RCA, polemiche feroci

Polemiche dopo la decisione del Consiglio dei ministri di rivoluzionare la RCA

7 febbraio 2014 - 7:00

La telenovela della RCA si arricchisce di una puntata. Poche ore fa, SicurAUTO.it, con dovizia di particolari, vi aveva raccontato che l'articolo 8 del decreto Destinazione Italia (varato dal Governo Letta a fine dicembre 2013) era stato stralciato il 5 febbraio, cioè cancellato: niente rivoluzione della RCA, niente risarcimento in forma specifica, che (“girando” i danneggiati alle carrozzerie convenzionate con le Assicurazioni) lede pesantemente i diritti degli automobilisti e mette a rischio il futuro di 17.000 carrozzieri indipendenti. Quell'articolo 8 era un regalo alle Compagnie, che da anni chiedono regole del genere, tanto da indurre la commissione Giustizia a stroncare la riforma RCA. Ma la protagonista della seconda puntata della telenovela era la senatrice Simona Vicari, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, che commentava così: “Saranno i cittadini a pagare le conseguenze della decisione delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera di sopprimere l'articolo 8 del Decreto Destinazione Italia, nel quale erano contenute le norme proposte dal governo riguardanti il settore della RC Auto. Infatti, non ho condiviso e ho espresso chiaramente la mia contrarietà nel corso della riunione della commissione. È un segnale di debolezza della politica, che nel dibattito parlamentare non è stata in grado di raggiungere una mediazione capace di salvaguardare il lavoro svolto in questi mesi. Con la decisione di sopprimere l'articolo 8 non solo si vanifica il lavoro di mesi, continuato anche a Palazzo Chigi, ma soprattutto si scaricano, chissà per quanto tempo, sui cittadini gli effetti di una decisione che, invece, avrebbe prodotto vantaggi in termini di riduzione di prezzi e di tariffe”.

INTERVIENE L'ANIA – Terza fondamentale puntata, l'opinione dell'Ania (Associazione delle Assicurazioni) che, come si vedrà, ha poi avuto un peso notevole: “Lo stralcio dell'articolo 8 vanifica nell'immediato l'intenzione del Foverno di assicurare, grazie all'approvazione del provvedimento, una riduzione strutturale delle tariffe RCA in Italia, obiettivo fortemente condiviso dal settore assicurativo. Avevamo apprezzato molte norme contenute nell'articolato, in particolare quelle antifrode, in grado di incidere significativamente sulla struttura dei costi dei sinistri. Ancora una volta la politica decide di non decidere, pressata da spinte corporative di categorie interessate esclusivamente all'intermediazione dei risarcimenti ai danni dei consumatori. Si è perso un'occasione per approvare provvedimenti in grado di favorire comportamenti virtuosi degli assicurati e di contrastare efficacemente diffusi fenomeni di grave illegalità e di evasione fiscale”. Un'Ania comunque contraria agli sconti RCA imposti per legge.

QUARTA PUNTATA – Poi, la sorpresa del 6 febbraio. “Il Consiglio dei ministri – ha annunciato la Vicari – ha approvato un disegno di legge che riprende il testo dell'articolo 8 del Destinazione Italia. Rimane il rammarico per l'occasione persa con la soppressione dell'articolo 8, e che avrebbe consentito immediatamente ai cittadini di beneficiare di una riduzione dei costi delle tariffe”. Un disegno di legge teso – in teoria – a ridurre i costi dell'assicurazione auto, per vanificare le richieste fraudolente di risarcimento e assicurare riduzioni del premio assicurativo. Questo meccanismo abbasserebbe il prezzo finale per il consumatore, rispetto all'anno passato. Il disegno di legge prevede una serie di sconti per i consumatori e sanzioni, in caso di violazioni, per le assicurazioni. Il meccanismo di sconti e sanzioni può essere così sintetizzato: sconto del 7%, sulla media dei prezzi regionali, per l'applicazione della scatola nera (sanzione da 5.000 euro a 40.000 euro in caso di mancata pubblicità o comunicazione); sconto del 5% e del 10% per risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate; sonto del 4% per il divieto di cessione del diritto al risarcimento (sanzione da 5.000 euro a 40.000 euro in caso di mancata pubblicità o comunicazione); sconto del 7% per prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti convenzionati con le imprese assicurative (sanzione da 5.000 euro a 40.000 euro in caso di mancata pubblicità o comunicazione). Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%. Esempio: chi pagava un premio RCA di 1.000 euro all'anno, avrà una decurtazione a 770 euro.

SI ATTENDE LA REAZIONE – Ovviamente, a questo punto, si attende la reazione delle sigle della Carta di Bologna: Federcarrozzieri, Associazione familiari vittime della strada, Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni, Assoutenti, Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani, Organismo unitario dell'avvocatura, Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa, Associazione culturale Mo Bast!, Associazione Valore uomo, Sportello dei diritti. Che per settimane, con una forte propaganda online, hanno ostacolato l'approvazione dell'articolo 8. Ora riproposto con un disegno di legge. Tanto che Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, annuncia “un'altra dura battaglia sul web: sarà ancora mobilitazione, come e più di prima”. Sarà battaglia pure in Parlamento, anche perché, oltre alla commissione Giustizia (che con un parere autorevole ha bocciato la riforma RCA), ci sono diversi esponenti politici a essere contrari all'articolo 8 e quindi al nuovo disegno di legge: in particolare, Marco Di Stefano (Pd), Antonio Boccuzzi (Pd), Andrea Colletti (M5S) e Daniele Pesco (M5S). Molto combattivo anche Furio Truzzi, presidente Assoutenti, chiaramente contrario all'articolo 8: “Ripartiremo da Genova con una grande evento previsto per il 15 febbraio per la riforma della RCA, perché il sistema assicurativo nel nostro Paese va profondamente rivisto, in particolare quello legato alla assicurazione obbligatoria del veicolo: diremo no al nuovo disegno di legge”. La patata bollente passa al Parlamento, e ne vedremo delle belle, perché sono in gioco interessi pesantissimi, con le lobby delle Assicurazioni in forte pressing al fine di garantirsi regole richieste da anni.

1 commento

Bruno
15:17, 7 febbraio 2014

E' solo una questione di mafia , infatti nessun rappresentante calabrese si è mai occupato di rendere giustizia ai suoi elettori in merito a tantissime cose , tra queste le R.C.A. .Perchè la cosa non li riguarda ? Semplice , prima di tutto perchè favoriscono le compagnie e ciò probabilmente non senza un proprio tornacono . Secondo motivo è che buona parte delle filiali sono in mani dubbie .. Ora se questo comportamanto non è da definire mafioso , mi sapete spegare cosa significa la parola mafia ? Certo è che quando si parla di mafia ci si riferisce a d organizzazioni mirate all'accumulo di grandi capitali in modo illecito , allora per esempio è lecito che i meridionali siano spremuti come limoni dalle compagnie assicuratrici e che i nostri politici facciano finta di non sapere ? Chi controlla se effetivamente non sanno niente e i loro conti bancari e da dove arrivano i soldi ? E' veramente una storia dalla definizione inqualificabile , il sud è veramente un feudo e più che essere rappresentati da politici siamo tenuti in ostaggio da BRAVI .

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