Rednoze: le statistiche del finto farmaco antialcol

L'iniziativa sul falso spray per ingannare gli etilometri ha permesso di ricavare dati preziosi. E sulla segnalazione all'Antitrust si scopre che...

17 gennaio 2012 - 18:00

La campagna pubblicitaria del Rednoze, il falso farmaco che doveva ingannare gli etilometri e che ha suscitato scalpore (ma anche una valanga di critiche), ha colpito nel segno. Grazie all'iniziativa, organizzata dal Modavi (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) e ideata dalla Kook Artgency, un'agenzia di comunicazione specializzata in marketing non convenzionale, sono stati accumulati dati significativi sulle abitudini “alcoliche” di chi ha cercato di procurarsi lo spray su internet.

IL QUESTIONARIO – L'acquisto “impossibile” di un farmaco inesistente ha però costretto gli interessati a venire allo scoperto e a compilare un questionario vero piazzato online. Per chi s'è perso la vicenda (che ha visto SicurAUTO farsi complice consapevole dell'iniziativa dopo averne scoperte, tramite un buon fiuto giornalistico e qualche telefonata, le vere finalità), ricordiamo che il farmaco, con grande dispiacere di chi pensava di procurarselo per beffare le forze dell'ordine, non esiste affatto: era semplicemente un'invenzione, una campagna di sensibilizzazione sul problema delll'ebbrezza al volante messa a punto per lanciare un messaggio: non ci sono spray miracolosi che annullano l'effetto di una sbornia: l'unico metodo infallibile per non prendere multe salate e sanzioni accessorie ancora più gravi dovute all'ebbrezza alcolica (in base agli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada) è quello di non bere.

UNO SU 10 L'AVREBBE ACQUISTATO – Dai questionari compilati e spediti online dagli “acquirenti” del Rednoze sono stati ricavati oltre 2 mila profili (cioè, quelli degli utenti più difficili da raggiungere con i metodi tradizionali) dai quali emergono numeri interessanti. Il numero dei tentativi d'acquisto sul sito www.rednoze.it è risultato pari al 10,7% delle visite complessive. Insomma, pur tenendo conto del fattore “semplice curiosità”, il dato indica che circa un visitatore su 10 è più interessato a un sistema che gli permetta di eludere i controlli che a risolvere i suoi problemi dovuti al rapporto scorretto con l'alcol. L'89,2% di chi voleva realmente acquistare lo spray è di sesso maschile e la maggior parte ha un'età compresa tra i 23 e i 32 anni. Il 65% di loro dichiara di avere un tasso alcolemico superiore al limite massimo che consente la guida già al momento di entrare in un locale, ma il 70% afferma di non essersi mai sottoposto a un alcoltest negli ultimi tre mesi, il che la dice lunga sulla sottovalutazione del problema o, peggio, sulla completa noncuranza degli interessati.

MANCA LA CULTURA DELL'AUTOMISURAZIONE – Eppure, come afferma Irma Casula, presidente di Modavi, “i locali che vendono alcolici sono obbligati ad esporre gli strumenti per l'automisurazione del tasso alcolemico. Ciò può indicare solo due cose: o che i locali stessi non rispettano la legge, o che c'è ancora una grave carenza culturale sull'argomento. Delle due l'una, però credo che il problema non siano i locali, ma i clienti, a cui manca del tutto la cultura dell'automisurazione. È su questo che bisogna intervenire. Vorremmo evidenziare la necessità di portare la prevenzione non solo nelle discoteche, ma anche in altri contesti, erroneamente considerati meno a rischio, come i pub e i ristoranti. Tra le prossime iniziative del Modavi – ha concluso Irma Casula – potrebbe esserci proprio questo obiettivo, e forse sceglieremo nuovamente metodi provocatori e non convenzionali”.

