Renzi, la messinscena dell'auto di proprietà

Matteo Renzi al Quirinale al volante di una Giulietta restyling: aveva la targa coperta. Cosa c'era da nascondere?

24 febbraio 2014 - 7:00

Il rapporto fra il neo-premier Matteo Renzi e l'auto non è dei migliori, come SicurAUTO.it ha già evidenziato qui: solo per fare un esempio, la sua Firenze è da anni al centro dello scandalo degli autovelox illegittimi. Dopo le innumerevoli sentenze dei Giudici di pace di Firenze, che danno ragione agli automobilisti; dopo le perizie tecniche; dopo le sentenze della Cassazione su casi analoghi contro i Comuni; è perfino arrivata l'ordinanza numero 60 del 19 marzo 2012 della Corte Costituzionale. Secondo cui gli autovelox fissi possono essere installati esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal Codice della strada; i Comuni non possono derogare a questa regola, adducendo come giustificazione la necessità “funzionale” di garantire la sicurezza. Ma questo è solo il primo capitolo. Come denuncia Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, nelle immagini della parata di Matteo Renzi che si è presentato al Quirinale al volante di una fiammante Giulietta restyling, i più attenti hanno notato che era impossibile leggere la targa della vettura. Come se gli addetti stampa di Renzi avessero raccomandato a fotografi e cameramen (cui sicuramente avevano anticipato i movimenti del futuro premier per farlo “adeguatamente seguire”) di non inquadrarla. Una cautela che non avevano usato per la vecchia Smart con cui Renzi si era recato la settimana scorsa all'incontro in cui ha fatto fuori Enrico Letta.

QUALE IL MOTIVO DI QUESTA CAUTELA? – Perché questa cautela? Sarà per caso, dice Caprino, perché quella Giulietta col nuovo turbodiesel duemila da 150 cavalli era intestata alla società Fiat Auto Var di Torino e quindi sostanzialmente è stata prestata a Renzi dalla Fiat? Lo si poteva largamente intuire: quell'auto, di colore bianco (notoriamente “fotogenico”) e completa di pack estetico, era il tipico esemplare “di parco stampa”, cioè di quelli che si danno in uso ai giornalisti per le prove su strada. Insomma, quella della Giulietta appare un passo falso rispetto alle tante mosse d'immagine che Renzi fa da anni e che si sono ovviamente moltiplicate in questi giorni. E non è stata nemmeno un'operazione originalissima: già il predecessore Letta si era presentato al Quirinale a ricevere l'incarico guidando personalmente come un comune cittadino un'anonima Fiat Ulysse. È un'operazione d'immagine, conclude Caprino. Tanto dal giorno dopo prendono il sopravvento le esigenze di sicurezza e – perché no? – di rapidità e comodità. Quindi vai con l'auto blu superblindata. Allora, potremmo risparmiarci la messinscena: meglio un sobrio taxi, pagato di tasca propria. Non è detto che sia stata la Fiat a offrire: probabilmente è lui che ha chiesto in prestito una vettura che potesse dare l'immagine voluta da lui e dal suo staff. Questione di stile, di opportunità e di trasparenza.

SUBITO ALLA PROVA – Al di là di quest'episodio, il Governo Letta lascia in sospeso diverse questioni. Per cominciare, il disegno legge RCA. Dopo lo stralcio dell'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che rivoluzionava il settore RCA, il Consiglio dei ministri s'era affrettato a creare un disegno legge identico proprio all'articolo 8. In particolare, le possibili nuove future norme obbligherebbero di fatto gli automobilisti, in caso di incidente, a rivolgersi a un carrozziere convenzionato: un indubbio regalo alle Assicurazioni, con pregiudizio dei diritti degli assicurati (che non potrebbero rivolgersi a un carrozziere indipendente, a meno di rischiare di sborsare denaro per la riparazione), e mettendo a rischio il futuro di 17.000 carrozzieri indipendenti. Che hanno appena manifestato a Genova (sabato 15 febbraio 2014) contro il disegno legge. Adesso, col Governo Letta, come si comporterà il Parlamento? Prenderà in esame il disegno legge RCA, così fortemente voluto dalle Compagnie, dal ministro dello Sviluppo economico Zanonato e dal sottosegretario Vicari?

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