Renault Zoe, vendite sotto le attese

A fine 2013 saranno solo 10.000 le Zoe vendute, contro le 50.000 che si aspettava Renault

30 ottobre 2013 - 12:29

La Renault Zoe non vende, almeno non quanto il management del marchio transalpino vorrebbe. Secondo la società di analisi Inovev, il 2013 si chiuderà con circa 10.000 Zoe consegnate, cioè 40.000 unità in meno rispetto alle 50.000 preventivate. Stando ai numeri si tratta di un flop clamoroso, ma bisogna anche considerare che, forse, le previsioni della Renault erano un po' troppo ottimistiche. D'altronde, già a inizio anno il gruppo Renault-Nissan aveva rivisto a ribasso le proprie aspettative, annunciando che l'obiettivo di 1,5 milioni di veicoli elettrici nel 2016 non sarebbe stato raggiunto.

MANCANO LE COLONNINE – Eppure la Renault Zoe è forse la migliore auto elettrica attualmente in commercio. Lanciata a inizio anno, con uno stile piacevole ed avveniristico, buone prestazioni (0-100 km/h in 13,5 s e 135 km/h di velocità massima), un'autonomia teorica di 210 km e un prezzo ragionevole (circa 22.000 €), è stata venduta in 6.600 esemplari nei primi nove mesi dell'anno, diventando la Renault a zero emissioni più venduta. Numeri che evidentemente non bastano a decretarne il successo, mentre le cause vanno ricercate nella drammatica arretratezza dell'Europa nella disponibilità di colonnine di ricarica.

LA PAURA DI RIMANERE A PIEDI – In effetti, la paura più grande di ogni possibile acquirente di un'auto elettrica è quella di rimanere a piedi, seguita dalle perplessità sul non poter affrontare lunghi viaggi. Alcuni progetti, come quello inglese, stanno partendo, ma la sensazione è che la diffusione delle vetture a emissioni zero sarà molto più lenta di quello che molte case automobilistiche avevano previsto. Se il Gruppo Renault-Nissan ha impiegato 3 anni, da settembre 2010 a settembre 2013, per vendere 120.000 auto elettriche in tutto il mondo (83.000 Renault e 36.500 Leaf), ci vorranno altri due anni per arrivare alle 400.000 unità previste per il 2015.

L'IDEA DI BMW – Nonostante questi dati poco confortanti, l'industria dell'automobile mostra di credere in un futuro elettrico. Anche una Casa come BMW, che ha sempre fatto del piacere di guida una bandiera, si è buttata nell'avventura dell'elettrico, con un prodotto costoso e di alta classe come la i3. Attenzione, però, perché BMW ha fatto una scelta tecnica leggermente diversa, ovvero quella di rendere disponibile un range extender, ovvero un piccolo motore a benzina di derivazione motociclistica, che può aumentare l'autonomia quando l'elettricità finisce. Sarà questa la soluzione per sconfiggere le paure degli automobilisti?

1 commento

Michele
14:35, 30 ottobre 2013

Concordo pienamente con il commento precedente.
Il problema è che le auto EV come oggi concepite dovrebbero avere dall'altra parte la possibilità di godere di trasporti pubblici efficienti. Altrimenti si rischia di dover avere due auto, una elettrica per gli spostamenti brevi, una col motore termico per quelli lunghi.
Il prezzo poi è e rimane un pesante fardello. Senza corposi incentivi, non si va da nessuna parte, anche perché i prezzi rimangono comunque alti.
A parte questo risultato di vendite, che dovrebbe far tremare i polsi ai vertici di Renault, quello che è peggio è che nel nome delle EV si è cassata da parte dei produttori francesi qualsiasi altra alternativa a gas, in particolare le vetture a metano (vedasi ad esempio il Citroen Berlingo 1.6 GNV, presentato a Francoforte nel 2009 e rimasto allo stadio di prototipo, se oggi fosse a listino venderebbe senza se e senza ma, e le fantastiche iniziative come l'accordo del 2005 per aprire 300 distributori di metano entro il 2010, ma nulla è successo). E di suo ci ha messo non poco il governo francese che, con la “sbornia” per le EV, ha cassato gli incentivi di 2mila Euro per le auto a metano e gpl facendo crollare le auto con quel tipo di alimentazione in Francia.

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