Rca, tariffa unica addio

Gli automobilisti virtuosi del Sud Italia, che non fanno incidenti, continueranno a pagare tariffe Rca molto più care rispetto a chi abita al Nord

30 aprile 2012 - 6:00

Monta la polemica dopo il no del ministero dello Sviluppo economico alla tariffa Rca unica nazionale. La Legge liberalizzazioni, così com'era stato emendato il Decreto in Parlamento, pareva garantire agli assicurati virtuosi del Sud Italia, che non fanno mai incidenti, la stessa tariffa del del Nord (dove si paga meno, perché si verificano meno sinistri). Invece niente, oggi come ieri, il napoletano paga molto più dell'aostano. Con le forti reazioni del mondo politico all'interpretazione ministeriale.

PRIMA CLASSE – Va premesso che si parla di assicurati in prima classe di merito, senza incidenti da anni, mai in odore di truffa né di colpo di frusta inventato: il guidatore di Napoli virtuoso, il casertano onesto, il foggiano integerrimo. Come ce ne sono tantissimi, la maggior parte. È che quelle poche mele marce (che organizzano le frodi assicurative) e un'elevatissima incidentalità rendono le Rca salate (con punte di 7.000 euro l'anno), inducendo in qualche caso le Assicurazioni a chiudere le agenzie nel Meridione.

PONTONE KO – Il ministero ricorda che “una ragionevole e legittima interpretazione della norma dovrebbe includere nelle differenziazioni tariffarie quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori”. Eppure, il senatore Franco Pontone aveva proposto l'emendamento a favore della tariffa Rca unica: “Per le classi di massimo sconto – così dice la Legge -, a parità di condizioni soggettive e oggettive, ciascuna delle Compagnie deve praticare identiche offerte”. Ossia, con la stessa macchina, la stessa classe virtuosa, la stessa età e identiche altre caratteristiche, Rca del Sud come quelle del Nord. Vittorio Verdone, direttore del settore auto dell'Ania (Assicurazioni), sin da subito s'era opposto: “I parametri sulla frequenza dei sinistri sono molto diversi da Provincia a Provincia, quindi vedere la disposizione come l'introduzione di un obbligo di tariffa unica è fuorviante. E contrario alla normativa comunitaria che vieta interventi degli Stati sulla libertà tariffaria”.

REAZIONI – Ma l'europarlamentare del Pd, Andrea Cozzolino, non ci sta: “Aver fatto saltare dal testo delle liberalizzazioni la tariffa unica virtuosa per le Rc auto è un'autentica vergogna”. Idem Federconsumatori: “Anziché aiutare le Compagnie, si aiutino i cittadini attraverso norme per una maggiore competitività di sistema”. Ovviamente soddisfatta la Lega Nord che, immediatamente dopo aver votato contro l'emendamento, aveva protestato: “A Napoli e in certe aree del Sud – parole del presidente dei senatori della Lega Nord Francesco Moro – pagano di più perché il tasso di incidenti è più del 25%, tra i più alti a livello europeo”.

I DUBBI – Al di là della replica del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti (“Non esiste nessuna questione Nord-Sud, dal momento che l'incidentalità risulta differenziata anche tra aree interne al Nord e al Sud”), qualcuno temeva che un eventuale ribasso della tariffa nel Mezzogiorno avrebbe comportato un rialzo di quella del Settentrione. Non lo sapremo mai.

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