RCA: quando vedremo i primi ribassi?

Sempre più in fermento il settore RCA: per ora, non si vedono riduzioni tariffarie all'orizzonte

11 gennaio 2013 - 10:33

Unapass e Adiconsum sono partner in EBIC, ente che riunisce intermediari e consumatori, e firmatari  di un accordo operativo finalizzato alla riduzione del costo delle polizze assicurative RC Auto: “Nei mesi scorsi – spiegano – ci siamo attivati affinché nei provvedimenti governativi fossero introdotte misure per la lotta alle truffe, per favorire la collaborazione tra intermediari, per l'eliminazione delle micro invalidità permanenti e per la mobilità e la tutela degli assicurati. È certo che queste misure stanno già generando risparmi per le assicurazioni, ora dobbiamo impegnarci tutti affinché vengano trasformati quanto prima in una percentuale di sconto a 2 cifre sulle tariffe”. Ecco il guaio: a fronte di continue novità di legge, non si vedono i ribassi tariffari auspicati.

SUD BOLLENTE – Al contrario, 1,4 milioni di assicurati che nell'anno precedente hanno causato almeno un sinistro subiranno rincari RCA. Addirittura, sono 60.000 gli automobilisti di Napoli e provincia che nel nuovo anno, dopo aver dichiarato uno o più incidenti nel 2012, pagheranno tra gli 80 e i 270 euro in più di RCA. Il dato, quello degli assicurati destinati al cambio classe, che raddoppia, schizzando a quota 120.000, se si estende il dato all'intera regione Campania. Regione che, per quanto riguarda le polizze, rappresenta un problema all'interno della questione italiana RCA: è chiaro che i costi vengono poi spalmati a livello nazionale, e che a pagare sono anche i guidatori virtuosi (che non causano incidenti) sia al Sud sia nel resto del Paese.

INCIDENTI – A nulla giova il fatto che, nel 2012, i sinistri siano diminuiti del 5,5%: 80.092 quelli rilevati da Polizia stradale e Carabinieri (13.090 in meno rispetto al 2011), con 117 vite salvate (-5,5% deceduti) e 10.748 feriti in meno (-15,8% rispetto al 2011) fuori città. Ma a fronte di questo calo di sinistri, le Assicurazioni hanno già fatto muro a fine anno: i numeri assoluti in possesso delle Compagnie sono ben superiori a quelli indicati dal rapporto Istat 2011 da cui si rilevano 205.638 incidenti e 292.019 feriti. Stando alle Assicurazioni, siamo a quota 3,1 milioni, mentre il numero dei feriti supera i 900.000, di cui 100.000 invalidi permanenti gravi. Perché questa differenza? Semplice: nelle rilevazioni Istat vengono inseriti solo gli incidenti dove c'è stato intervento delle Forze dell'ordine e i feriti che sono ricorsi al ricovero ospedaliero, nei dati dell'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) vengono inseriti tutti i sinistri e i feriti, anche lievi, denunciati alle Compagnie.

TOCCA ALL'AUTOMOBILISTA – Adesso, con l'abolizione del tacito rinnovo (il contratto si prolunga solo dietro esplicito consenso), l'automobilista sarà maggiormente spinto a valutare le offerte delle altre Assicurazioni, e non potrà restare incagliato nella vecchia Compagnia. È anche l'assicurato, allora, che deve spingere le Imprese a farsi più concorrenza, e a far sì che abbassino le tariffe: occorre essere molto più mobili, cercare prezzi e condizioni più convenienti, e magari muoversi spesso da un'Assicurazione all'altra, anche ogni anno.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Cupra Born elettrica al top nelle prove di Green NCAP

Sciopero 10 ottobre 2022

Sciopero 10 ottobre 2022 trasporto pubblico: orari e fasce garantite

Giovani al volante: perché non rispettano le regole?