Renault svela uno studio sulla qualità dell'aria a Roma nel 2020

La casa francese ha commissionato una ricerca su come sarà l'aria di Roma nel 2020 con e senza i veicoli elettrici. Ecco i risultati

10 maggio 2012 - 6:00

Le attività di Renault per promuovere la diffusione della sua gamma di veicoli a batteria sono in pieno svolgimento. Tra le iniziative intraprese nell'ultimo periodo c'è l'affidamento a due società specializzate in indagini ambientali (ARIA Techonologies e Arianet), in collaborazione con Roma Capitale, Agenzia per la Mobilità e ARPA Lazio, di una ricerca sull'evoluzione della qualità dell'aria a Roma qualora si diffondesse l'utilizzo di veicoli elettrici. I risultati sono stati presentati nei giorni scorsi durante la 5a edizione di MoTechEco, il salone della mobilità sostenibile che si chiude oggi nella capitale.

ECCO COME È STATA IDEATA LA RICERCA – I criteri d'indagine della ricerca hanno preso in considerazione l'attuale qualità dell'aria a Roma sviluppando poi una proiezione al 2020 basata su simulazioni effettuate su due diverse scale, una di grandi dimensioni (km 50 x 50), con valutazione secondo un modello che tiene conto del trasporto, della conversione chimica e della ricaduta al suolo di sostanze inquinanti, e una più piccola (km 1 x 1), con focus sul centro storico cittadino, dove il modello ha considerato la variabilità meteorologica e la dispersione su superfici di pochi metri (3 x 3) adatta a valutare l'impatto delle emissioni in ogni via. Tali emissioni, riferite al traffico veicolare, sono state stimato in base ai dati forniti dall'Azienda per la Mobilità sul parco circolante e sui carburanti per le diverse zone della città. Poiché è noto che per valutare correttamente le emissioni di un veicolo elettrico va considerato che esse sono nulle allo scarico, ma non intorno alla centrale elettrica che produce l'energia per ricaricare le batterie del veicolo stesso, si è tenuto conto anche dell'impatto ambientale dell'aumentata produzione di elettricità necessaria alle ricariche veicolari. Gli scenari meteorologici considerati sono stati quello estivo, caratterizzato da elevate concentrazioni di ozono, e quello invernale, che vede invece alte percentuali di NOx e di particolato. Per quanto riguarda la percentuale di veicoli a batteria in circolazione nel 2020, sono state ipotizzate due situazioni, una “base” e l'altra definita “virtuosa”: la prima senza tali veicoli, la seconda con le percentuali seguenti rispeto al totale del parco circolante:

  • nella ZTL: 23% di auto, 24% di veicoli commerciali e 27% tra veicoli a due ruote e quadricicli;
  • nelle altre zone: 7,5% di auto, 10% di veicoli commerciali.

I RISULTATI – Le simulazioni basate sullo scenario “base”, quello con assenza di veicoli elettrci, indicano che nel 2020 si otterrebbe comunque un miglioramento della qualità dell'aria romana per effetto del naturale rinnovo del parco circolante con modelli più puliti. In genarale si otterrebbe un abbattimento delle sostanze inquinanti compreso tra il 5% (per l'anidride solforosa, SO2) e oltre il 50% (per la polveri sottili, PM10), le concentrazioni di diossido d'azoto (NO2) e di ozono (O3) rientrerebbero nei limiti di legge e al di fuori di tali limiti ci sarebbe solo la concentrazione di benzene. Ben diversi i risultati dello scenario “virtuoso”, con le percentuali di veicoli elettrici prima riportate: il monossido di carbonio (CO) e il benzene si ridurrebbero di circa il 30% rispetto ai valori dello scenario precedente, mentre il monossido d'azoto (NO), il diossido e le PM 10 diminuirebbero del 14%. Di contro, aumenterebbero leggermente, di circa lo 0,2%, le concentrazioni di ossidi d'azoto (NOx) e di monossido di carbonio dovute alla produzione di energia elettrica supplementare per alimentare i veicoli a batteria. Complessivamente, il contributo del traffico veicolare all'inquinamento scenderebbe del 5% rispetto a quello previsto nello scenario “base”.

LE CONCLUSIONI DELLO STUDIO… – Secondo lo studio, “lo scenario virtuoso risulta molto efficace nella riduzione dell'esposizione della popolazione alle sostanze inquinanti. Quindi, l'impatto positivo sulla salute dei cittadini è un ulteriore elemento da tenere in considerazione nella compensazione di eventuali investimenti volti a favorire l'adozione di veicoli elettrici da parte della cittadinanza”. In particolare, conclude lo studio, si verificherebbe una riduzione di circa il 70% del numero di abitanti esposti a concentrazioni di benzene superiori a 4 microgammi/m3 e di circa il 47% espori a quelle di diametro maggiore di 2 microgrammi/m3.

…E QUELLE DI RENAULT – La casa francese (è bene ricordare che lo studo è stato commissionato da Renault) auspica che a livello nazionale e locale vengano adottate misure volte a creare e sviluppare il mercato della mobilità elettrica. “La ricerca – ha commentato Francesco Fontana Giusti, Direttore della Comunicazione di Renault Italia – è un elemento importante sulla quale Renault ha basato la propria strategia di sviluppo di una mobilità 100% elettrica realmente sostenibile e alla portata di tutti. Tutti gli studi di cui disponiamo evidenziano i significativi vantaggi ambientali, sanitari, industriali ed economici dei veicoli elettrici, e rappresentano la base sulla quale costruttori automobilistici, società energetiche, governo ed amministrazioni locali devono collaborare per costruire insieme una nuova mobilità più rispettosa dell'ambiente e delle persone. In questo lavoro di squadra giocano un ruolo determinante le amministrazioni con politiche di mobilità volte ad incentivare l'adozione dei veicoli elettrici ed il loro utilizzo”.

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