Renzi e la sicurezza stradale: solo chiacchiere e distintivo?

Il nuovo presidente del Consiglio Renzi ha parlato di sicurezza stradale durante il discorso in cui ha chiesto la fiducia: solo propaganda?

25 febbraio 2014 - 14:45

Una ventata di freschezza, o il solito politico che è espressione dei poteri forti? Ai posteri l'ardua sentenza su Matteo Renzi, nuovo premier italiano. Che intanto fa già parlare di sé, e parecchio, in materia di sicurezza stradale. Gli va subito riconosciuto un merito, giacché non si può sempre essere critici e negativi verso tutti: è il primo presidente del Consiglio a parlare di sicurezza stradale durante il discorso in cui ha chiesto la fiducia al Senato. Sì, la sicurezza stradale è diventata, con Matteo Renzi, argomento di prim'ordine, non più relegato in uno degli innumerevoli disegni di legge che muoiono poche ore dopo la nascita, venendo dimenticato in un polveroso cassetto del Parlamento. Non solo tasse e ripresa economica nel suo discorso, ma anche la possibilità che in strada si muoia: eventualità che viene dimenticata spesso, per ignoranza, dai politici di spicco.

OMICIDIO STRADALE? PROBABILE MA NON COSÌ IMPORTANTE – Nel suo discorso, Renzi ha fatto riferimento alla morte del giovane Lorenzo Guarnieri. Immediato l'accostamento all'associazione Guarnieri, che si batte da anni a favore dell'introduzione del reato di omicidio stradale: quasi un omicidio volontario, con pene molto severe per chi uccide al volante in uno stato pesantemente alterato da droghe o alcol. È quindi probabile, ma non certo, che il premier spinga per l'istituzione di questo reato. Fra l'altro, le cose si sono complicate notevolmente negli anni: il ministro della Giustizia (del Governo Letta) Annamaria Cancellieri, nell'aprile 2012, quand'era ministro dell'Interno, si disse contraria. A inizio gennaio 2014, il primo dietrofront della Cancellieri: “Entro gennaio 2014, porterò in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l'introduzione del reato di omicidio stradale”. A inizio febbraio 2014, un'altra virata improvvisa della Cancellieri: occorre, questo il suo pensiero, “un intervento legislativo d'urgenza che non introduca una fattispecie autonoma di reato doloso, ma inasprisca le pene dell'omicidio colposo e selezioni le violazioni del Codice della strada in cui possa ravvisarsi azzardo e temerarietà con consapevolezza della pericolosità della condotta”. Una confusione che rispecchia i continui “stop and go” di questo disegno di legge da parte dei politici italiani. Una volta per tutte, a prescindere dalla validità della nuove possibili regole (comunque discutibili), vedremo se Renzi imporrà una linea definitiva per quanto riguarda l'omicidio stradale.

AUTOVELOX, A FIRENZE RENZI E' CAPITOLATO – Fatto il doveroso elogio a Renzi (sul cui operato vigileremo come abbiamo fatto con tutti, inclusi i criticatissimi Prodi, Berlusconi, Monti e Letta, coi quali la sicurezza stradale è stata ficcata in un angolino), va però anche evidenziato il cattivo rapporto dell'ex sindaco fiorentino con l'auto. Perché in passato, il “nuovo che avanza”, Renzi, s'è dimostrato vecchio e stantio quanto gli altri politici degli anni addietro. La sua Firenze è da anni al centro dello scandalo degli autovelox illegittimi: dopo le innumerevoli sentenze dei Giudici di pace di Firenze, che danno ragione agli automobilisti; dopo le perizie tecniche; dopo le sentenze della Cassazione su casi analoghi contro i Comuni; è perfino arrivata l'ordinanza numero 60 del 19 marzo 2012 della Corte Costituzionale. Secondo cui gli autovelox fissi possono essere installati esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal Codice della strada; i Comuni non possono derogare a questa regola, adducendo come giustificazione la necessità “funzionale” di garantire la sicurezza. Ma questo è solo il primo capitolo. Se già Renzi aveva fatto una brutta figura dopo la tardiva retromarcia sugli autovelox, hanno lasciato stupiti le parole di Antonella Manzione, comandante della Polizia municipale di Firenze, dopo la recente introduzione dei verbali con la riduzione del 30%: “Ora lo sconto si può ottenere anche presentandosi con il foglietto rosa”. Ossia il “verbalino” che si trova sotto il tergicristallo in caso di divieto di sosta. “Ma consiglio comunque tutti i cittadini che dovessero trovarlo sul parabrezza, prima di andare a pagare, di farsi contestare la multa da un vigile anche trovato per strada, oppure di rivolgersi al Nucleo operativo verbali e notifiche, in via delle Cascine 9. Solo così, con in mano il foglio di contestazione, un verbale ufficiale, nessuno potrà mai sollevare eccezioni sul termine dei cinque giorni: per uno sbaglio di calcolo si potrebbe correre il rischio di vedersi, in buona fede, raddoppiare la sanzione”. E chi ha già pagato senza sconto? Beffato dalla burocrazia.

