Revisioni ogni 6 anni? Secondo il TCS non c'è rischio per la sicurezza

In Svizzera la revisione auto si farà dopo 6 anni dall'immatricolazione. Perché non farlo anche in Italia?

17 luglio 2014 - 12:34

In Svizzera si valuta la possibilità di rimandare a 6 anni dall'immatricolazione la prima revisione obbligatoria, che oggi bisogna effettuare dopo i primi 4 anni, come in Italia. Il TCS crede in questa modifica poiché le auto moderne non presenterebbero rilevanti rischi per la sicurezza di guida legati a difetti di produzione. In Italia sarebbe un azzardo per la sicurezza stradale mettere su un sistema del genere già viziato, ecco perché abbiamo contattato il TCS che ci ha spiegato come oltralpe non sarebbe rischioso dilatare gli intervalli di collaudo.

LE AUTO SVIZZERE SI PREPARANO AL COLLAUDO – La proposta è partita dall'Ufficio Federale delle Strade (USTRA) che ha deciso di modificare gli intervalli periodici di revisione dei veicoli a motore, ritoccando il primo avviso da 4 a 6 anni. La decisione è maturata sul miglioramento degli standard tecnici che le auto moderne possono garantire rispetto al 1995, quando furono introdotti gli intervalli ancora in vigore. Inoltre, a differenza del sistema di revisioni italiano, in Svizzera sono i singoli Cantoni a convocare gli automobilisti per le revisioni, alle quali l'auto si presenta solo dopo essere stata in officina per un controllo preventivo (costo da 45 va 90 euro circa presso un Centro tecnico del TCS). Anche in Italia il meccanismo dovrebbe essere simile ma la certezza di superare la revisione con esito positivo è garantita, piuttosto che dalla preparazione del veicolo, dal rapporto cliente-esercente in uno dei 5 mila Centri Prova Autoveicoli privati autorizzati dalla Motorizzazione (vedi la denuncia di un tecnico sulle revisioni facili).

PERCHE' 6 ANNI? – “Le auto nuove sono molto affidabili e sicure. – spiega l'Ufficio Stampa del Touring Club Svizzero –  Infatti anche dalle nostre statistiche emerge che gli incidenti dovuti a pecche tecniche entro i sei anni sono ben al di sotto dell'1%”. Il nuovo intervallo, però, mira soprattutto ad uniformare e snellire il lavoro tra i vari Cantoni che ad oggi non seguono una linea comune. “Finora la regola era il primo collaudo dopo 4 anni dall'immatricolazione, il secondo dopo 7 anni e dal nono anno ogni due anni l'auto era chiamata al collaudo.” – Continua il TCS – Ora la Confederazione Svizzera ha deciso di allungare il periodo di convocazione con il primo collaudo dopo 6 anni, il secondo a 9 anni e poi ogni due anni. Questo perché dalle statistiche delle convocazioni ai collaudi traspare che molti Cantoni già ora convocano le auto al primo collaudo largamente dopo i 4/5 anni.” “Quindi, fissando la prima data a 6 anni ci si mette in linea con l'attuale andazzo e si dà, inoltre, ai Cantoni spazio per recuperare i ritardi accumulati nel tempo.” Conclude l'Ufficio Stampa del TCS.

IN ITALIA REVISIONI ALLO SBARAGLIO – Perché in Italia non potrebbe funzionare? Il rapporto degli italiani con l'auto è piuttosto conflittuale poiché anche se il 67% non riesce a farne a meno, la crisi e le tasse sempre più asfissianti costringono molti automobilisti a risparmiare sulla manutenzione. Figuriamoci poi se sarebbero disposti a sottoporre l'auto ad una pre-revisione (come dovrebbe avvenire normalmente con i controlli in officina) per mettere a posto i freni o l'inclinazione dei fari prima del collaudo vero e proprio. In questa direzione sarà difficile bloccare le finte revisioni italiane, poiché nonostante si sia mosso qualcosa con l'abolizione del timbro dell'officina, pagando il “disturbo” un modo per farla franca lo si trova sempre. In Svizzera, invece, i collaudi sono eseguiti dai Centri Tecnici Cantonali delle Sezioni della Circolazione e dal TCS (con un costo standard di circa 58 euro) mentre sono esclusi i garagisti privati, che invece preparano le auto dei clienti al collaudo. Ecco perché la recente modifica ha scatenato il malumore degli autoriparatori che difronte all'allungamento degli intervalli di revisione vedono ridimensionato il loro giro di affari.

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