbe poi interessante sapere, dato ovviamente per scontato che non siamo in presenza di un acceleratore di andatura, in quale categoria di veicolo prevista dal Codice della strada (peraltro recentemente riformato pure sotto questo aspetto) il mezzo è inquadrato.

ottobre_rosso

Tiziano
19:04, 21 agosto 2010

Gentile Ottobre Rosso lei scrive testuali parole: “per il C.d.S. Non esiste e qui di non dovrebbe circolare”.
Tale affermazione ? incompleta e faziosa poiché chi scrive dovrebbe sapere che in alcuni casi esitono deroghe al suddetto codice e così ? stato definito per Segway PT dal suddetto Ministero.
Personlamente ritengo quindi errata l'esposizione del suo articolo che tende a demonizzare questo mezzo elettrico al posto delle ormai obsolete vetture che tutti i giorni riempiono le ns. città, i ns. marciapiedi e non ultimo i ns. polmoni di veleno.
Termino ricordando che Segway PT è classificato nella sezione dei pedoni e pertanto il suo utilizzo è regolamentato dall'articolo 190 del C.d.S., a cui ci dobbiamo attenere tutti noi quando circoliamo a piedi.

Cordialità.

Direzione Segway Italia
Tiziano Centulani

ottobre_rosso
11:39, 22 agosto 2010

Signor Centulani, temo abbia frainteso: in qualità di membro dello staff di Sicurauto, mi sono limitato a riportare la risposta del signor Caprino al suo commento.

saluti,

ottobre_rosso

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