LA MOGLIE DI RENZI SULLE CORSIE PREFERENZIALI – Più di recente, Panorama ha pubblicato un servizio fotografico in cui la moglie dell'allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, percorreva le corsie preferenziali a bordo dell'auto del marito. Nelle foto, si vede la monovolume dei Renzi in vari punti del percorso tra l'abitazione di Pontassieve e Poggio Imperiale, dove insegna Agnese Landini, moglie del primo cittadino candidato alla segreteria del Pd e alla guida dell'Italia. “La signora – dice il settimanale – è sola e, negli oltre 20 chilometri che separano casa dalla scuola, percorre tutte le volte che può le corsie preferenziali grazie a un permesso in bella vista sul cruscotto che qualifica l'auto come impegnata in 'servizio istituzionale'”. La moglie di Renzi ha affermato: “Ero in ritardo per andare a scuola, ho preso una corsia preferenziale, ho sbagliato. Non risuccederà. Mi scuso se ho offeso la sensibilità di qualcuno e mi spiace richiamare su di me e sul mio lavoro un'attenzione che non voglio. Sentirmi paragonata alla casta per aver percorso, sbagliando, qualche centinaio di metri di preferenziale mi sembra profondamente ingiusto. Ma mi aiuterà per il futuro a stare più attenta”. Sulla vicenda, bocca cucita di Renzi stesso: possibile che non sia intervenuto per stigmatizzare l'errore?

ACQUALONGA, SILENZIO MORTALE. ALTRO CHE SICUREZZA STRADALE! – Ma il silenzio che più ci ha fatto allontanare da Renzi è stato quello in seguito alla terribile disgrazia del pullmnan di Acqualonga, con 40 morti. Renzi non ha approfittato dell'occasione che gli ha Oliviero Beha dalle colonne del Fatto quotidiano, invitandolo a dire (e fare) qualcosa sulla tragedia del bus precipitato a luglio sull'autostrada A16 e, quindi, sulla sicurezza dei trasporto su gomma, su cui l'economia italiana si fonda. Proprio quel Renzi che aveva aderito al progetto di omicidio stradale. Proprio quel Renzi che vuole essere nuovo: ma si è dimostrato un vecchio politico non apre bocca sulla vicenda di Acqualonga, per non disturbare i poteri forti, per non infastidire qualche potente, perché gli interessi che ballano attorno alla autostrade “private” sono altissimi (LEGGI: Strage bus Irpinia: mistero sulla velocità. Sarà una nuova Ustica?). Ma cerchiamo di essere ottimisti: l'incidente cui Renzi ha accennato in Parlamento è solo il primo passo verso una politica nuova, che si occupi seriamente di sicurezza stradale e che affronti senza timori reverenziali anche vicende delicate come quella di Acqualonga? Vedremo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Quanto costa parcheggiare a Malpensa?

Green NCAP, il tool per misurare l’efficienza auto: come funziona

Test e-Fuel e Biodiesel: quanto diminuiscono le emissioni auto?