NESSUNA SEGNALAZIONE ALL'ANTITRUST? – Insomma, chi ha attuato la campagna Rednoze è soddisfatto dei risultati ottenuti con i metodi non tradizionali tipici del guerrilla marketing. Ossia, proprio quei metodi che invece hanno generato molto scetticismo tra chi, a torto o a ragione, è convinto che si possa contribuire alla sicurezza stradale solo utilizzando quelli tradizionali, come Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS), che SicurAUTO ha interpellato telefonicamente qualche giorno fa per comprendere meglio la sua posizione. La dirigente ha confermato la sua ferma contrarietà a un'iniziativa definita “inopportuna” confermando che in merito è stata inoltrata una segnalazione all'Antitrust (cioè l'Autorità che vigila anche sulla correttezza delle inserzioni pubblicitarie) affinché accerti se la campagna Rednoze ha violato le leggi. Lo stesso, in un suo comunicato, ha dichiarato di aver fatto l'ASAPS, l'Associazione Amici e Sostenitori della Polizia Stradale.

RETTIFICA di SicurAUTO

In merito alla mancata segnalazione all'AGCM, come da noi inzialmente riportato, SicurAUTO prima di affermarlo ha preventivamente chiamato l'ufficio stampa dell'AGCM il giorno 16 gennaio alle ore 18:00. Non riuscendo ad avere una risposta immediata sull'argomento si è deciso per un ricontatto verso le ore 11:00 del giorno 17 gennaio. Ricontatto che ha permesso all'ufficio stampa, previo accertamento con il funzionario delegato del dipartimento “Tutela del consumatore settore Agroalimentare e Trasporti”, di escludere una qualche segnalazione all'Antitrust di un prodotto denominato “Rednoze” o “Red noze”. Avendo ricevuto tale risposta negativa abbiamo scritto la riflessione che si leggeva sul nostro sito (che non era un attacco all'ASAPS ma una semplice puntualizzazione sui fatti sino a quel momento accertati).

Questa mattina (19 gennaio) alle ore 9:40 abbiamo ricontattato l'ufficio stampa dell'AGCM per cercare di capire cosa fosse successo. Solo oggi ci hanno confermato che la segnalazione esiste e che non era ancora arrivata al funzionario delegato, poiché l'Antitrust ha recentemente subito una “rivoluzione” interna (dovuta al cambio dei vertici, a tutti noto) e un ridimensionamento del personale al settore protocollo. Pertanto la segnalazione si era ancora fermata al protocollo e non risultava agli atti. Da qui l'informazione errata fornita in assoluta buona fede da un membro dell'ufficio.

Pertanto, alla luce di quanto emerso, abbiamo modificato il nostro articolo e ci scusiamo per l'errore. SicurAUTO.it non è solito inventarsi nulla e, agendo in totale buona fede, è stato tratto in errore da un'informazione non corretta fornita da una fonte più che accreditata. SicurAUTO conosce da sempre le importanti attività dell'ASAPS e ne riconosce le finalità positive. Proprio per questo abbiamo sempre rilanciato le vostre iniziative. Attività che continueremo senza problemi. La sicurezza stradale è una finalità troppo importante che va perseguida tutti insieme. Noi abbiamo deciso di occuparci prevalentemente della cultura e della tutela del consumatore auto/moto (vedi il recente richiamo di oltre 62.000 Matiz con ABS difettoso che abbiamo ottenuto dopo mesi di battaglia) voi della parte giuridica. I nostri ruoli sono assolutamente complementari, lavoriamo insieme per il bene di tutti.

Crediamo molto nel lavoro delle forze dell’ordine e proprio per questo abbiamo realizzato l’iniziativa “In pattuglia con la Polstrada” dando visibilità agli “uomini comuni” al servizio della sicurezza dei cittadini.

1 commento

Redazione
9:34, 19 gennaio 2012

Entro la mattina chiariremo l'equivoco sulla segnalazione descrivendo puntualmente, ora dopo ora, tutti i passaggi che abbiamo seguito per ottenere l'informazione dall'AGCM (poi rivelatasi errata).

Tuttavia noi abbiamo contattato direttamente la fonte, cioè l'ufficio stampa dell'AGCM.

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