Reportage Salerno – Reggio Calabria: stato dei lavori e cose non dette

SicurAUTO.it è stato sulla Salerno - Reggio Calabra, ha visitato i cantieri principali e constatato lo stato di avanzamento dell'opera. Ecco dove sta la verità e cosa, invece, non si racconta.

5 ottobre 2010 - 0:15

A fine estate abbiamo percorso da nord a sud la Salerno – Reggio Calabra, abbiamo visitato i cantieri principali e conosciuto gli uomini impegnati nel completamento di questa strategica infrastruttura che, ancora oggi, resta un cantiere interminabile. Ecco la verità sullo stato dei lavori. Ogni estate, durante l’esodo e controesodo più intenso, l’attenzione mediatica si sposta automaticamente sulla Salerno-Reggio Calabria, la “strada infinita” o, più semplicemente, la sintesi dell’italica arretratezza infrastrutturale. Più volte ne sono state denunciate le condizioni di insicurezza e troppe volte sono state mostrate ai TG immagini di vacanzieri bloccati per ore prima di potersi godere le meritate ferie estive. Tuttavia gli anni degli incolonnamenti infiniti sembrano ormai lontani e, non senza difficoltà, l’ANAS ha avviato un processo di cantierizzazione che dovrebbe garantire la fine dei lavori per il 2013. SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro e, grazie alla collaborazione dell’ANAS, ha visitato i cantieri principali, si è confrontato con gli addetti ai lavori e ha fotografato lo stato attuale dell’infrastruttura. In buona parte la situazione non è così disastrosa come si racconta, ma in alcuni punti la sicurezza dei viaggiatori è a rischio. Il traguardo del 2013 appare più politico che tecnico e le difficoltà territoriali di certo non aiutano. Tuttavia dietro a questa infrastruttura interminabile c’è un mondo fatto di persone che rischia la vita ed è su strada praticamente 24/24h, ci sono le intimidazioni della mafia, i rinvenimenti archeologici che bloccano i lavori e le aziende che, fallendo, abbandonano i cantieri. Insomma un vero percorso minato i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La prima “versione” di questa infrastruttura fu realizzata a cavallo degl’anni 60-70, il tutto in soli 6 anni di cantieri (fonte). Un vero record, tuttavia l’autostrada fu costruita senza corsia di emergenza e con raggi di curvatura troppo stretti e pericolosi (ci sono curve con raggio minore di 250 m, oggi gli standard puntano agli 800), quindi dopo pochi anni iniziarono i primi collassi e l’inevitabile aumento degli incidenti.

Alla fine degli anni ottanta il governo italiano si rese conto che l’autostrada doveva essere assolutamente ammodernata. Ciò nonostante dieci anni dopo la situazione non era ancora cambiata; se n’è accorse anche l’Unione europea, che obbligò l’Italia ad ammodernare la Salerno – Reggio Calabria secondo le normative europee.

Nel 1997 furono avviati i primi cantieri e la fine dei lavori era inizialmente prevista per il 2003, poi rinviata al 2008 e quindi nuovamente posticipata al 2013 (anche se i recenti comunicati del Ministro Matteoli parlano del 2014, vedi 4° parte del reportage). Ma la data fissata dall’attuale presidente Scanni appare sin troppo ottimistica sia agli addetti ai lavori che al personale impiegato nei cantieri… Speriamo abbia ragione lui anche perché la SA-RC fa parte del corridoio 1 Berlino-Palermo, nonché uno degli assi prioritari inclusi nella lista dei TEN (Trans European Network) varata dall’Unione Europea. Insomma è strategica per lo sviluppo del sud.

NORME – Sino al novembre del 2001 la costruzione delle infrastrutture stradali seguiva la normativa CNR 80 che, non essendo una vera e propria legge, forniva semplicemente nozioni di “buone pratiche” di progettazione che il tecnico poteva scegliere di seguire o meno. Un’assurdità insomma, e il risultato di tale anomalia si ripercuote ancora oggi sulle nostre strade. Con la legge obiettivo del 5/11/2001, invece, furono decisi gli standard minimi da rispettare con rigore durante la progettazione e l’ammodernamento delle infrastrutture stradali. Oggi nel caso in cui questi standard non possano essere rispettati (case vicine al tracciato, viadotti non ammodernabili, etc.), il progettista deve chiedere al Ministero una deroga specifica per il tratto in questione, ovviamente supportando il tutto con documentazione inappellabile. Solo a seguito di approvazione della commissione si potrà procedere con i lavori. Una forma di garanzia impensabile prima del 2001. Per ragioni di completezza va precisato che gli svincoli stradali seguono una normativa a sé stante, del 2006, così come le barriere di sicurezza che hanno una normativa aggiornata al 2004. La Salerno – Reggio Calabria non sappiamo però a quale normativa faccia riferimento. Abbiamo chiesto all’ufficio stampa ANAS di farci sapere se tutta l’infrastruttura già ammodernata sia conforme dal DM 5/11/2001 ma non ci hanno risposto… il dubbio che ancora oggi si costruiscano tratti con standard CNR 80 è supportato anche da una recente news su un appalto da poco assegnato. Resta da capire quali tratti sono CNR 80 e DM 2001, mistero (vedi 5° parte del reportage).

3 commenti

Ivan
0:39, 6 ottobre 2010

Mi fa piacere che esiste chi ancora oggi cerca di capire le stranezze dell'Italia, tiene informati i cittadini su questione di grande importande di cui purtroppo non si sente parlare su nessuno dei mass-media. Complimenti per il reportage. eccellente… Grazie

valerio
15:11, 6 ottobre 2010

Nessuno di quei responsabili intervistati vi ha detto però qualche cosa per le code dell'esodo e perchè ad ogni minima crisi in autostrada chiudono sempre l'a3 come a voler prevenire i problemi addossandoli alle strade laterali come la ss19, ss18, ss585, ss107, ss106, e numerose stradine provinciali e regionali. e poi si lamenta quell'ingegnere che prende 2000euro al mese. Ma chi li ha visti mai 2000euro al mese.

Io sono operaio della fiat e prendo, se faccio le notti, al massimo 1500euro sempre con lo stress che trapela dagli occhi (…). eppure sono laureato come lui. siamo un po tutti scontenti chi più chi meno. ma una cosa è certa nessuno vorrebbe rinunciare ne ai 2000euro al mese ne al protagonismo di un intervista.

Carissimi ragazzi di sicurauto avete comunque visto che l'a3 non é una cosa così semplice da capire. E' fatta di tante sfaccettature e funzionari pubblici: chi la dice cotta chi la dice cruda ma ognuno di loro ha problemi e certamente non sarà la vostra inchiesta a mettere luce su questa importante autostrada.

Andate a vedere le altre inchieste (Rai, libri, interrogazioni parlamentari, commissioni di inchiesta, ecc.) che sono state fatte in questi ultimi anni e vi accorgerete che non siete stati gli unici a fare chiarezza. Di chiarezza ce n'è fin troppa e troppi sono gli inviati che hanno scritto chilometri di carta, parlamento incluso. Ne e' stato scritto anche un libro. Ciao.

francesco
13:46, 11 ottobre 2010

Luigi ha sintetizzato in maniera professionale il grande impegno che ognuno da per contribuire alla crescita del PAESE ITALIA. E' un grande esempio di persona responsabile ed impegnata. AD MAIORA