RCA piagnisteo delle Assicurazioni

Le Assicurazioni macinano profitti ma chiedono altre nuove leggi al Governo

3 novembre 2014 - 10:00

S'è appena svolto l'Annual assicurativo del Sole 24 Ore, ed ecco le parole del presidente Ania (Associazione delle Compagnie) Aldo Minucci: “Sono particolarmente contento dell'invito a partecipare all'Annual assicurativo del Sole 24 Ore, giunto alla 16° edizione. Le rilevazioni dell'Ania indicano che l'utile netto delle Compagnie, nei primi sei mesi del 2014, si è attestato a 3,8 mld e si confronta con i 3,1 miliardi del 2013”. Ma poi una considerazione pesante che riguarda il settore RCA: “Il ciclo dell'auto sta insomma invertendo il suo trend e se non interverranno quelle riforme strutturali in grado di contenere i costi dei sinistri, così come sollecitato da tempo dal settore assicurativo, è già prevedibile che il ramo della RCA tornerà ad accumulare perdite creando con ciò le condizioni per nuovi incrementi tariffari”. In particolare, le Assicurazioni, che macinano profitti a tutto andare anche nel ramo RCA (circa due miliardi di euro in un anno), che cosa chiedono? Sono otto anni, dice Minucci, che il settore attende il varo delle nuove tabelle sulla valutazione delle lesioni gravi. Il relativo decreto è già passato al vaglio di numerosi ministeri e del Consiglio di Stato ma ancora non è stato varato da Consiglio dei ministri. Le nuove tabelle, questa la tesi Ania, dando certezze sull'entità dei risarcimenti assicurativi, oggi esposti alla discrezionalità dei tribunali, consentirebbero di ridurre di circa il 3% i prezzi delle polizze pur mantenendo all'Italia un primato a livello europeo sul livello complessivo degli indennizzi.

C'È CHI SI OPPONE – In teoria, queste nuove tabelle – se mai diverranno operative – avrebbero l'obiettivo di abbassare le tariffe RCA, facendo calare i costi a carico delle Compagnie. Ma per le Vittime della strada si preannunciano gravissime sperequazioni sotto il profilo della retroattività del provvedimento. Inoltre, è da indicare l'antidemocraticità del provvedimento in questione, ponendosi in netto contrasto con la volontà espressa dal Parlamento il 26 ottobre 2011, che ha votato pienamente la mozione Pisicchio con 248 voti a favore e solo 6 contrari. Un provvedimento che, per salvaguardare gli interessi delle Assicurazioni, vorrebbe mettere da parte anche le indicazioni della Cassazione (sentenza 12408 del 7 giugno 2011) che ha esteso a tutto il territorio nazionale i diffusissimi valori indicati nella Tabella del Tribunale di Milano, frutto di scrupolosa elaborazione e assiduo aggiornamento. “Ecco cosa succederà se sarà approvato l'improvvido decreto – dicono le Vittime della strada -. Esempio: un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell'avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle Milanesi, con un ammontare che va da un minino di € 384.000 fino a un massimo di € 480.000 (compresa la personalizzazione). Con le nuove tabelle il risarcimento sarà € 222.000, quindi più che dimezzato costringendo la Vittima ad affrontare un lungo e incerto contenzioso per ottenere forse un maggiore importo”. Il Cupsit (Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali, di Stefano Mannacio) protesta da anni affinché si anteponga il diritto alla salute e il suo integrale risarcimento all'utile di bilancio delle Compagnie assicuratrici. La tabella, infatti, viene reputata dal Cupsit non corrispondente alla realtà biologica: il valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità è del tutto inadeguato a risarcire equamente il danno a un bene prezioso quale il bene salute.

IL GUAIO FRODI – C'è poi il secondo problema evidenziato da Minucci (Ania): le frodi nel mondo assicurativo. Secondo le indiscrezioni raccolte da SicurAUTO.it, le Compagnie sono in forte pressing sui nostri politici: i più attenti alle cose della RCA si ricorderanno la vicenda dell'articolo 8 del decreto Destinazione Italia (era l'inizio del 2014), che ricalcava le posizioni delle Assicurazioni, e che poi venne stralciato all'ultimo momento. Ebbene, adesso stando a voci di corridoio, sarebbe in arrivo un disegno legge che ricalca proprio quell'articolo 8 mai entrato in vigore. Come dire: le Compagnie non si arrendono mai, e cercano con la loro costante, seppure legittima, opera di lobbying di ottenere altre regole che consentano di accescere il loro business. Il disegno legge RCA che pare in arrivo contiene anzitutto l'obbligo di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. In caso di incidente, l'automobilista viene indirizzato al carrozziere convenzionato, con grave pregiudizio del futuro dei carrozzieri indipendenti, e dei diritti dello stesso automobilista. Il disegno legge prevede la facoltà per l'impresa di avvalersi del risarcimento in forma specifica per i danni ai veicoli come procedura di liquidazione sostitutiva del risarcimento pecuniario. Per evitare rimborsi gonfiati ad arte. Ma a che cosa mira l'azione di lobbying delle Compagnie? Nel perseguire i propri legittimi interessi imprenditoriali, ovviamente tendono a massimizzare i profitti riducendo i costi, tra i quali il costo del risarcimento dei sinistri: in questo quadro le imprese stanno da tempo perseguendo l'obiettivo di costituire reti di carrozzieri fiduciari ai quali vanno imponendo scontistiche e costi orari difficilmente sostenibili. Che però, denuncia Federcarrozzieri, possono essere raggiunti ricorrendo a metodiche riparative che prevedono uso di materiali di non primaria qualità, ricambi non originali, e tempistiche predeterminate.

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